Arrenditi Teodorico, sei circondato | Oggi presidio, battaglia politica al vetriolo - Tuttoggi.info

Arrenditi Teodorico, sei circondato | Oggi presidio, battaglia politica al vetriolo

Carlo Ceraso

Arrenditi Teodorico, sei circondato | Oggi presidio, battaglia politica al vetriolo

Lun, 22/06/2026 - 07:45

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Arrenditi Teodorico, sei circondato! E chi se ne frega se sei morto da 1500 anni, scadenza che cadrà proprio il 30 agosto prossimo venturo e su cui nessuno ha, di riffa o di raffa, deciso di organizzare qualsivoglia cerimonia, chi se ne frega se da Comandante di leggendari eserciti avresti trovato sicuramente una soluzione, diplomatica o di sangue, alla vicenda del laghetto di Spoleto a te intitolato e le cui vicinanze rischiano di essere cementificate: arrenditi Teodorico, perché sei circondato, e chissà se il presidio organizzato per le 17.30 di lunedì 22 giugno in via Sandro Pertini in difesa dell’area potrà cambiare l’iter della lottizzazione considerata, da alcuni, un vero disastro ambientale oltre che una operazione in controtendenza con la traumatica decrescita economica e demografica della città del festival, da altri una semplice e innocua costruzione di abitazioni ad uso residenziale.

Percorsi storici o futuri a parte, nell’area di Madonna di Lugo prossima al cosiddetto laghetto di Teodorico si sta per giocare la partita politica più allucinante e incomprensibile della attuale giunta, per di più letteralmente spaccata visto che due dei 7 assessori (Agnese Protasi del M5S e Luigina Renzi di Ora Spoleto) hanno utilizzato i propri canali social per chiamare a raccolta la cittadinanza in vista del presidio.

Una posizione talmente netta che ben difficilmente si sposerà, quanto meno per coerenza, con il rimanere nel board già giorno dopo, ma la politica e politicanza ci ha ormai assuefatto ad ogni illogicità, incongruenza, contraddittorietà. Certo, si può essere in disaccordo, ma scendere in strada per protesta imporrebbe al più un “appoggio esterno” e l’uscita immediata dal board.

Tante e variegate le prese di posizione di queste ore, tra cui c’è anche chi spicca per offrire lezioni anche ai professionisti e agli avversari politici. In mezzo resta la proprietà dell’area che legittimamene vanta i propri diritti, ha vinto le sue battaglie legali e dovrà attendere se lee istituzioni chiamate in causa, ovvero quel (tardivo) interesse pubblico avrà la meglio.

Teodorico arrenditi, architetti in difesa del laghetto

Così alle denunce di Legambiente e Italia nostra – promotrici del presidio di oggi pomeriggio – nelle ultime ore si aggiunge la presa di posizione di ben 12 architetti operanti nel comprensorio (non pochi, ma di certo non tutti) che hanno firmato una lettera aperta alle istituzion. Un documento nel quale, non se ne avranno a male storici e archeologi, il sito viene denominato “Laghetto dei longobardi” che con Teodorico, e gli Ostrogoti, non ebbero proprio un bel raapporto. Leggiamo la nota degli architetti: “Esprimiamo profonda preoccupazione per il paventato cambio di destinazione di zona dell’area naturalistica nota come “laghetto dei Longobardi“ nel contesto della discussione di una proposta di variante del PRG PARTE VIGENTE che porrebbe le premesse per una futura edificazione dell’area, uno dei luoghi più significativi dal punto di vista paesaggistico, ambientale e identitario del nostro territorio. Il Laghetto dei Longobardi nonché l’area naturale pertinenziale circostante non edificata, rappresentano paesaggisticamente e naturalmente un unicum che costituisce un patrimonio collettivo nel custodire al suo interno memoria, biodiversità e qualità del paesaggio. Nel caso del Laghetto dei longobardi la sua edificazione futura determinerebbe la alterazione di uno dei più importanti siti naturalistici e archeologici, confermato dal toponimo stesso del luogo, che proprio per questo, dovrebbe, al contrario, essere tutelato per le soprarichiamate valenze naturali e storico -archeologiche che lo caratterizzano. Come professionisti, quotidianamente impegnati nella progettazione e nella trasformazione del territorio, riteniamo che lo sviluppo non possa essere confuso con la semplice diffusione della edificazione. Il vero progresso consiste nella capacità di conservare e valorizzare le risorse ambientali esistenti, integrandole in una visione urbanistica lungimirante e rispettosa delle generazioni future. Chiediamo pertanto alle Amministrazioni competenti di sospendere qualsiasi progetto che possa alterare in modo irreversibile l’area del Laghetto dei Longobardi. Proponiamo che l’area venga riconosciuta e valorizzata come bene comune. Firmato: Paolo Cicogna, Enrico Bacchettini, Giovanni Curti, Sauro Di Sante Coaccioli, Luciano Elisei, Massimiliano Fabiani, Stefano Giannetti, Riccardo Gori, Stefania Gubbiotti, Antonio Massaccesi, Moreno Orazi, Riccardo Rosati”.

