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CITTADINI DEL MONDO, AL VIA LA SETTIMANA CONCLUSIVA DEDICATA A “DEMOCRAZIA E CITTADINANZA”

Redazione

CITTADINI DEL MONDO, AL VIA LA SETTIMANA CONCLUSIVA DEDICATA A “DEMOCRAZIA E CITTADINANZA”

Mer, 13/04/2011 - 16:00

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Elisa Panetto

Con l’avvio della mostra sulle tematiche “Democrazia e Cittadinanza” e “Pace e Salvaguardia del Creato”, è iniziata anche la Settimana della Cittadinanza e della Sostenibilità che concluderà “Cittadini del Mondo”, il progetto promosso dalla Diocesi di Foligno, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria, la regione Umbria, la provincia di Perugia e i comuni di Foligno e di Spello, che ha coinvolto nell’anno scolastico 2010/2011 un migliaio di studenti delle scuole superiori di secondo grado della città.
Oltre la mostra, workshop, animazioni in piazza e laboratori, per parlare di senso civico, legalità, giustizia, bene comune, integrazione, solidarietà, inquinamento, povertà e rispetto del creato. In questo percorso, attraverso anche il contributo di esperti in classe, uscite didattiche, incontri con gli autori di libri, videoconferenze con la sede centrale dell’Unione Europea a Bruxelles e cortometraggi tematici, gli studenti hanno compreso che la legalità, la partecipazione e la solidarietà sono le condizioni indispensabili per costruire insieme una democrazia autentica, matura e pacifica.
Accompagnati dai propri insegnanti, gli studenti sono stati accolti con contagioso entusiasmo da monsignor Luigi Filippucci, responsabile del progetto “Cittadini del Mondo”, Rita Zampolini, assessore alla formazione, Elisabetta Piccolotti, assessore alla cultura e Nando Mismetti, sindaco del comune di Foligno. “‘Cittadini del Mondo’ è uno dei progetti fondamentali che qualificano la scuola e la città di Foligno” ha detto prima del taglio del nastro l’assessore Zampolini. “Questo progetto riesce a trasmettere la complessità e l’essenza della democrazia. Vogliamo dunque investire sulla cittadinanza e su voi giovani”. Per l’assessore Piccolotti il progetto “fa riflettere su un tema tanto delicato e importante. Nel nostro Paese essere liberi sembra la cosa più facile del mondo, in realtà è ben più complesso e complicato. Occorre avere il coraggio di dire le cose andando anche controcorrente – ha suggerito ai ragazzi –, fare delle scelte, tenere conto della condizione collettiva per costruire la società”.
Dopo la visita e il percorso su democrazia, cittadinanza, pace e salvaguardia del creato, gli studenti sono stati accolti nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale, sede dei consigli, dove hanno potuto rivolgere le proprie domande e curiosità al primo cittadino. “Quali scelte politiche vengono fatte a Foligno affinché l’integrazione sia reale?” ha chiesto il primo. “Questa comunità è cresciuta perché ha in se stessa la solidarietà” ha prontamente risposto Mismetti. “Di fronte ad un’emergenza come quella del terremoto del 1997 sono scattati i sentimenti, il cuore e la voglia di non arrendersi. La comunità deve mettere al centro l’uomo, la persona. Siamo molto impegnati sull’integrazione e affinché si realizzi tutti i punti di partenza devono essere uguali. La scuola pubblica, dunque, è fondamentale per le pari opportunità: ci fa mettere nello stato d’animo che siamo tutti uguali”. “Qual è la politica del comune nei confronti delle criminalità organizzate e delle mafie?” chiede l’ultimo studente. “La legalità e la sicurezza sono temi centrali nell’azione di un’amministrazione” ha replicato il sindaco. “Legalità e sicurezza significano le pari opportunità, il diritto al lavoro, il diritto ad avere una vita che può pensare anche alla prospettiva del futuro. Di fronte ad una crisi mondiale non passeggera deve esserci la condizione che si abbia l’opportunità e la speranza che c’è un futuro. Se questo manca e viene meno sicuramente la crisi ci travolgerà. Non si può pensare al futuro se non si investe nella formazione, nella ricerca, nella scuola, nella cultura: se non si investe su questi filoni il paese sceglie di arrendersi di fronte alla crisi. Come è possibile pensare che oggi promuovere la cultura in questo contesto sia sprecare i soldi? È un diritto di tutti avere una condizione di vita accettabile e rispettabile – prosegue –. Le mafie dove vanno? Dove girano i soldi. Se vanno sulla povertà è per sfruttare le persone. Con la ricostruzione, in pochi anni sono passati a Foligno 1.500-2.000 miliardi delle vecchie lire, considerando che il bilancio del comune è di circa 50-55mila miliardi. Non c’è dubbio, dunque, che anche nella nostra città c’era la possibilità che poteva attecchire la mafia, o comunque potevamo diventare appetibili. Per questo abbiamo lavorato in sinergia con tutte le organizzazioni e messo in campo delle regole che hanno non dico azzerato ma sicuramente eliminato tutti quegli spazi possibili”.
