di Carlo Ceraso
Tutti sull’orlo di una crisi di nervi. Dalle ripercussioni devastanti, se in casa del Pd spoletino non si cercherà di ricucire presto lo strappo verificatosi dopo la conclusione di un sondaggio del quale la corrente margheritina non sapeva nulla. Tacciono i telefonini anche perchè, a chieder spiegazioni, non sempre se ne hanno di convincenti. Certo, per uscire dalla buriana, alla fine Amedeo Marcelli e compagni hanno detto che quel sondaggio lo pagheranno con i soldi del gruppo ds in consiglio comunale. Come a dire “è roba nostra”. Ma è stato come mettere benzina sul fuoco.
Chi sembra invece aver superato la crisi di nervi e deciso a passare alle vie di fatto è Fausto Libori, uomo di punta del partito, membro dell’assemblea provinciale e segretario della sezione di Passo Parenzi.
Allora Libori, è proprio un momentaccio? “Beh, diciamo che è il momento peggiore dall’avvio del piddì spoletino”
Proprio non lo volevate questo sondaggio? “No, guardi, il suo giornale ha già scritto questo, ma non risponde a verità. Noi eravamo informati dell’iniziativa, l’abbiamo contestata ma di fronte alla decisione presa dalla maggioranza l’abbiamo saputa anche acettare”
E allora qual’è il problema? “il segretario del partito Andrea Rossi si era preso l’impegno di discutere tutti insieme sul tipo di domande da porre, il metodo del sondaggio, il campione da intervistare e…”
E invece? “Invece nulla, a un mese dall’avvio e a due settimane dalla conclusione non sappiamo ancora nulla. Se è stato realizzato, quale metodologia è stata usata, quali domande e quali risultati. Sta di fatto che sono stati intervistati in tanti, sa, qui il posto è piccolo…”
E la gente mormora “appunto, quando me lo hanno detto non volevo credere alle mie orecchie”.
Vabbè, magari con una telefonata si poteva appianare tutto “sì ma chi doveva farla la telefonata? Io o chi aveva assunto quell’impegno di informare tutti i membri della segreteria su domande, contenuti e obiettivi del sondaggio, prima che fosse avviato?”
Dica la verità, magari il risultato lo conosce e non è buono “no, no, glielo giuro, i dati non li conosco e non li voglio neanche conoscere. Per me è carta straccia!”
Prego? “Sì, glielo avevo detto a Rossi e agli altri. Il sondaggio è uno strumento che se mal gestito può rappresentare anche un problema specie quando è applicato alla politica. E’ uno strumento tanto delicato quanto potente. Figurarsi quando viene utilizzato per ricercare uno o più nomi da candidare a sindaco di una città”
In che senso? “ci sono due motivi fondamentali che contrastano con questa iniziativa. Il primo è che se un sondaggio è ben fatto, sarebbe inutile andare alle primarie. A che servirebbero?”
E il secondo? “è anche più importante. Qualsiasi fosse il risultato, dal punto di vista della vittoria finale, risulterebbe poco attendibile perchè chiunque prendesse la maggioranza delle intenzioni dei cittadini la dovrebbe poi ritrovare nelle urne. E’ per questo che c’è uno strumento come le primarie. Ha visto Obama? La Clinton ha perso, ma sta appoggiando la sua corsa alla Casa Bianca. Ecco perchè un sondaggio simile a quello che sarebbe stato fatto a Spoleto, rischia solo di generare conflitti, divisioni…insomma non ha nessun valore. Non è questo il modo di costruire un partito unitario. Per cui meglio dire che quel sondaggio non esiste, che abbiamo scherzato e che si ritorni a lavorare secondo i regolamenti, lo statuto e il codice etico che ci siamo dati”.
Lei come lo avrebbe voluto? “noi avevamo chiesto di andare a vedere il grado di percezione e gradimento dei cittadini sulle cose fatte, misurare il giudizio sugli amministratori uscenti e individuare le priorità che ad avviso dell’elettorato non possono più essere procrastinate. Sulla base dei risultati si sarebbe dovuto stilare il programma e aprire subito dopo le primarie”
Certo è che anche voi avete le vostre responsabilità “in che senso”
Da un anno si annuncia la costituzione del gruppo consigliare e invece siete… “io non sono del gruppo, ma è evidente che si è in grave ritardo, anzi è già tardi. E non ci possono essere alibi come andare a guardare quello che fanno in altri consigli comunali o dire che non è il momento perchè ci sono atti amministrativi importanti da discutere. Sono solo scuse, balle”
E’ una crisi passeggera o rischia di degenerare? “Io riconfermo, in maniera leale, lo scriva a lettere maiuscole per favore, l e a l e ed autentica tutta la fiducia al segretario Rossi. Sono convinto che è la persona più giusta per il nostro partito che si propone in modo davvero innovativo. Però per fare questo si deve cominciare a cambiare da dentro le vecchie logiche, le vecchie gerarchie. Si deve lavorare in modo democratico, trasparente, condividendo tutte le scelte. Sono convinto che lui crede come me, come noi, come la maggioranza di noi del piddì, in un partito riformato, aperto e riformista. Ma un partito così, si fa solo superando le vecchie logiche e dando risposte coerenti a milioni di cittadini che credono nel partito e che lo hanno dimostrato con le primarie. Solo a Spoleto sono stati più di 3.000”
Insomma Libori, mai sondaggio fu più sgradito! “ripeto – conclude il membro della segreteria del Pd – può essere uno strumento utile ma solo se si esplica con un rigore scientifico come quello che accennavo prima. Ma qui non sappiamo neanche quanti sondaggi son stati fatti. Certo è che se volevo un partito dei sondaggi me ne andavo a Forza Italia”