“Bocciato”, piano di riequilibrio respinto da Corte Conti | Di Girolamo “Faremo ricorso”

“Bocciato”, piano di riequilibrio respinto da Corte Conti | Di Girolamo “Faremo ricorso”

Bufera su Palazzo Spada, il piano di riequilibrio di Piacenti D’Ubaldi bocciato a Perugia

Aggiornamento ore 18.00 – “In merito alle decisioni assunte dalla Corte dei Conti sezione regionale di controllo per l’Umbria sul piano di riequilibrio finanziario – dichiara il sindaco Leopoldo Di Girolamo siamo in attesa di conoscerne le motivazioni anche al fine di argomentare al meglio il ricorso ai gradi successivi di giudizio, nel rispetto dei procedimenti che regolano la fattispecie. Dal canto nostro siamo convinti che il Piano sia sostenibile e che abbia una propria validità contabile e amministrativa, teso ad un reale risanamento dei conti dell’Ente facendo leva sull’alienazione di patrimonio e attività – riconosciute dagli stessi organismi di valutazione consistenti –  non essenziali per l’attività del Comune di Terni. Un piano basato sulle alienazioni e non sull’utilizzo del Fondo di rotazione, elemento quest’ultimo che avrebbe portato a drastiche misure finanziare, con ricadute immediate nelle tasche dei cittadini.
Siamo convinti che le ragioni dell’Amministrazione Comunale possano trovare dunque successivi esiti favorevoli anche alla luce dei chiarimenti e della documentazione che l’Ente aveva predisposto ma che non ha potuto presentare in tempo utile per le vicende che si sono registrate nella giornata di ieri, che hanno visto, appunto, il verificarsi dell’indisponibilità di alcune apparecchiature oggetto di sequestro giudiziario. Al momento prendiamo atto della rapidità con la quale la Corte dei Conti ha inteso esprimersi non utilizzando tutto il lasso di tempo a sua disposizione.
Ribadiamo che il Piano si inserisce in un quadro di riferimento finanziario dell’Ente che è caratterizzato, come ha osservato il ministero degli Interni due settimane fa, anche da elementi sicuramente positivi, come il rispetto del patto di stabilità, degli equilibri di parte corrente, dalla diminuzione della spesa e dell’indebitamento, dall’aumento delle entrate e anche del recupero dell’evasione tributaria. Il piano di riequilibrio presentato, rispetto al quadro nazionale  caratterizzato dalle grandi difficolta economiche che tantissimi Comuni stanno vivendo,  rapportandolo alle richieste di accesso a questo tipo procedure da parte di tanti altri Enti locali, è sicuramente tra quelli di minore rilevanza economica. La situazione finanziaria dell’Ente continua infatti ad essere governabile, i risultati di questi ultimi due anni stanno a dimostralo, e il Piano è stato, fin dalla sua genesi, ritenuto uno strumento di pianificazione e di risanamento, per dare maggiore prospettiva e capacità operativa alle finanze dell’Ente.
In merito alle prospettive di questa azione amministrativa – conclude il sindaco –  confermo quanto già detto in maniera chiara e inequivocabile in Consiglio Comunale, assumendomi l’onere di governo fino ad esito definitivo delle procedure di risanamento in corso”.

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“Bocciati”, ma non ci voleva poi tanto a capire cosa sarebbe successo oggi nella camera di consiglio della Corte dei Conti di Perugia, dove il piano di riequilibrio del Comune di Terni è stato respinto.

Dopo le note contenute nella Relazione del Ministero Dell’Interno, soltanto l’ottimismo più sfrenato di Vittorio Piacenti D’Ubaldi poteva giudicare “positiva” la relazione, nonostante tutte le criticità riscontrate dai funzionari ministeriali che, in 16 pagine, avevano concluso che il tutto doveva essere sottoposto al giudizio della sezione regionale del collegio dei Revisori.

Anche dalla lettura analitica delle osservazioni emerge in maniera incontrovertibile che Comune di Terni è nelle condizioni di proseguire nella direzione di risanamento intrapreso” – aveva dichiarato l’assessore D’Ubaldi lo scorso 4 luglio.

Adesso la soluzione più probabile è quella di un commissario, anche se lontane sembrano le dimissioni, visto che anche il sindaco Di Girolamo aveva dichiarato che avrebbe aspettato di risanare i conti del Comune prima di dimettersi.

Tuona il Movimento 5 Stelle: “È finita la consiliatura Di Girolamo. La Corte dei conti senza mezzi termini ha respinto il piano di riequilibrio certificando che tutto quello che abbiamo denunciato fino ad oggi era la verità. Si chiude la peggiore stagione politica della storia della città che ha portato il Comune all’abisso, alla voragine del dissesto finanziario. Chi ha sbagliato deve pagare, le colpe e i debiti di questa classe politica non possono e non devono pagarle i ternani”.