Elezioni politiche 2022, confronto tra i candidati umbri su caro energia e bollette - Tuttoggi

Elezioni politiche 2022, confronto tra i candidati umbri su caro energia e bollette

Luca Biribanti

Elezioni politiche 2022, confronto tra i candidati umbri su caro energia e bollette

Mar, 13/09/2022 - 18:13

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Elezioni politiche, nella sede della Confartigianato Terni il confronto tra i candidati umbri su caro energia e bollette

Si avvicina l’appuntamento con le elezioni politiche e ferve la campagna elettorale dei vari schieramenti con confronti e dibattiti. Nella serata di oggi, 13 settembre, nella sede di Confartigianato Terni si è svolto il confronto tra i candidati umbri alle Politiche. Al confronto, coordinato dal presidente dei Confartigianato Umbria, Mauro Franceschini, erano invitati (in ordine alfabetico degli schieramenti):

Azione-Italia Viva: Franco Raimondi Barbabella, Carla Casciari, Leonardo Grimani, Giacomo Leonelli, Donatella Porzi.

Centrodestra: Valeria Alessandrini, Virginio Caparvi, Fiammetta Modena, Raffaele Nevi, Emanuele Prisco, Francesco Zaffini.

Centrosinistra: Anna Ascani, Francesco De Rebotti, Federico Novelli, Pierluigi Spinelli, Walter Verini, Stefano Vinti.

M5S: Raffaella Brunozzi, Andrea Liberati, Federico Pasculli, Emma Pavanelli, Angelica Trenta.

Caro energia e bollette, la parola ai candidati

Il presidente Confartigianato Umbria, Mauro Franceschini, ha sollecitato i candidati a confrontarsi sulle misure urgenti da mettere in campo per il caro energia e bollette e le misure strutturali necessarie in un’ottica di lungo termine. Tre minuti a testa per ogni candidato per rispondere sul tema, ecco cosa hanno detto (in ordine di intervento).

Raffaele Nevi (FI) “Abbiamo bisogno di un intervento immediato che stiamo chiedendo da fine maggio, perché le bollette sono iniziate a salire prima della guerra in Ucraina. Ci sono voluti 130 miliardi per intervenire sulla crisi e questa è ancora più grave del Covid, perché sta distruggendo parte delle piccole e medie imprese; abbiamo bisogno di un nuovo recovery fund. Per il lungo periodo è necessario diversificare le fonti e renderci autonomi”.

“Servono 30 miliardi subitole parole di Virginio Caparvi (Lega) serve agire ora e deregolamentare l’installazione degli stabilimenti di rinnovabili; non possiamo chiuderci in un ambientalismo astruso, come successo, a opera del Pd e del M5S sul termovalorizzatore di Roma. La Francia ha riattivato 57 stazioni nucleari, gli artigiani francesi sicuramente saranno più competitivi di quelli italiani”.

Emanuele Prisco (FdI) “La manifattura artigianale e le piccole e medie imprese sono il tessuto economico dell’Italia. Serve una misura ossigeno per famiglie e imprese e non possiamo farlo da soli, serve l’aiuto dell’Europa. Se c’è solidarietà europea ci deve essere anche sulla materia energia, che deve prevedere un fondo compensativo per i paesi che stanno accusando maggiormente la crisi”.

Federico Pasculli (M5S)Già a marzo Conte pensava che fossimo in ritardo e che fosse necessario un recovery plan. Stiamo affrontando una guerra finanziaria e adesso occorre uno scostamento di bilancio altrimenti rischiamo una contrazione economica, togliendo liquidità a famiglie e imprese. Nel lungo periodo è meglio investire verso i pannelli fotovoltaici e rinnovabili, piuttosto che su centrali nucleari che vengono costruite in circa 15-20 anni”.

Raffaella Brunozzi (M5S) “Serve l’aiuto dell’Europa ed imporre un energy recovery fund, prezzo comune e stoccaggi comuni. È poi necessario fermare la guerra, l’Italia deve porsi come garante di dialogo e fare delle proposte per arrivare alla pace. Dobbiamo poi mettere in atto uno scostamento di bilancio, unito a un super bonus energia per imprese e imprenditori per incentivare la transizione ecologica, anche attraverso la cessione dei crediti per la liquidità necessaria agli investimenti”.

Francesco De Rebotti (Pd) “Se era chiaro fin da maggio, come dice Nevi, la situazione del caro bollette, il centrodestra ha avuto la bella idea di sfiduciare il Governo. Adesso bisogna fare in fretta quello che sarebbe stato meglio fare quando era possibile. Serve adesso calmierare i prezzi dell’energia elettrica a livello nazionale, subito un contratto sociale per imprese e famiglie con reddito basso e andare a tassare le aziende che hanno ottenuto un surplus di guadagno”.

Federico Novelli (Pd) “Nell’immediato c’è il decreto aiuti-bis anche se non è in grado di soddisfare le esigenze di tutti. C’è una grave irresponsabilità politica sulla caduta del governo Draghi, una follia. La politica europea deve accompagnare quella nazionale per politiche comuni di sostegno al tetto di costo per l’energia”.

Franco Barbabella (Azione-Italia Viva) “Il decreto aiuti-bis contiene soluzioni non definitive, ma che possono tamponare. Bisognava dare modo al governo di arrivare alla sua naturale conclusione, ma c’è stata una grave irresponsabilità da parte di alcune forze politiche. Gli interventi strutturali devono essere presi dall’Europa, perché dipendiamo troppo dalla fornitura di gas dalla Russia; questa è una grave colpa della politica italiana degli ultimi 20 anni. Nella fase di transizione abbiamo bisogno anche del fossile, la piena autonomia col rinnovabile potrà essere raggiunta solo tra qualche anno”.

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