Si terrà domenica 19 alle ore 11 presso il Museo della Città di Bettona l'inaugurazione della mostra dell'artista spellano Elvio Marchionni intitolata “Arcani racconti – pittura di memoria ed emozioni”.La mostra, aperta tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10e30 alle 13 e dalle 14,30 alle 17, resterà esposta fino al 23 gennaio.
La pittura di Marchionni è sempre stata attratta dalle immagini logorate dal tempo, le immagini di capolavori che i secoli hanno lentamente consunto negli intonaci delle pareti, senza tuttavia sminuirne la bellezza, accrescendo anzi il fascino e il mistero di quelle forme affioranti, trasfigurate quasi come reperti della memoria storica.
Appaiono, nella vicenda personale e creativa dell'artista, le visioni straordinarie della pittura medievale, di cui l'Umbria è ricca, in cui lavora con intensa passione, realizzando affascinanti tecniche miste su tavola, attraverso le quali fa rivivere lo splendore degli antichi affreschi come se venissero staccati, strappati dalle chiese o dai palazzi in cui erano rimasti per secoli.
Marchionni ottiene risultati prodigiosi, perché ripropone sulle tavole – accortamente preparate con procedure personali – il fascino della grande e antica arte, nelle cui opere sembrano riapparire squarci di vita rinascimentale, madonne con bambini che somigliano ai grandi capolavori del Perugino, del Pinturicchio, dell'Alunno .Pittore di memoria ed emozioni, nei suoi muri strappati c'è anche il recupero, il respiro dell'espressività del ‘400 umbro di cui è un sapiente e puntuale conoscitore. E a cui spesso si riferisce, facendosi ammirare per la sua capacità di materializzare la memoria del passato attraverso le finte muffe, le apparenti corrosioni dei secoli che esaltano il fascino misterioso e suggestivo di quei volti, di quei gesti o di quelle architetture d'interni che sembrano riassumere la storia dell'arte rinascimentale.
E' il fascino del passato che torna a rivivere non più nell'immaginazione astratta della memoria, ma nella realtà presente della nostra vita e nell'incantevole stupore che da sempre suscita in noi la bellezza vera di un'opera d'arte.
Marchionni può essere considerato, per quanto attiene alla pittura, uno storico della modernità. Al di là dell'evidente capacità tecnica-espressiva, della spiccata e controllata gestualità, del segno sapiente ed emozionato, riesce a far proprio lo sguardo interiore dell'arte moderna. Ha capito che la pittura insegna che la storia ha un peso, ma anche una suggerente via di fuga.