Pd Spoleto “siamo tutti renziani”, j’accuse contro colleghi e Giunta

Pd Spoleto “siamo tutti renziani”, j’accuse contro colleghi e Giunta

La denuncia: “Nomina AURI concordata”. “Non abbiamo ancora candidato. Cardini, un giovane vecchio” | Donne, Zampa “chiamata dalla Meloni” | Rossi: “Spoleto alla deriva leghista”

Continua la bagarre nel pd di Spoleto e, al di là dei proclami alla “volemose bene e marciamo uniti”, resta una spaccatura profonda dove è palpabile che lo scontro in atto ha ben poco a che fare con quello ideologico. Rasentando quasi lo scontro fisico, seppur a suon di carte bollate e conferenze stampa. E forse quello dell’asilo mariuccia.

Così, conclusa la fase del tesseramento, con Spoleto leader dei nuovi iscritti (se ne contano 600 solo qui, 1.200 in tutta la Provincia di Perugia), e lanciata la candidatura di Matteo Cardini alla segreteria comunale, è arrivata ieri la conferenza stampa del capogruppo Dante Andrea Rossi, Paolo Martellini e Laura Zampa.

Un po’ come le fiction “Un posto al sole” o “Anche i ricchi piangono”, c’è bisogno di fare un sunto delle puntate precedenti. Al momento il pd festivaliero è spaccato in due: da una parte i 3 consiglieri Lisci, Erbaioli e Capitani che sul nome Cardini hanno trovato la sponda di ex diesse ed ex margheritini consegnando al provinciale 504 tessere (304 i nuovi iscritti); dall’altra Rossi, Martellini e Zampa, insieme al segretario Montini che di tessere ne hanno depositate 300.

All’appello mancano circa 400 tesserati del 2016 che non sono vincolati al rinnovo immediato e che potranno votare sia per il provinciale (negato ai nuovi iscritti…), sia per il comunale.

E veniamo alla conferenza di ieri.

Ce ne è voluto un po’ per capire dove si andasse a parare, anche perché i 3, facendo ognuno i propri distinguo, hanno alimentato non pochi dubbi sul motivo vero della chiamata a raccolta dei cronisti. Anche se per la verità di notizie, destinate anche ad avere ulteriori strascichi, ne sono alla fine venute fuori diverse. Forse ancor più di quelle che erano state messe in bilancio.

“Abbiamo fatto Napoli2” – ad aprire i lavori è stato Paolo Martellini che, con dire asciutto e sintetico, ha subito voluto chiarire i rapporti di forza tra le due correnti. “Sul fronte dei nuovi tesserati siamo pari e patta, 304 per uno schieramento, 300 dall’altro” dice il consigliere “sotto questo profilo sarei quindi prudente a dire che una corrente ha già vinto il congresso” facendo ovviamente riferimento ai  400 in ballo che potranno votare pur senza avere la tessera in tasca. “Cosa diversa che questo dato ha portato i vertici regionali e nazionali a ribattezzare Spoleto con ‘abbiamo fatto Napoli2’” altra piazza dove si è consumata una vera e propria impennata di iscritti.


Pd , Cardini ‘torna alla carica’ | Cavalleria rusticana a Foggy Bottom


“Siamo tutti renziani” – l’altra osservazione rimarcata da Martellini è nei confronti della stampa “rea”, a dire dei 3, di fare dei distinguo impropri, definendo un gruppo renziano (quello che sostiene Cardini), come se l’altro non avesse un punto di riferimento al livello nazionale. “Abbiamo così scoperto che il responsabile della ‘mozione Orlando’, che è il nostro tesoriere (Giorgio Dionisi, n.d.r.), la vice presidente Daniela Tosti e due nostri colleghi sono renziani di ferro” ironizza Martellini “Cardini poi non è il giovane che si affaccia alla politica, sono tanti anni che ci si dedica; prima ha strizzato l’occhio ai grillini, poi ha sposato Renzi…è giovane a livello anagrafico, ma sono già più di 10 anni che fa politica”. Tra i cronisti serpeggia un po’ di malumore e la domanda “ma tu hai fatto distinguo?” rimbalza di sedia in sedia.

Martellini prova a rimediare e cita un giornale on line regionale. Venendo subito smentito da una collega. L’occasione quindi è per ribadire che tutti sono renziani. Proviamo così a chiedere come possono essere definite le due correnti, visto che non è che ad ogni sospiro di sollievo dei democratici spoletini si possono scrivere i 1200 tesserati per nome, cognome e, crepi l’avarizia, pure il codice fiscale.

