Accademia, svelata l’Aula “Ercole Farnese” LE FOTO

Accademia, svelata l’Aula “Ercole Farnese” LE FOTO

Restaurata la sala polivalente con l’affresco dell’Ultima cena e l’imponente statua all’ingresso | Ad uso degli studenti e della città


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Aperte le porte dell’Aula Magna “Ercole Farnese”, a disposizione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, ma anche della città di Perugia. Una grande sala polivalente – realizzata nell’ex refettorio del convento di San Francesco al Prato, che negli anni era stato usato come magazzino – restaurata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Sullo sfondo della sala (un centinaio di posti a sede su una superficie di circa 180 mq) il restaurato affresco dell’Ultima cena. All’ingresso, l’imponente gesso della statua di Ercole Farnese, che ha dato il nome all’Aula Magna.

“Un altro tassello importante si aggiunge nella storia dell’Accademia – ha affermato l’avvocato Mario Rampini, presidente della Fondazione dell’Accademia– uno spazio che rappresenta un’ulteriore occasione per interagire anche con la città, per fruire di questo meraviglioso complesso. Con questa inaugurazione abbiamo raggiunto il completamento del programma triennale di interventi: dopo la realizzazione dell’aula di Scultura ‘Edgardo Abbozzo’ e del nuovo deposito dove sono state collocate le opere che erano prima stipate in questo ex refettorio, oggi celebriamo la fine dei lavori che lo hanno trasformato in un’Aula Magna polivalente. Anche questo spazio rientra nel patrimonio del Comune, un complesso sul quale è stato investito in totale un milione e mezzo di euro negli ultimi otto anni, che è poi il contributo messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Una sensibilità che ha consentito di poter concretizzare tanti interventi, a partire dal 2012, l’anno in cui ha preso vita il Musa, il Museo dell’Accademia. Un segno di vicinanza importante all’Accademia, ma anche di sensibilità nella conservazione di un patrimonio a disposizione della città, che negli anni si è così riusciti solo a valorizzare”. Poi un breve passaggio sulla statizzazione. “Il 30 settembre – ha concluso Rampini – scade il termine per depositare tutta la documentazione nella piattaforma del Miur – dopodiché proseguiremo con il rapporto collaborativo con il Ministero, che mi auguro continui ad essere costruttivo come lo è stato fino ad ora. Abbiamo però bisogno di tutti, che tutti ci siano vicini e ci sostengano in questo percorso”.

Soddisfazione espressa anche dal direttore, il professor Emidio De Albentiis, che vede nel nuovo spazio “un luogo potenziale pensato non solo come aula, quindi per le lezioni, per la didattica, ma aperto anche alla città”.

Per l’occasione, presenti anche il consigliere provinciale Erika Borghesi, e l’assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Leonardo Varasano, che hanno espresso un plauso per l’ulteriore traguardo raggiunto da quella che oggi è l’istituzione di Alta Formazione artistica tra le più attive e dinamiche dell’Italia centrale, un fiore all’occhiello per l’Umbria. Presente anche Fabrizio Stazi della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che ha appunto finanziato i lavori, supervisionati dall’avvocato Domenico Ferrera, direttore amministrativo e responsabile del procedimento del progetto dell’appalto. A spiegare nel dettaglio le operazioni di restauro dell’affresco che domina la parete di fondo è stato Giovanni Manuali, Conservatore dei beni dell’Accademia, che con l’occasione ha evidenziato anche le operazioni di ripresentazione estetica e di spolveratura dell’Ercole Farnese, un intervento eseguito dalle abili mani del restauratore Daniele Angellotto. “Ora così, oltre ad avere un nuovo spazio disponibile, l’Ercole Farnese ha trovato anche una degna collocazione – ha sottolineato Manuali -, visto che nella fase di allestimento del Museo non era stato possibile sistemarlo, per motivi tecnici legati alle grandi dimensioni del gesso”. Manuali, si è poi soffermato sull’affresco che domina la parete di fondo dell’Aula Magna. “Per tutti gli ordini monastici, soprattutto i francescani – è in un certo senso ‘obbligatorio’ avere l’ultima Cena, con i dodici apostoli, raffigurata nel refettorio. Di questo affresco, nonostante tutte le ricerche effettuate, notizie certe non ce ne sono, ma stilisticamente si può far risalire ad un autore locale, intorno alla prima metà del Cinquecento”.
Per l’occasione, il direttore De Albentiis ha tenuto la relazione “Aula dell’Ercole Farnese”, mentre Valentina Borgnini, storico dell’arte, ha parlato de “Il complesso perugino di San Francesco al Prato: note storico-artistiche”. La cerimonia si è conclusa con un momento musicale a cura del Maestro violoncellista Maria Cecilia Berioli, intervallato da un omaggio a Tommaso Minardi elaborato dal direttore De Albentiis, sulle note di S. V. Rachmaninov.

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