150° nascita Gabriele D'Annunzio, ricercatore spoletino fuga dubbi su vero cognome del poeta

150° nascita Gabriele D'Annunzio, ricercatore spoletino fuga dubbi su vero cognome del poeta

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di Giovanni Martoglio

Restituiamo a Gabriele d’Annunzio “quel che ci ha donato” con pagine di verità. Alle ore cinque e trenta di venerdì  12 marzo 1863 , a Pescara, nasceva un bimbo da donna Luisa de Benedictis e don Francesco Paolo d’Annunzio: Gabriele.

Nel 1907 così scriveva di sé medesimo : “Anch’io m’ebbi il mio segno. E non temo di affermare che fu  segno d’elezione e di vocazione.”
“Ma tu,o madre mia forte 

che mi generasti con tante

grida nel mese fecondo
che da Marte si noma,
entrando il Sole nel segno

dell’Ariete durocozzante,

mentre passavan sul nostro
tetto col volubile nembo
i pòllini di primavera,
tu subitamente svelato
m’accoglierai tutto qual sono
nella luce del tuo dolore.”                    
       ( LAUS VITAE – MAIA libro I° )

Nell’anniversario della sua nascita mi è parso opportuno, in coda a molte e più solenni celebrazioni, sciogliere un nodo che da centocinquant’anni è oggetto di diatribe ed equivoci spesso alimentati dai suoi denigratori o rivali o, semplicemente, da malafede e disinformazione, circa la stirpe del Poeta. Rapagnetta o d’Annunzio ?
Il primo cognome si è sempre prestato ad un troppo spiccio sarcasmo ed alla facile satira allora molto in voga nel mondo letterario. Il secondo troppo italiano e quasi profetico per un tale astro della Letteratura e della Storia nazionale, troppo nobile per un poeta-soldato che si è battuto con “la penna-la parola-la spada” per difendere e glorificare la sua Patria.
Persino nelle enciclopedie e nelle biblioteche americane il Poeta viene talvolta così identificato: Gabriele d’Annunzio (pseudonimo di Gaetano Rapagnetta).
Voglio documentare quindi, in modo inconfutabile, la vera stirpe del Vate esibendo (guarda la Gallery) copia autentica dell’Atto di nascita rilasciato dall’Ufficio di Stato Civile del Comune di Pescara, estratto dal registro dei nati per l’anno 1863 con annesso Certificato di Battesimo e, a seguire, un breve riassunto riguardante la sua genealogia.
Documentata la sua nascita con l’Atto dell’Ufficio di Stato Civile del Comune di Pescara ( così anche per le sue tre sorelle ed il fratello, tutti d’Annunzio) spieghiamo l’origine dell’equivoco o della “diceria” sul cognome del Poeta.
Due sorelle della borghesia pescarese, nate all’inizio ‘800 da famiglia benestante ed eredi di possedimenti terrieri e commerciali cospicui, Anna Giuseppa Lolli e Rita Olimpia Lolli, andarono spose rispettivamente ad Antonio d’Annunzio (possidente terriero ed armatore di brigantini commerciali, di origine marchigiana) e la seconda a Camillo Rapagnetta pescarese di illustre famiglia.
La coppia Lolli-d’Annunzio non ebbe mai eredi (a causa della comprovata sterilità della donna già evidenziata in un precedente matrimonio) mentre la coppia Lolli-Rapagnetta di figli ne ebbe ben otto. Le sorelle Lolli, molto legate affettivamente compreso i relativi mariti amiconi di vecchia data, decisero che il figlio nascituro di Rita, se maschio,sarebbe stato adottato dalla famiglia d’Annunzio per continuare la stirpe e preservare il grande patrimonio terriero e commerciale. Nel 1838 il nato Francesco Paolo, con relativo Atto di Adozione della Corte Civile de L’Aquila del 1851, divenne a tutti gli effetti Francesco Paolo d’Annunzio.
Ecco svelato l’arcano! Il figlio Gabriele e tutti gli altri quattro figli furono registrati  anagraficamente (e non poteva essere diversamente) con il cognome d’Annunzio. Commemoriamolo così, il nostro Poeta!
Per una figura come la sua ed in un momento storico così particolare è troppo scontato rimanere esposti (nel suo caso anche “sovraesposto”) a critiche e ovazioni, denigrazioni e incensamenti, esclusioni e corteggiamenti.
A noi il compito di studiarne l’opera letterario-politica, sfrondare il superfluo ed il criticabile, accettare il giusto e l’encomiabile, approfondire il meglio e l’imitabile.
Tra gli appellativi attribuitigli, per merito o superfluamente, che in seguito andrò ad estrapolare dalla sua biografia, scegliamo a nostro giudizio quelli che più gli rendono giustizia come cantore e gloria della Patria :

l’imaginifico-il vate d’italia-il poeta soldato-l’inimitabile-il primo poeta della patria-l’artiere-l’ariel armato-l’esteta-il fante del carso e del timavo-l’eroe della “serenissima in volo su vienna-l’audace di buccari-il condottiero della marcia di ronchi-il “comandante” di fiume olocausta-il presidente dell’accademia d’italia-le depute’ de la beaute’ (stampa francese)-l’orbo veggente-didimeo francescano-parnassien byzantin et symboliste (critica letteraria francese)-etc …

Giovani studenti e genti dell’Umbria, ricordiamo almeno Gabriele d’Annunzio di  “LE CITTA’ DEL SILENZIO”  da “ELETTRA“ – libro II° delle LAUDI DEL CIELO DEL MARE DELLA TERRA DEGLI EROI. Forse è il d’Annunzio che più ci appartiene!

 

>SEMPER ADAMAS<

 

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