Buttiamo là delle ipotesi. “Montiniani e cardiniani?”, no! replicano in coro i tre. “Mariniani e bocciani?”, neanche. Ci sarebbe rimasto “coso e cosa” o “quelli di là e quelli di qua”, ma evitiamo per mera carità.

Io sono orgoglioso di essere bocciano, Dante Andrea non lo so, Laura non lo so…” aggiunge Martellini rivolgendo lo sguardo ai due compagni, pardon colleghi. I quali sembrano non volersi sbilanciare. “Questo non significa che la mia corrente la scorsa settimana ha organizzato ad Orvieto un incontro con Renzi ed io c’ero; piuttosto mancavano molti renziani di Spoleto”.

Anche la Zampa rivendica la sua fedeltà al segretario. “Sono da sempre renziana ma questo non mi ha negato di non seguire poi le direttive del mio segretario. Ho sostenuto Renzi sempre e su tutta la linea anche quando, seppur con difficoltà, si sono affrontate le modifiche alla Costituzione. Renzi è il nostro segretario, basta, chiuso”.

I distinguo possono semmai andare a livello locale, sostiene la Zampa, che propina un vademecum con tanto di doc (denominazione di origine controllata) dei vari esponenti. “E’ naturale che al  momento dei congressi comunali ci siano diversificazioni che esulano dalla linea nazionale; qui c’è chi si sente più vicino al Sottosegretario Bocci che è di Borgo Cerreto e che segue  alcune vicende della città, chi si sente legato al Vice presidente Paparelli che è di Terni che farà delle azioni su questa città, se le farà; chi ancora si sente più vicino ad Anna Ascani che è di Citta di Castello”. Catiuscia Marini, Giampiero Giulietti, Marina Sereni, Gianluca Rossi, etc non pervenuti. “Però definire renziani esponenti come Capitani, Tosti e Dionisi è scorretto” chiude dando un nuovo affondo alla, lo avevamo dimostrato qualche minuto prima, incolpevole stampa.

Pd Spoleto, un momento della conferenza di Rossi, Martellini e Zampa

Il j’accuse

La conferenza ora prende un’altra piega ed è Martellini ad affondare il primo colpo. “Noi siamo opposizione a questa Giunta Cardarelli” dice “cosa che non riscontro dagli altri colleghi. Noi non siamo quelli che vanno a parlare con Cardarelli per mettere gli iscritti del Pd nei collegi dei revisori dei conti e nelle fondazioni…forse Cardini non lo sa ma nel suo gruppo c’è chi sponsorizza iscritti e dirigenti”. L’accusa è pesante, anche se il primo cittadino, in questo una novità nel panorama politico, ha da sempre lasciato aperta le porte a esponenti, anche di altri partiti, che hanno saputo indubbiamente ben amministrare. E’ il caso di Valia Fedeli Alianti confermata alla Fondazione Mina e Cesare Micheli, di Giorgio Dionisi alla Vuscom. I giornalisti chiedono di fare i nomi e non lasciare l’accusa così, tra il detto e non detto. “Guardate all’Auri, di cui Cardarelli è vice presidente, è stata nominata revisore dei conti un nostro esponente dell’Alta Marroggia, vi devo per forza dire il nome” sbotta Martellini “so per certo che ci sono dirigenti del piddì che occupano posti dove al vertice non c’è il piddì ma altri schieramenti…non è da oggi che faccio politica, non sono nato sotto il pero, qualcosa che non quadra ci sarà, o no?”. Al quale fa eco la Zampa “ci sono altri esponenti che non sono stati nominati dal piddì, nomi che non sono passati dalla segreteria”.

Nel mirino dunque finisce così la nomina a Revisore unico dell’AURI  – Autorità umbra rifiuti e idrico, costituita per fondere i 4 ATI – della commercialista spoletina Maria Rita Palazzi. Inutile dire che la denuncia fatta in conferenza stampa ha dell’inquietante dal momento che la nomina, a guardare le delibere dell’Authorithy regionale, si è svolta sorteggiando cinque nominativi tra i 67 aventi titolo facenti parte  dall’elenco depositato presso la Prefettura di Perugia. Di più. Il primo estratto è stato Leonardo Falchetti di Perugia, a seguire la Palazzi e ancora Giancarlo Aleandri di Narni, Rosanna Agostini di Gualdo Tadino e Daniela Raichini di Perugia. Falchetti però ha rinunciato all’incarico in quanto incompatibile con quello di revisore del Comune di Perugia che ha preferito mantenere. Così è scattata d’ufficio la nomina della Palazzi. Le fasi del sorteggio, al quale era stata invitata anche la Prefettura di Perugia, stando al verbale, sono avvenute alla presenza di 3 testimoni e dei dirigenti Giuseppe Rossi e Fausto Galilei. Quanto al riferimento ai vertici dell’Auri è anche vero che il presidente è quel Cristian Betti, sindaco di Corciano, eletto in una lista di centro sinistra.

