“Ricette proibite” a Terni, le testimonianze dei pazienti | Spuntano altri casi

“Ricette proibite” a Terni, le testimonianze dei pazienti | Spuntano altri casi

Oltre al bupropione prescritta anche la fluoxetina, altra sostanza interdetta dal Ministero della Salute

“Ricette proibite”, l’inchiesta di “Manda Rai Tre” andata in onda lo scorso 13 aprile ha lasciato il segno. Alcuni lettori hanno infatti contattato la nostra redazione, che aveva rilanciato l’inchiesta, per lasciare la propria testimonianza su casi di altre presunte ‘ricette proibite’ prescritte da medici che somministrano ai propri pazienti sostanze non più ammesse nella preparazione di medicinali “perdi-peso”.

La ricetta medica con la fluoxetina

La ricetta medica con la fluoxetina

Bupropione e fluoxetina, sono entrambe sostanze che il Ministero Della Salute ha bandito dall’utilizzo per curare l’obesità con il decreto 155 del 2015 del Ministro Lorenzin. Nel servizio di “Mi manda Rai Tre” del 13 aprile, 2 anni dopo l’interdizione di questi principi attivi nella gestione del calo ponderale, appariva invece un medico di Terni che prescriveva proprio il bupropione, derivato dell’anfetamina e potenzialmente dannoso per il sistema cardiocircolatorio. Ma tra le varie testimonianza giunte in redazione, ne abbiamo raccolta una relativa alla recente prescrizione di fluoxetina  e transene (clorazepato), rispettivamente potente antidepressivo e ansiolitico; prescrizione, anche questa, realizzata a scopo di dimagrimento. Per quanto siamo riusciti a verificare, poi, tutte e due le sostanze sono state fornite dalla stessa farmacia, che insieme al medico si assume, per legge, la responsabilità della preparazione del farmaco prescritto. 

Il decreto ministeriale, come si legge infatti nel sito del Ministero della Salute, non si rivolge soltanto al medico che prescrive, ma anche chi fornisce la sostanza proibita:

farmacia-terni

Il farmaco preparato dalla farmacia

Due i divieti introdotti dal decreto:
1. medici e farmacisti non potranno rispettivamente prescrivere e allestire preparazioni magistrali a scopo dimagrante contenenti i principi attivi vietati, usati singolarmente o in combinazione associata tra loro

2. non potranno, inoltre, essere prescritte o allestite preparazioni magistrali che, a prescindere dall’obiettivo terapeutico perseguito, contengano i predetti principi attivi in combinazione associata. 

Uno dei due casi, a quanto testimoniato dal nostro lettore, riguarda ancora il medico che la giornalista di Rai Tre, Roberta Ferrari, ha visitato con la sua telecamera, mentre, in un secondo caso, si tratterebbe di un altro studio medico, ubicato proprio in prossimità della farmacia dove si preparerebbe anche la ‘pillola B’. Sembrerebbe, dunque, che il giro di presunte ‘ricette proibite’ non sia limitato ad un episodio singolo, ma sia un fenomeno potenzialmente più esteso e, per questo, ancora più preoccupante.

“Mi sono rivolta al dottore (quello del servizio, ndr) perché volevo perdere pesoracconta un lettore a TO e dopo una breve visita, mi ha subito prescritto gli stessi medicinali che ho visto nel servizio di Rai Tre. Ho riconosciuto subito lo studio e il dottore, anche se è visibile solo parzialmente. E poi anche la scatolina delle pillole era esattamente uguale a quella mostrata. Sono riuscita a prendere quelle pillole soltanto per pochi giorni – continua il racconto – perché ho iniziato ad accusare giramenti di testa, tachicardia, e mi sentivo molto strana. Parlando con un’amica, con competenze mediche, le ho detto cosa stessi prendendo e lei mi ha subito consigliato di buttare le pillole. Soltanto grazie a lei ho scoperto che in realtà stavo ingoiando antidepressivi e ansiolitici molto potenti”.

terni-transene

La ricetta medica che indica il transene

Questa è solo la prima delle due testimonianze che abbiamo raccolto; la seconda sembra avere risvolti ancora più drammatici. Questa volta, tra le sostanze prescritte, c’è anche la fluoxetina (farmaco appartenente alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina).

La testimonianza racconta di una donna ossessionata dai chili di troppo che si è rivolta a un medico (un altro rispetto a quello del primo caso) di Terni per risolvere il problema. Dopo una prima visita, nell’ambito della quale, secondo il racconto che abbiamo ricevuto, il medico non si è preoccupato di avere un’anamnesi della paziente, è subito scattata la ricetta con la cura farmacologica.

L’indicazione sulla farmacia dove acquistare il farmaco coincide però con quella del primo caso. La signora in questione era seguita anche da uno psichiatra che la stava curando con altri medicinali. La combinazione di farmaci è stata devastante per la donna che è arrivata a soffrire di gravissimi disturbi alimentari, fino all’anoressia. La paziente, che non poteva rinunciare alle cure psichiatriche, era ormai diventata dipendente anche dalle sostanze contenute nelle pillole “perdi-peso”, causando in lei una situazione di profondo disagio.

“Quando ci siamo resi conto di quanto stava accadendoracconta un famigliareci siamo recati sia dal dottore per informarlo della grave situazione, fornendo anche una relazione dello psichiatra

La relazione dello psichiatra

La relazione dello psichiatra

che aveva individuato nella somministrazione delle pillole un fattore di grave rischio per la salute della nostra cara. Ma niente – continua la testimonianza – il medico ha continuato a prescrivere la sua cura, nonostante, oltre al parere dello specialista, fosse stato contattato dal medico di famiglia. Visto il perdurare della vicenda, poco tempo fa abbiamo richiamato il medico pregandolo di sospendere le sue prescrizioni; questa volta siamo riusciti ad ottenere una promessa di cambiare la cura con una di mantenimento, ma non sappiamo come andrà a finire. Non ho comunque intenzione di fermarmi qui e a breve presenterò un esporto alla Procura della Repubblica e all’Ordine dei Medici”.

Il reportage e il successivo approfondimento sta con ogni evidenza portando allo luce un malcostume molto più diffuso di quanto ci si potesse immaginare, con conseguenze dichiaratamente dannose per la salute dei cittadini. Non risultano al momento prese di posizioni ufficiali su quanto sta emergendo, neanche da parte dell’Ordine professionale di Terni, il cui ultimo comunicato riporta, neanche a farlo apposta, l’approvazione della nuova legge sulle “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” in vigore dal primo aprile 2017.