Consumo di alcol, Perugia verso il bando di vetro e lattine anche fuori dal centro

Consumo di alcol, Perugia verso il bando di vetro e lattine anche fuori dal centro


share

Questa mattina si è riunita la IV Commissione Consiliare Permanente (Affari Istituzionali) per proseguire l’analisi della proposta di modifica al regolamento di polizia urbana. La discussione si è concentrata sostanzialmente su due articoli. Il primo, destinato a diventare il numero 24, riguarda la problematica ben nota della “vendita di contenitori di vetro e lattine”. La norma, dopo la proposta avanzata dai consiglieri Prisco e Bori e avallata dagli altri gruppi presenti in commissione, assumerà questa formulazione definitiva: “Al fine di prevenire e contrastare i fenomeni di degrado legati alla vendita di contenitori di vetro e lattine, la Giunta Comunale individua le aree in cui vietare ai sensi dell’art. 9 del Tulps la vendita di bevande in contenitori di vetro e lattine ricorrendone i presupposti di legge ed i motivi di pubblico interesse, per l’adozione dei necessari provvedimenti da parte dei competenti organi od uffici comunali”.

A questo nuovo articolo si accompagnerà con ogni probabilità anche un ordine del giorno “di indirizzo” da parte della commissione e, di conseguenza del consiglio comunale, in merito all’estensione del divieto di vendita dopo le ore 22 anche in zone differenti dal centro storico (come via Settevalli e Fontivegge).

Sotto questo profilo, i rappresentanti della Polizia Municipale hanno reso noto che “l’ordinanza de qua è in via di redazione finale da parte dei competenti uffici e verrà a breve sottoposta all’esame del sindaco”.

Accattonaggio e lavavetri, la proposta Prisco – Il secondo articolo oggetto di ampia discussione è stato il numero 31, concernente l’accattonaggio. Il testo originario, contenuto nel regolamento, prevede ad oggi che “è vietato raccogliere questue ed elemosine con insistenza, molestia ed in modo offensivo”.

Più drastica e articolata la proposta di modifica avanzata dal PdL, in particolare dal consigliere Prisco. Questo il testo: “E’ vietato raccogliere questue ed elemosine in luoghi pubblici o aperti al pubblico, nonché sui mezzi di trasporto pubblico. Dal divieto sono escluse le raccolte di fondi predisposte da Enti, laici e religiosi, Associazioni ed altri soggetti a ciò autorizzati. E’ altresì vietato rovistare o prelevare indumenti ovvero oggetti dai contenitori della spazzatura e dai contenitori di raccolta delle Associazioni umanitarie. E’ inoltre vietato l’esercizio del cosiddetto “mestiere di lavavetri” su tutto il territorio comunale. Nei casi sopra descritti saranno altresì attivate le procedure di intervento sociale ed assistenziale previste dalla legge e dall’ordinamento locale, anche mediante il coordinamento con altri enti e con le associazioni umanitarie che operano nel settore”.

Gli uffici, nel valutare la proposta, hanno riferito che essa si scontra con due decisioni della Corte Costituzionale. La prima, risalente al 1995, ha sancito la non punibilità dell’accattonaggio tout court a meno che non sia compiuto con atteggiamenti invasivi; la seconda, più recente, ha vietato espressamente di incidere con normative secondarie (come ad esempio sono i regolamenti) sulle libertà personali. Il Pdl si è detto in disaccordo su questa interpretazione, ritenendo che il regolamento di polizia urbana riguardi la disciplina dei comportamenti di vita sociale di una città, anche se non coperti o non rilevanti per la legge penale. Nel corso delle prossime sedute la commissione cercherà di formulare un articolo che posso accontentare tutte le parti.

share

Commenti

Stampa