Covid, paura dei divieti e sottovalutazione: i giovani non collaborano al tracciamento

Covid, paura dei divieti e sottovalutazione: i giovani non collaborano al tracciamento

Redazione

Covid, paura dei divieti e sottovalutazione: i giovani non collaborano al tracciamento

Ven, 19/03/2021 - 10:21

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Covid, paura dei divieti e sottovalutazione: i giovani non collaborano al tracciamento

Intanto anche per i perugini della festa abusiva di Marsciano chiesta dal Comune la quarantena preventiva

Stanchi dei divieti anti Covid subiti ormai da un anno. Preoccupati per le sanzioni e le reazioni in famiglia. Molti sottovalutano ancora il pericolo di veicolare il virus, da asintomatici. E così tanti giovani non collaborano al tracciamento dei contatti, nel caso in cui vengano trovati positivi al Covid.

E’ uno degli elementi evidenziati dalla dottoressa Carla Bietta, del Nucleo epidemiologico regionale. Che spiega come, rispetto ai mesi scorsi, ora sia più difficile ricostruire la catena dei contatti, proprio perché ci sono molte più reticenze. In particolare tra i giovani. Un atteggiamento in parte comprensibile, a un anno dall’inizio dell’emergenza, con le persone esasperate per le prolungate limitazioni. Ma che ovviamente complica il lavoro delle autorità sanitarie, per le quali è importantissimo riuscire ad isolare tempestivamente le persone che possono essere state contagiate.

Curve dei decessi, aumenta la circolazione del virus “nascosto”

Anche questo, secondo gli esperti, contribuisce a rallentare la discesa della curva dei contagi, nonostante le misure restrittive. E il fatto che nella terza ondata si osservi uno scostamento verso l’alto della curva dei decessi rispetto a quella stimata dei contagiati dimostra per il Nucleo epidemiologico come ci sia una circolazione del virus, superiore a quella osservata nei mesi scorsi, che non viene intercettata dalle autorità sanitarie.

Coronavirus in Umbria, le aree a maggior rischio
secondo il Nucleo epidemiologico

Festa di 18 anni abusiva, quarantena anche per i perugini

Esemplare il caso della festa di 18 anni abusiva organizzata in una villa di Marsciano. Con gli invitati che, nel tentativo di evitare le sanzioni, all’arrivo della polizia municipale si sarebbero dapprima rinchiusi, per poi fuggire tra i campi, secondo la prima ricostruzione fatta da chi sta indagando sul caso.

Tra loro anche alcuni ragazzi perugini, per i quali il Comune di Perugia ha fatto richiesta della quarantena preventiva a scopo precauzionale, così come è stato fatto dal Comune di Marsciano.

Restano ancora da identificare alcuni dei partecipanti alla festa abusiva. Tutti rischiano una pesante sanzione per la violazione delle norme anti Covid. I perugini anche per essersi spostati senza giustificato motivo fuori dal territorio del proprio comune.

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