Sindaco “cambierà poco”. Il vincolo sull’area

Una nota del sindaco chiarisce che la pratica, a suo dire, non avrà poi questo grande impatto, grazie anche al vincolo che la stessa maggioranza aveva approvato nel marzo 2025 (ma il Sindaco ammette di averla inoltrata alla Regione dopo oltre un anno, ad aprile 2026). Attenzione al linguaggi: da Laghetto di Teodorico a Laghetto dei longobardi, si passa ora ai “pozzaccheri o bonifica di Teodorico”.

Il testo del comunicato a firma di Sisti: “stiamo lavorando affinché tutta l’area agricola denominata ‘I pozzaccheri’ o Bonifica di Teodorico’, risalente all’epoca Longobarda, venga sottoposta a vincolo paesaggistico. Il 29 aprile abbiamo inviato alla Regione Umbria tutta la documentazione richiedendo il vincolo paesaggistico sull’intera area. Nei giorni scorsi abbiamo avuto un nuovo incontro con i tecnici regionali, a seguito del quale i nostri uffici hanno iniziato a lavorare alle integrazioni richieste; un passaggio formale non solo che il Comune di Spoleto non aveva mai fatto in passato, ma che è pienamente in continuità con quanto deciso dal massimo consesso cittadino nel marzo dello scorso anno”.

La mozione prevede, nell’ambito del PRG Parte Strutturale e Parte Operativa (a lato il rendering inviato dal sindaco), “una macroarea all’interno della ZAUNI(Zone Agricole Utilizzabili per Nuovi Insediamenti) a basso indice di edificabilità, limitando l’area di riferimento alla zona industriale già esistente”. Stiamo procedendo in questa direzione perché la nostra volontà è sempre stata quella di tutelare l’intera area. A riguardo va anche specificato, soprattutto per evitare allarmi ingiustificati e letture non corrette rispetto alle scelte che si stanno facendo e alle azioni che si stanno portando avanti, che il tratto su cui si ragiona per la ZAUNI è di circa 4.300 mq sui 17 ettari totali. Tra l’altro parliamo di un tratto che è a ridosso dell’ultima parte del muro che delimita l’area del supermercato Eurospin verso via Sandro Pertini, quindi molto più lontano dal Laghetto di Teodorico di quanto non lo siano i capannoni commerciali già esistenti. Evidenzio in ultimo che, con un indice di edificabilità che sarà comunque di molto inferiore a 1, la superficie effettiva utilizzabile sarà ridotta a poche centinaia di mq”. Poi l’annuncio di un “emendamento che fisserà i parametri di indirizzo per il PRG – Parte Operativa per l’eventuale attuazione della ZAUNI”; mentre per l’indice di edificabilità bisognerà attendere la futura approvazione della Parte operativa. Il rischio di rimandarla alle calende greche – anche se i dem assicurano per il prossimo autunno – c’è tutto, visto che la campagna elettorale è già entrata nel vivo e il Pd locale non vuole un Sisti bis.

Affondo Insieme per Spoleto “chi fomenta non capisce nulla”

Il primo cittadino cerca quindi di ricucire il clamoroso strappo interno alla maggioranza, cosciente che i voti di M5S e Ora Spoleto (3, uno dei quali sarebbe pronto a rassegnare le dimissioni) e forse anche della sua stessa lista Civici Umbri (Alleori), saranno “pareggiati” dai consiglieri di Insieme per Spoleto (Cintioli, Piccioni e Loretoni) che sulla vicenda hanno rilasciato un comunicato al veleno contro dissidenti, ambientalisti e persino quei professionisti che non la pensano alla stessa maniera. Non va dimenticato che proprio nel giorno della approvazione della pratica, (poi rinviata, con un sotterfugio, al prossimo Consiglio comunale per carenza di voti utili) IpS aveva presentato una “mozione di sfiducia” – atto non previsto dalla vigente normativa – proprio nei confronti dell’assessora che ha proposto al lottizzazione, Manuela Albertella.

Giancarlo Cintioli

Questa la nota dei 3 consiglieri: “Parlano di “territori” e di “rischi” mescolando aree che non c’entrano nulla l’una con l’altra, sovrapponendo mappe e foto come se fosse un gioco. Viene utilizzata una informazione parziale dove l’errore geografico non è casuale ma è costruito ad arte. La Zauni diventa “vicina” ai Pozzaccheri, e addirittura sulle condutture teodoriciane (che non c’entrano niente con la pratica in discussione) vengono appiccicate immagini che non identificano minimamente la zona in questione. In questo modo si genera artatamente confusione, paura ingiustificata e si fomenta una protesta agitata a comando.

A seguito della nota inviata a tutti gli assessori ed ai consiglieri comunali che, tra le altre cose, pone seri dubbi anche sulla fondatezza delle affermazioni rilasciate dall’assessore Albertella sia in commissione che in sede di consiglio abbiamo ufficialmente chiesto il ritiro della pratica. Non è un buttare la palla in tribuna ma è una richiesta formale per riportare il confronto sui fatti, non sulle finzioni.

