Scoppia il caso “Gazebo” a Montefalco dove l'amministrazione comunale vota una modifica al regolamento dell'arredo urbano che vieta l'istallazione di strutture tipo, appunto, gazebo in centro storico, mentre invece concede la possibilità di utilizzo di ombrelloni o similari. Ne è nata una dura polemica con l'opposizione, segnatamente il PD che in Consiglio comunale ha infatti votato contro la decisione dell'amministrazione.
Ecco il testo della nota:
“Tanto per essere chiari, il primo atto normativo dell'Amministrazione di destra, riguardo le tematiche complesse del centro storico, è un divieto. Non un serio ragionamento su come valorizzare il centro storico, su come incentivare l'insediamento di nuove attività commerciali e turistiche, su come completare la riqualificazione dei vicoli già avviata in questi anni dalla precedente amministrazione, su come renderlo più accessibile, su come aumentare i parcheggi a servizio della parte più bella della città ma solo uno stringato e fastidioso balzello normativo teso a creare problemi più che a risolverli. Le attività di somministrazione bevande e alimenti, già strette dalla crisi economica, sono le destinatarie esclusive della modifica del regolamento dell'arredo urbano, votate da una maggioranza di destra che inizia a registrare le prime importanti defezioni al suo interno.Un chiaro messaggio del “non fare” prendendo a pretesto i problemi della viabilità, dell'impatto architettonico che queste strutture avrebbero, sottovalutando che ombrelloni e teloni non è che siano meno impattanti o sicuri. Altra motivazione per il divieto ai gazebo sono le presunte “crescenti richieste”: questo dato, secondo Noi, assai importante, che invece di essere ostacolato, avrebbe richiesto l'apertura di un confronto costruttivo, di vera partecipazione tra le stesse attività presenti al centro della città. Una concertazione necessaria perche` interventi del genere incidono sull'economia e sulla vita del centro storico; sarebbe stato importante individuare criteri uniformi con gli operatori soprattutto per evitare disparita` di trattamento tra le varie attivita`.”