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Terni stupefacente, consumo eroina record in Italia

Luca Biribanti

Terni stupefacente, consumo eroina record in Italia

Mer, 01/07/2026 - 05:31

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Oltre ad avere il triste primato di uno dei siti con il più alto tasso di nichel nell’aria, Terni si assicura un altro non lusinghiero record: quello della città dove si registra uno dei più alti tassi di consumo di eroina in tutta la nazione. Secondo i dati resi noti dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze e presentati in Parlamento, dagli esami effettuati sui consumi di sostanze psicoattive stimati attraverso lo studio delle acque reflue, a Terni si registra lo 0,98 dosi al giorno su mille persone; a ruota segue Firenze con 0,8.

Eroina record nelle acque reflue

La metodologia dell’“epidemiologia delle acque reflue” (Wastewater-Based Epidemiology, WBE), questa è la metodologia spiegata nella Relazione, viene utilizzata per monitorare il consumo delle principali sostanze stupefacenti nella popolazione italiana e per individuare l’emergere di nuove sostanze psicoattive (NSP). Si basa sull’analisi dei residui metabolici delle sostanze nelle acque reflue urbane che confluiscono negli impianti di depurazione e consente di stimare quali e quante sostanze vengono complessivamente assunte dalla popolazione servita dai depuratori sottoposti a monitoraggio. Nell’anno 2025, nell’ambito del progetto “Acque reflue 2023”, sono state monitorate 38 città italiane nel periodo marzo maggio 2025.

Aumenta consumo di ecstasy, meno metamfetamina

Oltre all’eroina, piaga storica della città, Terni compare in altre due voci della Relazione: “Molto più contenuti sono i consumi di ecstasysi legge nel documento – seppure in leggero aumento, con tassi più elevati a Milano, Genova e Bologna. Gli aumenti di consumo più rilevanti si riscontrano a Genova, Torino, Montichiari, Merano, Terni. Questa volta un dato piu confortante: “La maggior diffusione di metamfetamina si riscontra in alcuni capoluoghi di Regione quali Roma, Cagliari e Milano. Il confronto con i dati ottenuti nel 2024 mostra un aumento del consumo a Cagliari, Roma, Biella, Lucca, Merano, Rimini e una diminuzione a Bologna, Perugia, Venezia, Parma e Terni”. Diciamo che non manca niente al gran bazar ternano. Il consumo di droga è una delle criticità più evidenti in città e quello che preoccupa istituzioni e forze dell’ordine è il sempre maggior numero di giovani che si avvicinano alle sostanze stupefacenti, fenomeno che registra un trend in crescita costante.

Terni depressa

Terni è una città in recessione e depressa, dove mancano teatro, politiche giovanili adeguate, alternative valide allo sballo; con processi di desertificazione sociale ed economica in atto ormai da qualche anno, manca una visione del futuro, la coesione sociale è deflagrata e la cultura praticamente assente: sono tutti fattori che contribuiscono, oltre ai quelli storici, a creare un mercato fiorente per chi vende e un esercito silente di zombie che non è difficile incontrare in ogni angolo della città: dalle vie del centro, ai parchi, scuole, locali. Però si tappano le buche, si invoca l’Ordine dei Giornalisti per lo scarso livello di quelli ternani e la colpa è sempre di quelli di prima. È ovvio che Bandecchi non è Don Chisciotte e la Giunta (personificata) non è Sancho Panza (nel senso che non spetta solo a loro fare la guerra ai mulini a vento), ma la politica prima o poi dovrà prendersi qualche responsabilità se non riesce a trovare soluzioni almeno per arginare il fenomeno. Terni non è Roma, né Firenze, né Perugia e il rapporto tra popolazione e consumo medio giornaliero di una dose di eroina è davvero spaventoso che non può essere spiegato soltanto con la ‘strutturalità’ del problema: c’è un malessere profondo nel tessuto sociale della città, come se non bastasse il morbo che incombe dall’aria satura di metalli. Però tappiamo le buche.

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