A cosa facciano quindi riferimento Martellini e Zampa non è dato sapere; certo è che questa vicenda che coinvolge direttamente il vertice politico e  amministrativo dell’Auri difficilmente rimarrà sotto silenzio.

“Unità alternativa”

La parola passa a Dante Andrea Rossi che rivendica per il Pd di essere “l’unica vera  alternativa alla Giunta Cardarelli che registriamo ha ora in consiglio 3, 4 consiglieri comunali che si sono iscritti alla Lega Nord. Dovremo avere la capacità di superare la litigiosità cronica e l’isolamento di questa città, questo di certo sarà uno dei punti su cui ci caratterizzeremo il lavoro del nostro gruppo consiliare”, dice con tono deciso “svilupperemo iniziative simili a quelle poste in campo per la Perugina. Aziende come Novelli, Maran ed Ex Pozzi stanno vivendo una situazione che è tra le più gravi dell’Umbria e per questo metteremo in campo tutta una serie di iniziative insieme agli esponenti di tutti i livelli, dal regionale al nazionale”.

A chi fa notare che manca mezzo gruppo consiliare, Rossi risponde che non ha sentito la necessità di informarli visto che sabato erano presenti alla presentazione della candidatura di Cardini. Cosa c’azzecchi nessuno lo sa. Ma tant’è.

Nuovo affondo

Il tema degli assenti consente però alla Zampa di fare una ulteriore precisazione, rispolverando il procedimento avviato (e che sembrava concluso) di fronte ai garanti dei consiglieri Lisci ed Erbaioli e della segretaria Mazzoni. “Leggiamo che abbiamo messo sotto accusa un collega e questo non è vero; noi abbiamo riscontrato all’interno del consiglio comunale alcune anomalie. Quando si verifica l’assenza negli ultimi 6 mesi di un collega, nel momento in cui registro che la linea del partito non viene seguita noi siamo in dovere di informare il segretario. Non è una accusa, ma è fare il conto, prendere in considerazione delle problematiche in relazione alla posizione assunta da  ciascun consigliere. Riteniamo che l’unità del partito sia bene superiore ad ogni personalismo” conclude l’esponente del pd.

Tutti comunque convengono che la teoria di un unico candidato alla segreteria, approvata con l’elezione di Montini lo scorso febbraio, sia “ormai fallita”. La vera notizia, politicamente parlando, arriva di lì a poco e suona come un de profundis per l’attuale segretario di Spoleto: “come gruppo non abbiamo ancora scelto il nostro candidato alla segreteria”.

Frase che potrebbe aprire nuovi scenari: che sia un invito a cercare un nuovo accordo, magari intorno al nome di Cardini? Che si stia pensando ad un nuovo volto? Solo nelle prossime ore si saprà se Matteo Cardini avrà un avversario o meno. Di certo entro il 23 novembre i giochi dovranno essere conclusi.

Donne dududù…

C’è anche modo di chiarire il ruolo della Portavoce delle donne del pd spoletino, incarico rimasto vacante dopo la fuoriuscita di Valia Fedeli Alianti versi Articolo 1. Pur trattandosi di un movimento, la spoletina lo scorso maggio ha rassegnato le dimissioni da ogni incarico in seno al Pd. La scorsa settimana a Perugia si è tenuta una riunione alla quale ha preso parte Laura Zampa, finita subito al centro di alcune critiche. “Sono stata chiamata da Simona Meloni a partecipare alla riunione delle democratiche per Spoleto, incontro organizzato per  avviare il nuovo Congresso che porterà alla elezione delle nuova segreteria provinciale e regionale. Cosa che ho immediatamente fatto comunicando a tutte le donne che ho potuto contattare, di iscriversi on line entro il 10 ottobre. Non ho fatto alcun colpo di mano, ci mancherebbe, sono stata invitata dalla Meloni e mi sono come sempre messa la servizio del partito”.

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