Rifiuti, bolletta da due milioni, quanto pagheranno privati e imprese ad Amelia

Rifiuti, bolletta da due milioni, quanto pagheranno privati e imprese ad Amelia

Il consiglio comunale di Amelia approva le nuove tariffe, vecchie cartelle Tarsu, polemiche dall’opposizione

La bolletta dei rifiuti costa agli amerini poco meno di due milioni di euro l’anno. A circa 712.000 euro ammontano i costi per la raccolta differenziata (umido, carta, plastica, vetro e così via), mentre per l’indifferenziata (e gli ingombranti) raccolta, trasporto e smaltimento si spendono poco meno di 500.000 euro. Altri 257.000 servono allo spazzamento delle strade, 30.000 sono stati messi in conto per lo smaltimento di amianto ed inerti. E se la fattura complessiva è cresciuta di circa 400.000 euro rispetto al 2013, dal 2017 ad oggi le bollette non sono state ritoccate. Al contrario, c’è stata una rimodulazione dei costi tra privati (80%) e imprese (20%) grazie al recupero dell’evasione.

Questo il senso della delibera ratificata dal consiglio comunale di Amelia (10 voti a favore, 3 contrari e 2 astenuti) con la quale si dà il via libera al piano tariffario 2018, garantendo anche la possibilità di spezzare i pagamenti in tre rate (aprile, luglio e settembre).

Quanto si paga

Per quanto riguarda le tariffe domestiche, il dettaglio è questo:

  • Nucleo di 1 persone, tariffa fissa 0,63691 euro/mq/ all’anno; tariffa variabile 94,60 euro/anno
  • Nucleo di 2 persone tariffa fissa 0,69616 euro/mq/anno; tariffa variabile 170,29 euro/anno
  • Nucleo di 3 persone, tariffa fissa 0,75541 euro/mq/anno; tariffa variabile 217,59 euro/anno
  • Nucleo di 4 persone, tariffa fissa 0,81465 euro/mq/anno; tariffa variabile 283,82 euro/anno
  • Nucleo di 5 persone, tariffa fissa 0,86649 euro/mq/anno; tariffa variabile 340,58 euro/anno
  • Nucleo di 6 o più persone, tariffa fissa 0,91093 euro/mq/anno; tariffa variabile 387,88 euro/anno

Per quanto riguarda le utenze non domestiche, le tariffe oscillano da 1,40 euro/mq/ all’anno per teatri e cinematografi fino agli oltre 26 euro/mq all’anno per attività di ortofrutta, pescherie, fiori e piante e pizza al taglio. Per le attività artigianali (dal falegname al fabbro, passando per parrucchiere ed estetiste) le tariffe oscillano tra 2,8 e 3,4 euro/mq/ all’anno; mentre per gli alberghi la forbice oscilla tra 2,7 e 3,5 euro/mq/ all’anno a seconda se nella struttura sia presente, o meno, anche il ristorante. I negozi (abbigliamento, calzature, librerie e così via) la tariffa (che si compone sempre di una parte fissa e una variabile) ammonta a poco più di 3,5 euro/mq/ all’anno che salgono a 7,6 euro per metro quadrato all’anno in caso di supermercati. I bar superano i 15 euro mentre i ristoranti i 12; mense, birrerie e amburgherie si fermano a quota 11 euro/mq/ all’anno.

La polemica

Il tema “caldo” dei rifiuti è stato motivo di un botta e risposta in consiglio comunale tra “Vivere Amelia” e la maggioranza di centrodestra. Oggetto del contendere sono state ancora le vecchie cartelle Tarsu, relative a 2011 e 2012, e recapitate ai morosi in tempi ritenuti inadeguati. La mozione – presentata il 10 gennaio – chiedeva un impegno del sindaco, della giunta e del consiglio comunale “volto ad annullare le cartelle inviate per gli anni 2011 e 2012, a trovare una giusta rateizzazione per chi, dopo la rivalutazione, avesse dovuto versare il contributo (in alcuni casi veramente oneroso) e, comunque, ad inviare tutta la problematica alla Commissione di competenza affinché operasse una giusta rivisitazione delle cartelle”.
In Consiglio – commenta ora il gruppo consigliare di opposizione – abbiamo rilevato che discutere oggi di questo tema, dopo che erano scaduti anche i termini per l’eventuale ricorso tributario, aveva perso gran parte della sua  attualità. A questo il sindaco ha risposto che tanto non sarebbe cambiato nulla visto che comunque la mozione non sarebbe stata accolta, dando per scontato il voto dei consiglieri di maggioranza, prima ancora della discussione”. Per l’opposizione si tratta di “affermazioni gravissime da parte di un sindaco, che sono un oltraggio al libero dibattito democratico. Dichiarazioni che non hanno mai avuto riscontro nelle precedenti amministrazioni, che pregiudicano la libertà di pensiero e di espressione dei consiglieri. In ogni caso – anticipa però Vivere Amelia – è nostra intenzione acquisire tutti gli atti e monitorare l’esito dei ricorsi che sono stati presentati, perché vogliamo vederci chiaro su come siano stati fatti gli accordi con i contribuenti che sono andati a protestare in Comune e che hanno visto ridurre la propria sanzione”.

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