Allenatore di basket condannato per violenza sessuale sugli allievi minorenni

Allenatore di basket condannato per violenza sessuale sugli allievi minorenni

La sentenza vieta all’ex mister di lavorare in luoghi dove ci sono minorenni


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E’ stato condannato l’allenatore di basket accusato di aver molestato nove ragazzini nell’ambito dell’attività sportiva. Negli spogliatoi e nel suo ufficio sono cinque gli episodi per il quale il giudice ha condannato l’ex allenatore  a due anni di carcere (pena sospesa) ottomila euro di provvisionale come risarcimento alle vittime (le parti civili sono tre rappresentate dall’avvocato Daniela Pettirossi e l’imputato dal legale Donatella Donati). La condanna per violenza sessuale si porta dietro anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e l’obbligo di stare lontano dai luoghi frequentati dai bambini.

Tutto è emerso quando uno degli allievi dell’uomo si decise a raccontare quelle attenzioni sgradite. Quando l’allenatore lo aveva convinto ad entrare in lavanderia e poi si era chiuso con lui all’interno di quella stanza e aveva iniziato a toccarlo. Il ragazzo disse anche di non essere stato l’unico a subire quel trattamento e fece i nomi di suoi coetanei che i carabinieri iniziarono subito a sentire. Raccogliendo una serie di racconti sconvolgenti. Baci, palpeggiamenti nelle parti intime e addirittura la costrizione non solo a subire ma anche a praticare sul mister quei gesti di indubbia natura sessuale.

Le molestie sarebbero avvenute tra il 2012 e il 2015 nel perugino, sia l’identità dell’uomo che più dettagliate notizie in merito all’ambiente sportivo di riferimento non sono mai state ad esclusiva tutela dei ragazzi che all’epoca dei fatti erano ancora quasi tutti minorenni e avevano un’età compresa tra i 15 e i 20 anni. L’ormai ex mister, oggi 47enne non potrà di certo più avere a che fare con i minorenni, nel capo d’imputazione il magistrato che ha sostenuto la pubblica accusa, ha descritto anche abusi di autorità e costrizioni da parte dell’allenatore che si dimise ugualmente dall’incarico che aveva, quando l’inchiesta sfociò negli arresti domiciliari.

L’uomo ha sempre respinto tutte le accuse.

(sm)

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