Cardinale Bassetti all'Assemblea dei vescovi "Ricostruzione parta e votate alle Europee" - Tuttoggi

Cardinale Bassetti all’Assemblea dei vescovi “Ricostruzione parta e votate alle Europee”

Sara Fratepietro

Cardinale Bassetti all’Assemblea dei vescovi “Ricostruzione parta e votate alle Europee”

Il presidente dei vescovi italiani all'assemblea Cei riflette sulle norme non adeguate per il terzo settore, la ricostruzione post sisma e le elezioni europee
Mar, 21/05/2019 - 11:43

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Dalla riforma del Terzo settore alla ricostruzione dopo il terremoto, fino al futuro dell’Unione Europea insidiato da sovranismi e populismi: questi i temi toccati dall’introduzione del Cardinale Gualtiero Bassetti ai lavori della seconda giornata dell’Assemblea Generale Ordinaria della CEI (in corso a Roma fino a giovedì), aperta lunedì 20 maggio dall’intervento di Papa Francesco.

Come pastori delle Chiese che sono in Italia siamo “inviati al mondo per amare, servire, annunciare, consolare, liberare – ha detto il Presidente della CEI –. Con il coraggio di affrontare anche nuovi tratti di strada, finora poco o per nulla battuti, per raggiungere con la luce del Vangelo ogni situazione umana; nella disponibilità a lasciare tutto – senza rimpianto alcuno – per il bene della missione e delle persone incontrate”.

“Torniamo a riunirci con disponibilità, – ha detto il vescovo di Perugia durante il suo intervento – sapendo che ciascuno ha qualcosa da imparare dall’altro. Accogliamoci reciprocamente “per camminare insieme in un esempio di sinodalità”: sia questa la modalità con cui portare avanti corresponsabilità e processi decisionali; sia questo il nostro metodo di vita e di governo, secondo la doppia modalità – sottolineata dal Papa – dal basso in alto e dall’alto in basso. La sinodalità non è un evento da celebrare, ma uno stile da lasciar trasparire nel linguaggio, nella stima vicendevole, nella gratitudine, nella cura delle relazioni: tra noi e con il Popolo di Dio, a partire dai nostri presbiteri”.

Il cardinale Bassetti ha voluto poi concentrarsi esplicitamente su tre questioni, strettamente legate all’attualità.

Terzo settore, “non c’è una normativa adeguata”

“Innanzitutto, – ha spiegato – avverto una crescente preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare con la riforma del Terzo settore. Al fondo restano ancora antichi pregiudizi per le attività sociali svolte dal mondo cattolico; pregiudizi che non consentono di avere ancora una normativa adeguata a rispondere alle esigenze di centinaia di migliaia di persone, dedite al prossimo e alle persone bisognose. Si tratta di un mondo di valori e progetti realizzati, di assistenza sociale, di servizi socio-sanitari, di spazi educativi e formativi, di volontariato e impegno civile. In una società libera e plurale questo spazio dovrebbe essere favorito e agevolato in ogni modo. Per questo non si può che rimanere sconcertati vedendo che al Paese intero si manda un segnale di segno opposto, intervenendo senza giustificazione alcuna per raddoppiare la tassazione sugli enti che svolgono attività non commerciali. Al Governo chiediamo non sconti fiscali o privilegi, ma regole idonee e certe, nel rispetto di quella società organizzata e di quei corpi intermedi che sono espressione di sussidiarietà; riposta di prossimità offerta al bene di ciascuno e di tutti; risposta qualificata dall’esperienza e dalla creatività, dalla professionalità e dalle buone azioni”.

Ricostruzione post sisma, “fondi si traducano in interventi concreti”

“Un secondo tema – ha aggiunto il presidente Cei – riguarda la situazione che è venuta a determinarsi nel Centro Italia all’indomani del terremoto. Il nostro è un Paese unico, tanto per bellezza quanto per fragilità. Proprio la fragilità, però, potrebbe essere la nostra forza e trasformarsi in occasione di cura e solidarietà, purché la generosa laboriosità di tanti cittadini s’incontri con l’impegno di chi ha la responsabilità civile e politica. Lo reclamano le tante abitazioni ancora inagibili della nostra gente; lo reclamano le nostre chiese: sono 3.000 quelle danneggiate dal sisma; l’impegno, su cui ci si è confrontati per mesi, ne prevede la ricostruzione di 600, quali luoghi di culto, di riferimento e aggregazione per tutta la comunità. È decisivo, dunque, che le ordinanze siano rese operative, che le procedure concordate per la ricostruzione trovino attuazione, che i fondi stanziati si traducano in interventi concreti”.

“Votate alle europee”

“Un ultimo aspetto su cui è doveroso soffermarsi riguarda il futuro dell’Unione Europea. È vero che oggi l’Europa è sentita come distante e autoreferenziale, fino al punto da far parlare di una “decomposizione della famiglia comunitaria”, su cui soffiano populismi e sovranismi. Lasciatemi, però, dire – forse un po’ provocatoriamente – che il problema non è innanzitutto l’Europa, bensì l’Italia, nella nostra fatica a vivere la nazione come comunità politica. Oggi, noi italiani, cosa abbiamo ancora da offrire? Penso alle nostre virtù, prima fra tutte l’accoglienza; penso a una tradizione educativa straordinaria, a uno spirito di umanità che non ha eguali; penso alla densità storica, culturale e religiosa di cui siamo eredi. Attenzione, però: non si vive di ricordi, di richiami a tradizioni e simboli religiosi o di forme di comportamento esteriori!

Il nostro è un patrimonio che va rivitalizzato, anche per consentirci di portare più Italia in Europa. Dobbiamo essere fino in fondo italiani – convinti, generosi, solidali, rispettosi delle norme – perché anche l’Europa sia un po’ più italiana. Dobbiamo essere fieri – sia detto senza alcuna presunzione – di un Cristianesimo che ha disegnato il Continente con il suo contributo di spiritualità e cultura, di arte e dottrina sociale. Di umanesimo concreto. Come italiani dovremmo essere il volto migliore dell’Europa per dare più fierezza ai nostri giovani, ai nostri emigrati e a quanti sbarcano sulle nostre coste, perché siamo il loro primo approdo.

Con questa prospettiva, va valorizzata l’opportunità che ci è offerta dalle elezioni di domenica prossima: chiediamo a tutti di superare riserve e sfiducia e di partecipare al voto. Siamo consapevoli che questo rimane solo il primo passo, ma è un passo che non ci è dato di disertare”.

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