di Carlo Ceraso
Il Festival dei 2 Mondi è in cerca di un direttore generale. La notizia, in attesa di conferme ufficiali, trapela dalle stanze del Teatro Gian Carlo Menotti (sede del Festival) dove si starebbe valutando la possibilità di nominare un manager in grado di coordinare la complessa macchina organizzativa della kermesse. Giorgio Ferrara, che già ricopre le cariche di presidente e direttore artistico, non può seguire al meglio le mille problematiche che interessano il Festival. Né possono farlo i suoi più stretti collaboratori, come Nora Guazzotti e Flavia Masseti, impegnate nei rispettivi settori di competenza. L’idea, a quanto trapela, è maturata nei giorni scorsi nei locali della Fondazione anche se i componenti del Comitato di gestione giurano di non saperne ancora nulla. Il Festival cercherebbe dunque una figura nuova, in grado di rispondere direttamente al Presidente e di monitorare costantemente il lavoro dello staff del festival. Sono almeno tre i settori che richiedono interventi urgenti e risolutivi, come l'edizione appena conclusa ha dimostrato: il marketing (pressoché zero le nuove entrate da sponsor), la comunicazione degli spettacoli e il settore delle p.r. (specie con l'imprenditoria e la nobiltà italiana, più in particolare con quella della Capitale).
Ieri intanto il Festival è tornato al centro dell’attenzione del Consiglio comunale. L’opposizione, come noto, aveva presentato una mozione (primo firmatario Fabrizio Cardarelli di Rinnovamento ma condivisa anche da Spoleto 5 stelle, Gruppo misto e dal consigliere del Pdl Bernelli) e una interrogazione del Pdl in merito al doppio incarico ricoperto da Giorgio Ferrara. A rispondere per la Giunta al pidielle è stato il vice sindaco Dante Rossi le cui argomentazioni non hanno convinto il capogruppo Carlo Petrini. Rossi infatti è sembrato alquanto evasivo annunciando che è comunque intenzione del sindaco indire per settembre un consiglio comunale aperto al quale prenderà parte il presidente Ferrara.
In merito al Lodo Mediavip – che costerà alle casse del Festival circa 400mila euro per aver defenestrato la società di marketing – Rossi ha tenuto a precisare che “non si è trattato di un risarcimento ma di un indennizzo”: come se cambiasse poi qualcosa alle già magre casse della Fondazione. La precisazione giuridica ha fatto sorridere qualche consigliere comunale, specie quelli come Antonio Cappelletti e Carmelo Parente che di professione fanno gli avvocati. Rossi è sembrato però prendere le distanze dal famoso comunicato che Ferrara diramò subito dopo la lettura del lodo arbitrale con il quale non nascose un certo entusiasmo per come erano andate le cose, nonostante il Festival si trovasse a pagare 400 mila euro fra risarcimento danni (o indennizzi, 250mila €) e spese legali (150mila € ca.). Per la cronaca la Fondazione ha già provveduto a liquidare alla società piemontese la prima delle quattro rate in cui è stato suddiviso il risarcimento che dovrebbe essere definitivamente saldato nel prossimo autunno.
Ma la bagarre è avvenuta di li a poco. Quando le Liste civiche, tirate in ballo da Rossi nel corso della risposta a Petrini, hanno chiesto tramite Gianmarco Profili di poter discutere all’istante la propria mozione (il regolamento prevede infatti che ad una interrogazione possano prendere la parola solo l’interrogante e l’amministrazione) invertendo i punti all’ordine del giorno: una richiesta, quella di Profili, più volte accolta nel passato. Ma che la capogruppo del piddì, Patrizia Cristofori, ha preferito non appoggiare nonostante avesse anche il suo gruppo votato il carattere d'urgenza al documento presentato lo scorso 27 maggio. Decisione questa che non è piaciuta ai rappresentanti della Lista Rinnovamento e al Gruppo misto che hanno così abbandonato l’aula.
“E’ l’arroganza l’unico strumento forte della maggioranza che può contare sul sostegno di questo Pdl spoletino che troppo spesso fa finta di fare opposizione”. Un’accusa pesante nei confronti del centrodestra che ha preferito non abbandonare i lavori dell'aula.
“I colleghi di Rinnovamento non possono pensare di dettar legge o che il nostro gruppo sia ai loro ordini; certe scelte vanno concordate prima, trovando percorsi condivisi” ha replicato Petrini.
La mozione di Cardarelli & Co. potrebbe comunque essere discussa già nella prossima seduta del Consiglio fissata per lunedì 26, ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Chissà che Ferrara, che sta trascorrendo qualche giorno di riposo a Todi, non decida di prendervi parte fra il pubblico.
La polemica sui due incarichi è uscita intanto dai confini comunali arrivando fino ai palazzi perugini di Regione (con la mozione del consigliere Monni) e Provincia (con quella a firma di Giampiero Panfili).
In mezzo tutta una serie di atti e documenti che indicano il clima venutosi a creare intorno al vertice della kermesse: dalla richiesta del consigliere Bernelli di azzerare le cariche del Cda e di attivare la Corte dei Conti, a quella più recente dei colleghi di Rinnovamento che hanno chiesto l'intervento del Prefetto di Perugia per il mancato accesso ai documenti amministrativi della Fondazione.
Ma torniamo al consiglio di ieri. Ironia della sorte, una volta ripresi i lavori, l'Aula ha accolto la richiesta di Grifoni (Prima Spoleto) di invertire l’ordine dei lavori per poter discutere la propria interrogazione circa le vicende legate ai parcheggi a pagamento. Stavolta la Cristofori, come il più noto uomo del monte, ha detto… Sì.
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