Assisi, si dimette Simone Pettirossi: "Sono un pesce fuor d'acqua"

Assisi, si dimette l’assessore Simone Pettirossi: “Sono un pesce fuor d’acqua”

Sara Fratepietro

Assisi, si dimette l’assessore Simone Pettirossi: “Sono un pesce fuor d’acqua”

Lun, 29/03/2021 - 08:58

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Assisi, si dimette l’assessore Simone Pettirossi: “Sono un pesce fuor d’acqua”

L'assessore alla scuola ed innovazione Simone Pettirossi lascia il Comune a pochi mesi dalle elezioni. E' il quarto a lasciare la Giunta Proietti

La Giunta guidata da Stefania Proietti perde un altro pezzo a pochi mesi dalle elezioni comunali. Si è infatti dimesso l’assessore con deleghe – tra le altre – ad istruzione, innovazione, cooperazione internazionale, Simone Pettirossi.

La decisione è stata annunciata dallo stesso esponente del Pd. Si tratta del quarto addio all’interno della Giunta Proietti. La prima a lasciare, infatti, anche se non per propria volontà, era stata Claudia Maria Travicelli. Sostituita da Italo Rota, che poi ben presto si era dimesso. Prima di lui, però, aveva lasciato la Giunta comunale anche Eugenio Guarducci. Ora l’addio di Simone Pettirossi, che comunque già in passato aveva dato segnali di “ribellione”, tanto che già due anni fa la maggioranza aveva scricchiolato fortemente. Le compagini si erano infine ricomposte. Ma ora, a pochi mesi dalle elezioni (posticipate in autunno per l’emergenza Covid), Simone Pettirossi ha deciso di lasciare, per colpa degli screzi interni alla maggioranza.

Dimissioni, le motivazioni di Simone Pettirossi

Dopo una riflessione sofferta e del tutto autonoma ho deciso di dimettermi questa mattina da Assessore comunale” annuncia Simone Pettirossi in una nota lunedì mattina.

Non è stato facile, – ricorda – perché per me è stato un onore svolgere questo incarico per la mia città. Ho potuto occuparmi di innovazione, di scuola, di cooperazione internazionale, di servizi ai cittadini, cercando di dare un piccolo contributo alla modernizzazione di Assisi. Le cose fatte sono state tante e ci sono stati periodi di grande entusiasmo e di piena condivisione delle scelte politiche effettuate dall’attuale Amministrazione comunale.

Ci sono stati, però, anche passaggi che mi hanno comportato una profonda crisi politica e personale, a causa di divergenze significative rispetto agli obiettivi e ai metodi.

“Mi sento un pesce fuor d’acqua”

Da troppo tempo, in ogni caso, mi sento un “pesce fuor d’acqua”, in un contesto in cui i luoghi della discussione politica vera, a tutti i livelli, sono diventati purtroppo scarsi e poco significativi, con l’inevitabile conseguenza di limitarsi frequentemente a inseguire le tante cose da fare, la contingenza dell’amministrazione quotidiana, senza produrre un dibattito aperto e inclusivo da cui far nascere le politiche e le scelte.

Quando sono stato eletto per la prima volta in Consiglio comunale, dieci anni fa, ricordo con piacere una lettera scritta a mano dall’allora Sindaco che, pur essendo di un colore politico diverso dal mio, si congratulava per l’elezione sottolineando l’importanza di un giovane che iniziava il suo percorso di neo-consigliere comunale. La passione e la determinazione che mi animavano allora hanno sempre caratterizzato il mio impegno politico, facendomi raggiungere qualche risultato, ma anche facendomi sbagliare molto. Sono convinto che difendere le proprie idee, quando si ritengono giuste, oltre che i progetti in cui si crede, sia però una cosa necessaria e fondamentale. Anche perché le persone passano, ma i valori, le idee e i progetti in cui crediamo no.

“Lascio in questo momento per coerenza”

Per questo motivo ho deciso di lasciare l’Assessorato. Perché non mi sento più in sintonia, troppo frequentemente, con le decisioni che vengono prese e senza una convinzione piena non è più possibile continuare a svolgere questo ruolo. Sarebbe un danno per me stesso e anche per gli altri. La volontà di lasciare in questo momento la prendo per coerenza, perché non voglio temporeggiare oltre e voglio evitare di arrivare alle elezioni di ottobre senza aver fatto chiarezza.

La passione per la “Polis”, per la democrazia e per l’innovazione pubblica ovviamente non mi lasceranno mai, ma si possono coltivare ed esprimere anche da semplice cittadino”.

Quello di Simone Pettirossi appare dunque come un addio all’impegno amministrativo. “La politica in prima linea, a mio avviso, – dice – si può fare per un periodo della propria vita, non per sempre. Due mandati per me sono sufficienti. Sono convinto che ci siano momenti in cui sia meglio tagliare e cambiare direzione, piuttosto che continuare su una strada che non sentiamo più la nostra. Ringrazio di cuore tutti i dipendenti comunali che si impegnano ogni giorno con dedizione e anche le tante persone non appartenenti all’Ente con cui ho collaborato in questi anni (nelle scuole, negli altri enti locali e nelle istituzioni, nel servizio DigiPASS, nelle associazioni di cooperazione sociale e internazionale, nella Federazione Saint James Way e in tanti altri progetti)”.

La giunta: “Grazie per il lavoro svolto”

Nel primo pomeriggio di lunedì la scarna nota della giunta Proietti che “prende atto delle dimissioni presentate dall’assessore Simone Pettirossi, dimissioni peraltro improvvise e inattese. La giunta comunale ritiene che, in questo momento di grande difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria, sociale ed economica, la città abbia bisogno di un governo compatto e nel pieno della sua funzionalità. Pertanto la giunta comunale ribadisce che è fondamentale continuare ad affrontare e risolvere i problemi della gente anziché lasciarsi distrarre da altre questioni che di fronte alla pandemia passano indubbiamente in secondo piano. La giunta ringrazia Simone Pettirossi per quanto fatto fino a oggi”.

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