Terni, Di Girolamo ribadisce il ‘no’ all’inceneritore “Dal Comitato notizie false”

Terni, Di Girolamo ribadisce il ‘no’ all’inceneritore “Dal Comitato notizie false”

Replica del primo cittadino al Comitato No Inceneritori “La nostra posizione sempre trasparente”

La posizione del Comune di Terni riguardo l’ipotesi di rilascio di nuovi permessi per gli inceneritori Acea e Terni Biomassa era già stata chiarita il 3 settembre 2015, quando il sindaco Leopoldo Di Girolamo, l’assessore all’Ambiente, Emilio Giacchetti e il dirigente Marco Fattore, avevano espresso un parere negativo unanime.

La questione è tornata prepotentemente attuale cone le nuove posizioni espresse dal Comitato No Inceneritori, secondo il quale “Il parere presentato dal sindaco di Terni nella conferenza dei servizi relativa alla procedura di AIA dell’impianto di Ternibiomassa non afferma un no chiaro e deciso, ma sostiene che con gli attuali dati in mano non può dare un parere, nè positivo nè negativo. E quando fa riferimento al Regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, cita solo l’articolo 217, quello che prevede la possibilità per il sindaco di dare prescrizioni ad un impianto insalubre, omette però il precedente articolo 216 che recita “…quando lo ritenga necessario nell’interesse della salute pubblica, può vietarne la attivazione o subordinarla a determinate cautele”.

Le posizioni del Comitato – Grave l’affermazione del Comitato No Inceneritori che ‘vede’ dietro alla presunta ambiguità del Comune un modo per lasciare margini di manovra alla Regione e scaricare sulla Marini la questione: “Questo di fatto non avviene – prosegue la nota del Comitato – poiché è lo stesso comune che afferma che l’ultima parola spetta alla Regione. Rimettere la decisione nella mani della regione è semplicemente una mossa per lavarsi le mani e non assumersi la responsabilità di decidere”.

Al Comitato ha replicato ulteriormente il primo cittadino ternano con una nota riguardo la vicenda: “Il no del Comune di Terni all’inceneritore Terni Biomassa – dichiara il sindaco Leopoldo Di Girolamo – è chiaro e netto. Non è assolutamente vero, come sostiene il Comitato No inceneritore, che il Comune abbia detto di non poter dar né un parere positivo né negativo. Il nostro parere è semplicemente negativo come tutti i cittadini possono leggere e giudicare: Relativamente al caso di specie, si ritiene quindi che, al momento, non vi siano le condizioni per dettare le prescrizioni di cui all’art. 217 del Regio Decreto 1265/34 funzionali alla adozione del provvedimento AIA, mancandone, così come riportato in premessa, i necessari elementi costitutivi e pertanto si dichiara contrario al rilascio dello stesso provvedimento AIA”.

Di Girolamo difende le sue posizioni: “Capisco che chi vuole solo strumentalizzare e polemizzare nei confronti dell’Amministrazione Comunale rimanga spiazzato da tanta chiarezza e nettezza, ma questa Amministrazione sulla vicenda Terni Biomassa si è sempre mossa con grande fermezza: siamo stati il primo Ente a evidenziare alcune problematicità e a chiedere valutazioni non solo sulle emissioni del singolo impianto ma del contesto nel quale vanno ad inserirsi, così come che fossero necessari approfonditi studi sia dal punto di vista ambientale che epidemiologico”.

La palla passa alla Regione: “Su questa posizione – continua il sindaco – poi, sono arrivati i pareri autorevoli della Asl. Con altrettanta onestà abbiamo sempre detto che per legge il titolo autorizzativo fa capo alla Regione e che ad essa spetta la parola definitiva, soppesando tutte le problematiche ambientali, sanitarie e normative di questa vicenda. Sostenere che il Comune ha dato pareri ambigui per lasciare margini di manovra alla Regione è dunque una menzogna, un modo di fare di chi sa solo polemizzare, attaccare le istituzioni a tutti i costi, anche quando queste si muovono in perfetta sintonia con la propria comunità. L’attacco sconsiderato, a prescindere, è un modo di fare che non porta alcuna forza alla comunità e alle ragioni della comunità, tant’è che viene da domandarsi se il Comitato è interessato alla chiusura dell’inceneritore o piuttosto alla polemica politica con l’Amministrazione Comunale”.