Vicenda FlyVolare, un caso disperato | Ci vorrebbero Frank Sinatra o Al Jarreau - Tuttoggi

Vicenda FlyVolare, un caso disperato | Ci vorrebbero Frank Sinatra o Al Jarreau

Carlo Vantaggioli

Vicenda FlyVolare, un caso disperato | Ci vorrebbero Frank Sinatra o Al Jarreau

Invece di veder “volare” un aereo con la livrea FlyVolare, s'odono scie chimiche sonore che gracchiano, “A cazz...riiii”
Gio, 14/09/2017 - 18:10

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A voler essere ottimisti si farà prima a vedere volteggiare gli storni sopra all’Aeroporto San Francesco, in quel di Perugia e con tanto di deiezione concimante per la ricrescita al posto della cenere in capo, che sperare di veder sbrilluccicare una livrea marchiata Fly Volare sulla carlinga di qualche macchina aerea. Salvi tutti, per di più in corner, dall’invasione della ramaccia, che voleva averla vinta sulla pista di atterraggio, sola e abbandonata prima della salvifica firma con Ryanair per la nuova rotta teutonica (CLICCA QUI)

Si, perchè mentre ormai sembra definitivamente persa la speranza che i maltesi si dotino di licenze di volo entro fine anno (CLICCA QUI), fosse anche per l’aeroplanino di carta,  chi non fa in tempo a spazzolarsi dal capo a dovere la cenere maltese del pentimento è proprio quell’Ente pubblico di gestione dello scalo umbro, la SASE, che doveva costruire sulle nuove rotte un futuro glorioso e radioso verso il Sol dell’Avvenire.

Ci è voluta una discreta sfiga autoindotta a programmare una conferenza stampa show per annunciare ciò che era una sorta di cloud delle intenzioni. Un tafazzismo spaziale più che aeronautico. Houston, abbiamo un problemone. (CLICCA QUI)

Mentre qualche tempo fa dire queste cose sarebbe stato disfattismo, oggi invece sorridere di certi amministratori della cosa pubblica, sempre pronti all’efficienza con i soldi di Pantalone,  sarebbe quasi utile per una nuova etica dello stato. Come faceva la strofetta di Enzo Jannacci? “Rido, quando mi pare Rido, c’ho neanche voglia e Rido e poi non rido più”.

Ecco, era meglio se i giannizzeri di SASE avessero ingaggiato per parlare di voli, qualcuno che di voli ne sa più di chiunque altro. Uno tipo Frank Sinatra ad esempio che tra volare in compagnia e voli sulla luna, di passeggeri e rotte nuove se ne intendeva e di che tinta (Come fly with me e Fly me to the moon). O magari il massimo esperto vivente in scie e voli chimici (senza cacca di storno, ma magari con carburanti biologici come i funghi o le foglie per le visioni proto-Mariane), quel Keith Richards che dei suoi attuali 73 anni ne ha passati almeno 71 e mezzo a volare senza sosta. Lui si che se ne intende una cifra e avrebbe potuto amministrare SASE senza sforzarsi tanto e bere nemmeno un caffè, la bevanda preferita dai CdA pubblici.

Ai giannizzeri sasiani poi è capitata tra capo e collo anche la tegola di Fly Marche, altra esotica sigla del “volare” che si è allontanata con un certo rumore dallo scalo umbro (CLICCA QUI). Sulle ragioni burocratiche (una serie di rimpalli da far impallidire Maradona) e sull’incidenza della perdita economica in termine di passeggeri, si potrebbe anche sorvolare, giusto per rimanere nella metafora ariosa. Ma visto l’andazzo, ogni volta che nella posta di redazione arriva una convocazione per una conferenza stampa di SASE, scoppia la bagarre per chi avrà la fortuna di sedere in prima fila per assistere al nuovo incredibile show della premiata ditta, su chi arriva e chi parte.

Siamo nel solco del miglior avanspettacolo, roba da far impallidire il Bagaglino e il mai dimenticato Salone Margherita.

Ordunque, chi di dovere, dovrebbe però procurarsi al più presto un nuovo consulente di immagine, prima che si arrivi alle battute finali e cali il sipario sul più grande spettacolo del mondo con possibile nuova brutta figura intergalattica. Per non parlare dei 500mila euro che sarebbero stati fatti atterrare da SASE per l’arrivo di Fly Volare. Il 3 settembre scadeva il termine ultimo dato ai maltesi per consegnare le carte bollate. Gli isolani sembra che abbiano richiesto altri 30 giorni di proroga. Motivazione ufficiosa ma non ufficiale, pare che il tizio che bolla le carte a Malta “è uscito e dorme”.

Insomma “tira una brutta aria signora mia”. Un spiffero malefico che sembra sibilare un suono familiare, “A cazz…riiii”.

Ci vorrebbe il compianto Al Jarreau. Lui si che aveva una ricetta infallibile: All Fly Home! Ovviamente non ve lo traduciamo nemmeno sotto tortura.

Volare, oh oh…

Riproduzione riservata

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