Disabile rapinato nell’androne del palazzo, arrestati giovane mamma e straniero VIDEO - Tuttoggi

Disabile rapinato nell’androne del palazzo, arrestati giovane mamma e straniero VIDEO

Redazione

Disabile rapinato nell’androne del palazzo, arrestati giovane mamma e straniero VIDEO

Gio, 07/01/2021 - 15:28

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Disabile rapinato nell’androne del palazzo, arrestati giovane mamma e straniero VIDEO

Disabile rapinato mentre butta l'immondizia, i due riconosciuti dai vestiti grazie alle telecamere di videosorveglianza del palazzo

Lei è una giovane mamma di 21 anni, lui uno straniero di 43: sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Terni con l’accusa di aver rapinato un uomo di 51 anni, disabile, mentre scendeva da casa per buttare l’immondizia.

I fatti sono avvenuti nel pomeriggio del 4 dicembre. Agli inquirenti è servito un mese per chiudere il cerchio sui presunti autori della rapina, che il 5 gennaio sono stati raggiunti da un’ordinanza di arresto (lui in carcere, lei ai domiciliari avendo una figlia piccola) emessa dal gip di Terni.

Disabile rapinato nell’androne condominiale

La rapina è avvenuta circa un mese fa in pieno centro, nell’androne di un palazzo di via porta San Giovanni.

A farne le spese un 51enne con vari problemi di salute. Si tratta infatti di un uomo affetto da una patologia che non gli consente di deambulare e parlare perfettamente. Con molta fatica, appoggiandosi ad un carrellino, il cinquantunenne era sceso in strada dalla sua abitazione per gettare la spazzatura ma, poco prima di rincasare, era stato colto alle spalle dall’uomo e dalla donna che, approfittando della condizione di minorata difesa, lo avevano afferrato violentemente e gettato in terra. Dopo avergli chiuso la bocca con una mano, i malfattori lo hanno percosso violentemente con calci e pugni per non farlo dimenare e sono riusciti infine a sfilargli il portafoglio dalla tasca, contenente documenti, il bancomat e la somma di 160 euro. Dopo aver rapinato il disabile, i due sono fuggiti.

Decisive le immagini delle telecamere

Con molta fatica, vista la patologia sofferta, l’uomo è riuscito a rimettersi sulle proprie gambe e a far rientro presso la propria abitazione, dalla quale è riuscito ad avvisare i propri parenti. Nel giro di pochi minuti sono stati allertati i Carabinieri che hanno raggiunto immediatamente sul luogo della rapina. Le indagini, sin dalle prime battute, non si sono rivelate semplici.

Il disabile rapinato, molto scosso, con molta difficoltà ha cercato di ripercorrere i drammatici momenti senza tuttavia riuscire ben a collocare nel tempo i fatti. Fortunatamente, il condominio era dotato di un impianto di video-sorveglianza. La visione delle registrazioni delle ore precedenti ha consentito ai Carabinieri della Stazione di Terni di individuare i fotogrammi dell’azione delittuosa, avvenuta alle ore 16:15 circa, ben due ore prima di quanto riuscisse a ricordare l’uomo.

Nei frame, seppur travisata dalla mascherina protettiva, i Carabinieri hanno riconosciuto senza alcun dubbio la figura della donna, A.M., classe 2000, già nota per altri fatti legati al mondo delle sostanze stupefacenti, nonché quella dell’uomo, il tunisino N.R., classe 1978, che indossava gli stessi pantaloni già indossati in occasione di altre attività delittuose (particolare di strappi e scoloriture sulla parte anteriore).

Disabile rapinato, i due incastrati dai vestiti

A suggello dell’identificazione della donna, i militari hanno individuato altri fotogrammi che la ritraevano: il 2 dicembre, due giorni prima della rapina, A.M. era stata convocata presso la caserma di via Radice per altra attività di polizia e, in quel frangente, indossava le stesse scarpe, lo stesso zaino e lo stesso giubbino di colore rosa.

Ulteriormente, il giorno della rapina, poche ore dopo i fatti la donna si era presentata in Questura per apporre la firma di controllo, poiché sottoposta alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, indossando gli stessi indumenti seppur con il giubbino risvoltato (rimanendo visibili le profilature di colore rosa).

L’arresto della coppia

Nel corso della perquisizione presso l’abitazione della donna in fase di esecuzione dell’ordinanza restrittiva, i militari hanno individuato l’uomo ben nascosto tra lenzuola e coperte all’interno del “letto contenitore”. Al termine delle operazioni l’uomo è stato condotto presso il carcere di “Sabbione”, la donna, madre di una bambina in tenera età, è stata ristretta agli arresti domiciliari, a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’interrogatorio di garanzia.

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