Chi vuole mobilitare la città lo faccia dicendo la verità. Chi crea allarmismi se ne assuma almeno la responsabilità. I cittadini meritano informazione corretta, non manipolazione. Chi fomenta proteste con mezzucci sta prendendo in giro i cittadini e questo lo facciamo notare con chiarezza. Vogliamo dibattito vero sulle questioni pubbliche, non spettacoli montati a tavolino” scrivono Cintioli, Piccioni e Loretoni.

AC “limite alla decenza”, S2030 “cementificati 13 ettari”, OC “tutelare ecosistema”

L’opposizione – di cui fa parte IpS anche se Cintioli & Co, a parte questa prtatica, nelle ultime settimane hanno intensificato i colloqui con il piddì – resta contraria. Così non mancano le prese di posizione pubbliche e sui social.

Come Alleanza civica dei consiglieri Alessandra Dottarelli e Gianmarco Profili che stigmatizzano la protesta delle due assessore Protasi e Renzi, che in Giunta avrebbero votato a suo tempo la pratica: “C’è un limite oltre il quale la politica smette di essere confronto e diventa puro teatro. Non si può stare contemporaneamente in maggioranza e all’opposizione. Non si può sedere al tavolo della Giunta, condividere responsabilità, votare atti e indirizzi, e poi scendere in piazza contro la stessa amministrazione di cui si fa parte. Essere contrari a una scelta è legittimo. Manifestare il dissenso è un diritto. Ma quando quella scelta arriva dalla propria maggioranza, le parole devono avere un peso e le proteste devono avere conseguenze. Altrimenti siamo davanti all’ennesima sceneggiata politica. Se alcuni esponenti della maggioranza ritengono davvero questa decisione così grave da manifestare contro la propria Giunta, allora devono avere il coraggio di trarne le conseguenze. Non si può avere una poltrona in maggioranza e la bandiera dell’opposizione in piazza. Le due cose insieme non stanno in piedi” sottoscrivono da Alleanza civica.

Si spinge a fare una analisi dei dati del consumo del suolo la lista Spoleto 2030 del capogruppo Catanossi: “Spoleto è la città peggiore in Umbria: nel solo anno 2023-2024 ha consumato quasi 13 ettari netti – il dato più alto dal 2006 – per consumo assoluto, Spoleto è seconda in Umbria con +12,91 ettari netti, dietro solo a Gubbio (+14,59) e davanti a Perugia (+9,61), nonostante Perugia abbia oltre quattro volte gli abitanti. In pratica Spoleto consuma per abitante 8 volte più di Foligno e 6 volte più di Perugia. Solo Gubbio fa peggio (~4,9 mq/ab), ma Gubbio ha un territorio enorme (526 km²) e una percentuale di consumo molto più bassa (3,53% contro il 4,96% di Spoleto)”.

Non meno duro il post di Sergio Grifoni (Obiettivo Comune): “Un territorio che ha bisogno di tutto, meno che di una cementificazione, anche se parziale, di un’area naturalistica il cui ecosistema va assolutamente tutelato. Ecco perché occorre a mio avviso avere il coraggio di dire apertamente: NO!

Arrenditi Teodorico, anzi no, forse c’è tempo

L’ultimo Consiglio si era appunto chiuso a metà lavori, ma in realtà perché i favorevoli al voto si erano accorti di non avere i voti sufficienti. Così la pratica è rinviata alla prossima seduta del Parlamento cittadino. Convocata in queste ultime ore per giovedì 25 giugno alle 17.30. A darne notizia è la stessa Presidenza che, forse per un refuso (?), ha posto la pratica del laghetto di Teodorico al quarto punto all’ordine del giorno. Quando buona norma vorrebbe che i lavori siano ripresi da dove sono stati interrotti. Su questo sarà responsabile il presidente Trippetti, il cui ruolo di garante dei lavori dell’assemblea non è fin qui mai venuto meno, sempre più predicato per una prossima sindacatura (altrettanto smentita dai suoi fedelissimi).

L’ordine del giorno vede infatti al primo punto il “Bilancio di Previsione 2026-2028: variazioni per adeguamento alle esigenze gestionali (relatore F. Maso)” in pratica i tratterebbe dell’assunzione di un mutuo di circa 2 milioni per rifacimento delle strade; a seguire “Individuazione Organismi Collegiali con funzioni amministrative indispensabili per la realizzazione dei fini Istituzionali dell’ente. EF2026 (relatore il Segretario Generale – M. Ruggieri); ancora la “Approvazione Regolamento Comunale per la gestione del Servizio Accompagnamento al Lavoro (S.A.L.) Zona Sociale N. 9 Regione Umbria” e, dulcis in fundo, “Riesame Osservazione presentata con prot. 18694 del 25.03.2019 alla Variante al Piano Regolatore Generale Parte Strutturale adottato con Delibera Consiglio Comunale del 04/02/2019 a Seguito Della Sentenza Del Tar Dell’8 Ottobre 2024 Approvazione Finale”.

Diretta streaming per gli umani, Teodorico potrà gustarsela da lassù.

© Riproduzione riservata

(aggiornato alle 8.57)

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