La manifestazione è proseguita nella Sala Conferenze di Palazzo Trinci con la conferenza “Vedo, Sento, Parlo” organizzata dagli studenti dell’IIS Orfini. Protagonista Lucio Musolino, il giornalista calabrese, ex cronista di Calabria Ora e collaboratore del Fatto Quotidiano, minacciato più volte per le sue inchieste sulla ‘ndrangheta e, soprattutto, sui rapporti tra le cosche e la politica. Musolino ha portato ai ragazzi, con franchezza e chiarezza, la propria esperienza personale perché “mi hanno chiesto di parlare della mia storia. Vorrei parlare anche di questo, ma soprattutto di libertà di stampa, di legalità e trasparenza come scelta politica e farvi capire che le organizzazioni criminali non sono solo un fenomeno folkloristico calabrese, siciliano e campano, sono un fenomeno nazionale. Tutto il Paese deve rendersi conto che è un problema nazionale. Ma questo è un Paese in cui si parla con lo scopo di non dire alcune cose”. Tra un aneddoto ed un altro – lettere anonime, bottiglie di benzina recapitate a casa, scorta, articoli modificati, censurati o cestinati perché con nomi di politici da non fare, trasferimenti e licenziamenti “con procedure sballate per fare un favore ai poteri forti” – Musolino ha rivelato il suo lavoro: “non sono un eroe, ho fatto semplicemente il mio lavoro”, “l’editore ha un ruolo e il giornalista un altro, non ci si riunisce insieme”, “se un pezzo di carta mi dice qualcosa io lo pubblico, non mi importa chi c’è dentro, può esserci anche mio padre”. Ma ha anche riflettuto sulla giustizia: “un magistrato non è bravo se fa arrestare un mafioso con la coppola ed è cattivo se fa arrestare quello col colletto bianco” afferma; “le riforme sulla giustizia vanno alla lotta alla mafia o nella direzione opposta?” si domanda; e ancora, “a me non frega niente dei processi del presidente, ma che si parli dei problemi veri di questo paese” assicura. L’assoluto e soprendente silenzio che ha accompagnato l’ascolto della testimonianza di Musolino è stato poi seguito dalle domande e dalle curiosità degli studenti: “hai paura di morire?” gli viene subito chiesto. “Chi fa il proprio lavoro è sempre dalla parte giusta e non conosco un modo diverso di lavorare” ha risposto il giornalista con tranquillità. “Hanno mai cercato di farti fuori?” gli chiede un altro. “Fisicamente no, i segnali ci sono stati e sono stati tutti denunciati anche perché, a certi livelli, i messaggi sono sufficienti” ha detto. E ancora: “cosa sogni e cosa speri?” “Spero di continuare a lavorare come sempre ho fatto. Con il Fatto Quotidiano e La7 mi trovo bene: abbiamo altri progetti col “gruppo dei depurati” ed altri personali che spero si realizzino. La cosa certa è che non sono sceso a compromessi e che rifarei tutto dall’inizio. Ho scelto di fare questo lavoro. Punto”. “Dove trovi la forza per andare avanti?” “Sono convinto di aver fatto il mio lavoro e di essermi comportato bene”. “In futuro avrà un senso? Cambierai il futuro?” “Penso solo a fare il mio lavoro. Se vogliamo stare bene dobbiamo fare tutti il nostro lavoro”. “Ti senti solo? Abbandonato?” “In molti momenti sì, ma oggi no”. “Vedi spesso i tuoi genitori? E che pensano?” “Con mia madre ci vivo ancora, ma vedo spesso anche mio padre. Sono preoccupati, ma mi appoggiano: a volte lo dicono di essere preoccupati, a volte mandano avanti i miei fratelli…”
La manifestazione conclusiva di “Cittadini del Mondo” si svolgerà nel luogo centrale della vita cittadina: il Palazzo Comunale. Un’occasione per costruire un confronto propositivo che mette al centro dei riflettori, nei luoghi simbolici, istituzionali e sociali della città, gli studenti con le loro proposte. Un meeting di idee giovani, dunque, per costruire insieme nel territorio buone prassi di cittadinanza.

Video: CITTADINI DEL MONDO 2011 – nando mismetti

© Riproduzione riservata

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