Umbria Jazz, M5S "Terni impari da Perugia" - Tuttoggi

Umbria Jazz, M5S “Terni impari da Perugia”

Redazione

Umbria Jazz, M5S “Terni impari da Perugia”

Il capogruppo del M5S Federico Pasculli invita il Comune ad avviare un confronto con Regione e Fondazione
Mar, 04/08/2020 - 16:40

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Umbria Jazz, M5S “Terni impari da Perugia”

“Mentre il consiglio comunale di Perugia fa quadrato intorno a Umbria Jazz. A Terni tutto tace ed il dibattito politico è totalmente sopito”. Questo è quanto afferma il capogruppo del M5S Terni Federico Pasculli.

Umbria Jazz ha origini ternane

Ad accendere la miccia in regione era stato un atto di indirizzo presentato dal consigliere regionale ternano del M5S  Thomas De Luca.
Nell’atto approvato quasi all’unanimità dall’assemblea legislativa umbra si sono ribadite le origini ternane di Umbria Jazz, impegnando la Giunta regionale, seppur partendo dalla centralità del Capoluogo umbro, a valorizzare la vocazione regionale di un festival che porta il nome dell’intera regione e viene finanziato anche con parte delle tasse pagate da tutti gli umbri.

“Il comune di Terni si attivi”

“Sulla scia di quanto avvenuto in Regione” dichiara Pasculli “come capogruppo del M5S Terni ho presentato un apposito atto perché il Comune di Terni apra interlocuzioni con la fondazione Umbria jazz e la Regione dell’Umbria per dare seguito a questo progetto ambizioso.
A Terni purtroppo tutto tace probabilmente per colpa delle solite logiche di partito, mentre nel capoluogo Umbro il consiglio comunale sta già salendo sugli scudi per rivendicare l’esclusività di un festival che deve rimanere così com’è”.

“Perugia insegna”

“Per l’ennesima volta  da Perugia ci insegnano come dinanzi agli interessi del loro territorio sappiano dare una risposta: forte, coesa e trasversale. Intanto nel sud della regione – conclude Pasculli – su una partita strategica come lo sviluppo di nuovi eventi collegati ad un festival di caratura mondiale quale Umbria jazz, sono state ben poche le forze politiche e sociali che si sono sentite in dovere di difendere gli interessi di Terni.  Ora a prescindere di chi ha proposto l’atto accolto dalla Regione sarebbe il caso che si aprisse quantomeno un dibattito e si facesse squadra. Invece a Terni tutti si muovono solo quando si parla di poltrone”.