Si è spento ieri sera (28 agosto), all’età di 89 anni, il noto avvocato penalista Gianni Zaganelli, uno dei decani del mondo legale altotiberino, umbro e non solo, che ha sempre saputo unire la fermezza del giurista al tratto umano dell’uomo di comunità.
Oltre alla professione forense – che ha esercitato per oltre 50 anni (nel 2023 ha ricevuto la Toga d’Oro) – è stato anche un appassionato cacciatore e tra i massimi dirigenti del mondo venatorio, ricoprendo la carica di Presidente Nazionale onorario di Libera Caccia e membro permanente della Consulta Internazionale della caccia (che raduna oltre 130 paesi).
Figlio dell’avvocato Carlo Zaganelli e cresciuto in una vera dinastia di giuristi, dopo la laurea in Giurisprudenza ha intrapreso la libera professione distinguendosi come avvocato penalista di altissimo profilo. Iscritto all’ordine dal 1973, ha legato il suo nome anche a processi di eco nazionale: l’omicidio di Maria Teresa Bricca e della piccola Maria Geusa (2004), i maxi processi alle Brigate Rosse e quelli di mafia in Sicilia tra gli anni ’80 e ’90, il rapimento della marchesa Guglielmi e il sequestro De Megni per mano dell’Anonima Sarda. Nei tribunali portava rigore, competenza e quella sobria passione civile che lo rendevano stimato da colleghi e controparte.
Il suo impegno non si è fermato alle aule di giustizia. In politica ha saputo mettere la propria esperienza al servizio della comunità, ricoprendo la carica di consigliere comunale e regionale, ed è stato membro del Commissariato del Governo. Uomo di relazioni e di servizio, ha dato molto anche al Rotary Club di Città di Castello, del quale ha ricoperto la carica di presidente. Lì come altrove, ha lasciato il segno con idee, ascolto e spirito di squadra.

Prima di intraprendere gli studi universitari l’avvocato aveva cullato il sogno di una carriera nell’aviazione come pilota aereonautico prendendo giovanissimo (a 16 anni) il brevetto, poi però la madre lo convinse a dedicarsi agli esami di diritto pubblico e penale. Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel 1977, – a soli 39 anni – gli era stata conferita anche l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Sopra ogni cosa, però, c’è stato l’amore per la famiglia: nel 2020 aveva pure festeggiato le nozze di Diamante con Franca Rossi, la compagna di una vita da cui avuto tre figli: Eugenio, Monica (anch’essi avvocati, insieme al nipote Giacomo guidano lo studio legale) e Paola. I funerali si svolgeranno sabato 30 agosto alle ore 14,30 nella Cattedrale di Città di Castello.