(Elisa Panetto)- “2011, le prospettive per la ripresa economica. A chiusura di un 2010 in chiaroscuro quali le possibili vie di uscita? A confronto Istituzioni locali, Associazioni, credito ed esperti”: è la tavola rotonda ideata e programmata dal Centro Studi Economico e Finanziario ESG89 e Nemetria, allo scopo di verificare, con gli ‘attori’ della vita economica e politica locale, le possibili vie d’uscita dall’attuale crisi economica. L’evento, tenutosi nella Sala delle Allegorie di Palazzo Giusti-Orfini (via Umberto I, 7) è stato anche l’occasione per divulgare la prima edizione dell’“Annuario economico di Foligno-Spoleto 2011-2012”, che analizza i bilanci aggiornati delle 470 ‘top companies’ del territorio.
È stato Giovanni Giorgetti, cofondatore assieme al fratello Luigi di Edizioni Studio G89 Srl e ESG89 Communication Srl, a moderare l’affollato convegno che, rispetto al programma divulgato nei giorni scorsi da Nemetria, ha fatto registrare un considerevole numero di defezioni: alla tavola rotonda sono infatti mancati i contributi del presidente della provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi (sostituito dall’assessore con delega alla mobilità e ai trasporti, Stefano Feligioni), il sindaco del comune di Foligno, Nando Mismetti (al suo posto l’assessore allo sviluppo economico, Joseph Flagiello), il sindaco del comune di Spoleto, Daniele Benedetti (è quindi subentrato l’assessore con delega al bilancio e alle politiche finanziarie, lavori pubblici e manutenzione, Paolo Proietti), il direttore generale di Banca Popolare di Spoleto SpA, Alfredo Pallini (ma c’era il direttore commerciale Emilio Quartucci), il presidente di Confindustria di Spoleto, Maria Flora Monini, e il presidente di Confcommercio Spoleto, Andrea Tattini.
A fare gli onori di casa è stato invece il dottor Leonello Radi, segretario generale di Nemetria: “sono amante della piccola dimensione – ha affermato Radi – e l’iniziativa di oggi pone l’attenzione sull’area Foligno-Spoleto. Non credo né alla grande dimensione né ai grandi uomini, ma a quelli capaci di guardare con grande attenzione ai problemi dello sviluppo della piccola dimensione. È lì il cuore del problema. Gli anni a venire saranno importanti e difficili, dunque dovremo affrontarli con cultura scambiando le esperienze”. Per Flagiello “Nemetria è il luogo della riflessione sullo sviluppo economico che oggi ci dà una dimensione con la quale confrontarsi: quella di Foligno e Spoleto. Non possiamo affrontare le questioni se non sono chiare le dinamiche del territorio. Questo territorio ha subito la crisi economica e il problema reale di oggi è quello del sistema produttivo che è stato messo a dura prova. Il contributo dei crediti è dunque importante e le condizioni ci sono se gli attori condividono le opportunità e si mettano in condivisione”. Secondo Proietti, “la crisi sta colpendo il nostro territorio, le risorse si sono polverizzate e c’è quindi bisogno di un confronto con tutti i soggetti”.
È Giorgietti di ESG89 Group ad aver fornito i dati “perché il nostro ruolo è quello di dare i numeri. Sul territorio regionale il 28% delle società opera sul territorio di Foligno mentre il 22% su quello di Spoleto. I settori prevalenti riguardano il 16% di edilizia, il 10,15% di meccanica e l’8,88% del commercio al dettaglio. Il patrimonio netto è leggermente inferiore rispetto alla regione e nel 2009, con la crisi, l’incremento del fatturato è del 38% mentre il decremento del 62%. Ad essere più penalizzato è il commercio, poi vengono la meccanica e l’edilizia e costruzioni”.
“La crisi è un pericolo che viene da lontano” ha dichiarato Elena Veschi, presidente di Giovani Imprenditori Perugia. “Essendo giovani ed essendo imprenditori siamo ottimisti di natura ma occorre una dinamica innovativa. Bisogna tornare ad un sistema di regole, che in Italia sono state sfatate, e spendere molto meno, anzi, meglio. Ci sono infatti molti sprechi. La pubblica amministrazione deve assumersi le proprie responsabilità, come hanno fatto gli imprenditori. Il sistema giudiziario italiano fa paura ed ingarbuglia la magistratura. Occorre dare una svolta perché così non si va avanti”.
Secondo Giuseppe Metelli, presidente di Confindustria Foligno, “per il futuro del territorio dobbiamo fare riferimento al territorio nazionale. Nel territorio Foligno-Spoleto l’industria sembra essere in miglioramento mentre l’edilizia riversa in una situazione molto preoccupante. Quando si fanno certe opere bisogna quindi avere attenzione per le aziende locali. Il turismo, inoltre, è una questione fondamentale da portare avanti, così come l’energia da fonti rinnovabili. Bisognerà adeguarci al fatto che siamo nel terzo millennio e dobbiamo salvaguardare il territorio”. Guardando invece all’artigianato con Giovanni Bianchini, presidente Confartigianato Foligno, “il futuro dell’artigianato ha bisogno di nuove regole e di supporti alle infrastrutture. C’è stato troppo consumismo. C’è bisogno di formazione continua per fare una rete di imprese ed occorre cominciare già dagli istituti superiori”.
“Il sistema bancario umbro ha stretto i cordoni” ha rivelato Quartucci “e il peso delle banche locali è al di sotto del 20%. Si va avanti a forza di slogan e la piccola impresa soffre. Ma anche le banche. I livelli produttivi delle imprese umbre sono stabili, fermi”. Per Valerio Alessandrini di Sace SpA “i numeri di oggi sono più preoccupanti perché la situazione è quella che è. Soffriamo tutti. La nostra missione è quella di affiancare le banche locali”.
“I commercianti hanno parecchi problemi, ma qualcosa si può fare” ha affermato il presidente di Confcommercio Foligno Aldo Amoni. “Le banche locali ci sono vicino – ha proseguito – e dovrebbero farlo anche quelle più grandi. Occorre rivedere gli studi dei settori, perché paghi le tasse e non hai guadagnato. Il commerciante è oberato dalla burocrazia. Per fare il commerciante bisogna essere professionisti, per questo ci vuole formazione. Parlando di turismo, non c’è un piano serio di comunicazione dell’Umbria e nemmeno un piano di infrastrutture. L’aeroporto di Perugia ha fatto 30 milioni di euro di debiti in 15 anni. Non parliamo più di crisi ma cerchiamo di reagire”. Secondo Monia Mariani di Sienergia SpA “dobbiamo cominciare a parlare di sviluppo di energie rinnovabili. È lo zoccolo duro, non è cambiato tantissimo, quindi dobbiamo cercare di supportare le imprese che vogliono investire su questo campo tramite la finanza”.
Infine, per Feligioni, “la pubblica amministrazione deve fare passi avanti e la provincia sta cercando di farli. Abbiamo un’importante responsabilità, dobbiamo rimboccarci le maniche ed essere d’aiuto concreto stando vicini alle imprese”.