Pd, dopo il voto Prima Spoleto ci ripensa | Un avvocato contro commissione provinciale

Pd, dopo il voto Prima Spoleto ci ripensa | Un avvocato contro commissione provinciale

Sostenitori di Guido D’Angeli chiedono annullamento dei congressi: “Gravi irregolarità” | Cardini: “Regole votate all’unanimità, sono stati loro a chiedere verifiche”

Era stato il segretario uscente del Pd di Spoleto, Claudio Montini, davanti a quel fiume di nuove tessere sottoscritte nei circoli cittadini, a chiederne una verifica alla commissione provinciale di garanzia del partito. Innescando così controlli speciali ed una regola ad hoc: ai congressi programmati per il 21 e 22 dicembre avrebbero potuto votare soltanto coloro che si sarebbero recati di persona a validare la propria tessera. Tutti gli altri tesserati risultano iscritti, ma potranno votare solo nel 2018. E così, alla fine è stato.

Ma ora la parte del Partito democratico spoletino che fa riferimento alla mozione “Prima Spoleto”, che negli ultimi giorni aveva individuato quale aspirante segretario Guido D’Angeli (stimato infermiere e volto nuovo della politica), dopo aver perso guadagnando 25 delegati all’assemblea comunale contro i 35 della lista che fa capo a Matteo Cardini, vuole cambiare le carte in tavola. Grida allo scandalo, annuncia azioni legali tramite un “valente Avvocato, docente altresì all’Università di Perugia” contro la commissione provinciale. Solo però dopo l’esito del voto.

Vale la pena fare un passo indietro. A fine settembre vengono depositate le tessere dei nuovi iscritti del Pd di Spoleto in vista dei congressi di dicembre e succede qualcosa di strano: c’è un boom di tesserati. Alla fine sono 586 le “new entry”. Nella sede del partito iniziano le accuse di irregolarità, una mozione contro l’altra. E così il segretario Montini (afferente al capogruppo consiliare Dante Andrea Rossi ed ai consiglieri Laura Zampa e Paolo Martellini) sollecita verifiche a Perugia nei confronti delle tessere presentate dai fedelissimi di Matteo Cardini e del consigliere Stefano Lisci (sostenuti anche dai due restanti consiglieri comunali Pd, Massimiliano Capitani e Carla Erbaioli). Dopo varie ipotesi, la commissione provinciale i controlli li avvia su tutte le tessere e stabilisce una regola: i tesserati devono tutti presentarsi di persona a confermare la propria iscrizione, altrimenti non potranno votare ai congressi nei circoli. Lo fanno in 314.


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Alla fine in circa 170 – afferenti sia all’una che all’altra mozione – vengono esclusi dalle votazioni. Ed è su questi che ora punta il dito “Prima Spoleto”, parlando di “gravi irregolarità ed anomalie che si sono verificate durante le operazioni di voto per il rinnovo degli organi statutari e, in precedenza, nella fase di convocazione dei congressi”. “Infatti, più di centocinquanta iscritti, di cui tesserati da anni e componenti della segreteria comunale uscente, in regola con il tesseramento alla data del 25 settembre 2017, cosi come previsto da Regolamento regionale per i congressi formulato in base alle disposizioni nazionali, sono stati impediti nella loro legittima espressione di voto e di partecipazione ai congressi dei propri circoli, alterando in modo determinante i risultati dei congressi svoltisi” evidenziano i sostenitori di Guido D’Angeli.

E c’è una novità: ai congressi dei circoli c’è chi si è presentato comunque, sottoscrivendo poi un foglio in cui si diceva che non erano stati ammessi al voto. Sono stati 52, secondo quanto evidenzia la nota arrivata dalla segreteria del Pd cittadino, che però non si sarebbero “presentati ad una verifica interna del tesseramento alla quale nessuno li ha mai convocati”. “Sono stati, altresì, – continuano da Prima Spoleto – esclusi iscritti storici, mentre si sono ammesse persone sconosciute all’anagrafe informatica del Pd, in congressi che hanno visto prevalere un candidato per soli sei voti, con delegati comunali scattati soltanto per un voto. A tali fatti si deve aggiungere che gli iscritti non sono stati convocati neppure alle assemblee congressuali, venendo così privati illegittimamente del diritto di voto. Quindi, non hanno potuto neppure partecipare al dibattito congressuale, trasformando i circoli soltanto in un ‘votificio fine a se stesso’”.

“Per quanto sopra, – preannunciano dalla mozione congressuale – abbiamo diffidato la Commissione provinciale per i congressi a sospendere le operazioni congressuali e a soprassedere alla proclamazione dei delegati, illegittimamente nominati, per l’assemblea comunale e provinciale del Partito Democratico di Spoleto”. E quindi la nomina di un avvocato perché esperisca “tutte le azioni necessarie a tutela degli iscritti che non sono stati convocati alle assemblee e che non hanno potuto esercitare il proprio diritto di voto, secondo quanto garantito dallo statuto, dai regolamenti del PD e dalle norme del codice civile. Preannunciamo che, sino a quando non verrà ristabilita la regolarità dei congressi e non verrà data risposta alle nostre istanze, non parteciperemo alle assemblee degli organi statutari illegittimamente determinati”.

Da Perugia non arriva alcun commento ufficiale, anche se c’è chi non manca di osservare come prima dell’esito del voto la modalità di verifica dei tesserati non era stata affatto contestata. Chi invece parla al telefono con TO è Matteo Cardini che, se i voti non saranno annullati, il 13 gennaio verrà nominato nuovo segretario cittadino del Pd. “Parlare di irregolarità mi sembra fuori luogo – commenta Cardini – c’è una commissione provinciale elettorale che, una volta che abbiamo tutti quanti consegnato le tessere, il 25 settembre, ha deciso di fare delle verifiche. Alcuni iscritti, impossibilitati ad andare a confermare la tessera, hanno presentato un certificato medico ma comunque non hanno potuto votare lo stesso e si sono adeguati”. Insomma, in realtà tra i 170 tesserati non ammessi al voto non ci sono solo quelli pro D’Angeli ed un eventuale annullamento e riproposizione dei congressi non è detto che cambierebbe il risultato finale.

“Noi abbiamo seguito le regole imposte dalla commissione provinciale, – ricorda il promotore della mozione ‘Cambiare il Pd per Cambiare Spoleto’ – che le ha votate all’unanimità. Il primo a chiedere le verifiche è stato Montini e disconoscere questo oggi perché non gli è andato bene il congresso mi sembra un po’ fuori dal normale, sono tre mesi che ci sono queste regole”. Matteo Cardini, quindi, invita tutti a guardare avanti: “dobbiamo metterci alle spalle questo congresso e pensare alle tornate elettorali che ci attendono ed a lavorare per la città”.

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