Da Norcia a Cascia per il vaccino, ma il Centro è chiuso

Da Norcia a Cascia per il vaccino, ma il Centro è chiuso

Redazione

Da Norcia a Cascia per il vaccino, ma il Centro è chiuso

Sab, 22/05/2021 - 08:02

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Paparelli critica la disorganizzazione della macchina regionale | Criticata la scelta di non utilizzare la piattaforma nazionale per le prenotazioni

Tra i disservizi segnalati nella campagna di vaccinazione, c’è l’inconveniente capitato a una persona residente a Norcia. Che ha ricevuto la prenotazione per la fascia 60/69 anni, confermata per l’indomani via mail senza l’indicazione del Comune in cui recarsi per la vaccinazione (il messaggio ricevuto recava solo la via). Dopo aver rintracciato il punto vaccinale in questione, il Centro Comunità a Cascia, l’ha trovato chiuso”.

Da Norcia a Cascia per il vaccino, ma il Centro è chiuso

“Questo fatto la dice lunga – tuonale il consigliere regionale Fabio Paparelli – sul grado di approssimazione che è stato ormai raggiunto. Tanto più se pensiamo che, in quell’occasione, insieme a lui, c’erano oltre 30 persone convocate, che però, al posto del vaccino, hanno trovato solo un cartello con su scritto che il centro sarebbe stato riaperto il giorno 21 maggio. Ma solo se fossero arrivati in tempo i vaccini e soprattutto personale”.

“Invitiamo dunque la Giunta regionale a verificare bene questi fatti – prosegue l’esponente dem – ed a provvedere a cambiare radicalmente l’organizzazione di una campagna vaccinale che sta rischiando di lasciare l’Umbria indietro e di condizionare fortemente la ripresa e il turismo”.

L’overbooking a Ponte d’Oddi

Ma disservizi si sono verificati anche in altre realtà. Come al punto vaccinale di Ponte d’Oddi a Perugia, dove per tre giorni è stato dato l’appuntamento a 180 persone in più oltre quelle previste. Tanto che giovedì, dopo un’attesa di due ore, qualcuno ha chiamato i carabinieri.

Quanto poi ai ritardi nelle vaccinazioni della fascia d’età degli over 50 e soprattutto degli over 60, in cui l’Umbria è ultima, Paparelli ricorda alla presidente Tesei che ragioni con più anziani sono comunque avanti. Ed imputa i ritardi a “un’evidente incapacità di programmazione e pianificazione delle attività oltre che per scelte sbagliate che hanno privilegiato solo alcune categorie professionali a scapito di tutti gli altri”.

Paparelli: rivedere la macchina organizzativa

“Una situazione che, di giorno in giorno – lamenta Paparelli – non sembra migliorare, ma, al contrario, sta peggiorando anche a causa di iniziative estemporanee come quelle della pre-prenotazione, una modalità del tutto farlocca che in realtà non dà diritto a nulla, se non ad essere ricontattati, in un tempo indefinito, quando sarà effettivamente possibile prenotare il vaccino. Una vera e propria presa in giro che poteva essere risparmiata e, a conti fatti, non gioverà certo all’immagine del governo regionale. In questa fase così delicata sarebbe invece stato meglio destinare tempo e attenzione alla revisione della macchina organizzativa, specie quella relativa alle prenotazioni che avviene su una piattaforma regionale, quando sarebbe stato possibile utilizzare quella nazionale che ha dimostrato di essere decisamente più performante”.

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