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TULLIA TULLI SCRIVE AL SINDACO BENEDETTI SULLA MOVIDA NEL CENTRO STORICO DI SPOLETO: QUALI REGOLE? (Commenta)

Redazione

TULLIA TULLI SCRIVE AL SINDACO BENEDETTI SULLA MOVIDA NEL CENTRO STORICO DI SPOLETO: QUALI REGOLE? (Commenta)

Mar, 25/08/2009 - 08:50

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di Tullia Tulli (*)

Caro Sindaco, perché una lettera aperta? Perché sarebbe molto opportuno ottenere una risposta altrettanto aperta e pubblica. Credo infatti interessi a molti, soprattutto ai giovani a cui tutti teniamo molto. Ed inoltre perché, se l'argomento è scomodo, è abbastanza difficile ottenere udienza da Lei (e non era certo così tre mesi fa!). L'argomento? Lo immagina già, sono sicura: EL CHICO! … e non solo.

Siccome l'argomento ormai lo conoscono probabilmente quasi tutti, non c'è bisogno di dilungarsi troppo sulle premesse. Solo alcune domande in relazione agli ultimi eventi ed alle ultime proteste che abbiamo ricevuto dai nostri Ospiti e che ci riserviamo di esibire nelle sedi opportune.

Perché Sindaco a seguito dello stop alla musica da parte del comando dei Vigili Urbani, così come previsto dalla ordinanza Brunini del Luglio 2008 dopo tre infrazioni, in tempi brevissimi si è voluto, non solo concedere di nuovo la possibilità di fare musica, ma anche allungarne l'orario di mezz'ora?

Perché si è ritenuto opportuno cambiare un'ordinanza che penalizzerà tanti altri residenti del centro storico e concedere anche un premio a chi aveva chiaramente commesso 3 infrazioni in pochissimi giorni?

E' evidentemente giusto e produttivo fregarsene delle regole e violare le norme.

E' questo l'insegnamento che va dato ai ragazzi del Chico? Appare perlomeno strano visto che le uniche giustificazioni che ho fino ad ora raccolto da qualche amministratore, parlavano di politiche giovanili, sociali eccetera eccetera. Politiche che, in ogni caso, non possono ricadere così pesantemente a livello economico su un altro operatore.

Difficile da comprendere, inoltre, una linea di politiche giovanili in riferimento all'attività privata di un piccolo chiosco con licenza di bar /caffè a servizio di un campo da tennis/calcetto la cui attività si presume sia prevalentemente di giorno ( su un terreno e su strutture date in concessione, guarda caso, ad una cooperativa che a sua volta concede la gestione ad altri…) che viene, non si sa come e perché, trasformato in un Disco Pub aperto solamente dalle 23.00 alle 03.00 del mattino.

E, in aggiunta a ciò, a pochi metri di distanza, su aree degradate ed in capanne fatiscenti, la MODERN MUSIC SCHOOL. Nome suggestivo a cui corrisponde una scuola dove si insegna a suonare batteria e strumenti a percussione. Tutto ciò a pochi metri da un albergo. Non Le sembra veramente un po' troppo?

Non si offende, vero, se le ricordo che da noi si viene, tra le altre cose, per dormire?

Ricordato questo, mi spiega dove comincia e dove finisce, secondo l'Amministrazione, il diritto di ognuno a svolgere correttamente e serenamente la propria attività? E perché la libertà di uno deve significare la condanna e il sacrificio dell'altro?

Che senso hanno i controlli qualità a cui gli alberghi sono, giustamente, ciclicamente sottoposti? (l'ultimo controllo della Commissione Regionale è stato effettuato ai primi dello scorso luglio).

Quale qualità possiamo garantire nel nostro albergo se fino alle 03.00 si fa fatica a dormire nonostante finestre insonorizzate e area condizionata in funzione tutta la notte?

E Le faccio ancora presente che la musica è solo uno degli elementi di disturbo; il disturbo vero è il frastuono, il vocio, le grida, la caciara, i canti, i balli, i giochi, l'andirivieni, le sgommate di decine e decine di giovani riuniti poco sotto l'albergo che vanno avanti fino ad oltre le 03.00 del mattino.

I ragazzi del Chico, contro cui non ho niente di personale, fanno solo il loro lavoro per far divertire i loro clienti e lo fanno sicuramente anche molto bene.

Ed ora, sentendosi cosi ben protetti e sostenuti, cosa fanno? Il livello della musica è altissimo (e l'Arpa che cosa fa? Tempi biblici ed informativa preventiva di intervento ai controllati), poi alle una di notte staccano puntualissimi la musica; aspettano una mezz'oretta per permettere alla gente di addormentarsi un po', poi a spot, qualche pezzo di tanto in tanto così come qualche squillo di tromba qua e la (carina veramente l'idea della tromba tanto per portarci in giro!). Così se attiviamo i controlli, il tempo di chiamare ed arrivare, hanno già smesso e tutto risulta regolare. Sono simpatici, allegri, burloni, e anche molto svegli, bisogna riconoscerlo. Oltre che molto scorretti, evidentemente.

Ma non sono solo loro a sbagliare, caro Sindaco.

Sbaglia, soprattutto e sicuramente chi concede due licenze di attività con finalità totalmente opposte a pochi metri l'una dall'altra! Che, per giunta, non è che si disturbino a vicenda. E' solo una che disturba l'altra e non siamo sicuramente noi a disturbare loro. Ci pare di non aver mai disturbato nessuno in 50 anni di attività!

Mentre scrivo ho avuto un'illuminazione: non sarà che il favorire la movida notturna in centro storico rientri in una politica di miglioramento della triste situazione del turismo a Spoleto?

Magari si è pensato che Spoleto, città della Cultura, dello Spettacolo, del Turismo dolce e lento, della Qualità ambientale, delle Antiche Strade, dei Mistici Minori, dei racconti della Cultura e della Storia, dell'Urban trekking, dei Luoghi Evocativi e bla… bla… bla …(si ricorda la presentazione del progetto le Terre del Cuore Verde d'Italia? c'era anche la Lorenzetti !)con il suo -9.9% a chiusura dell'anno 2008 (peggio di noi solo Orvieto in tutta l'Umbria e Foligno + 9,8%) e il suo -13% nei primi cinque mesi del 2009 (dati ufficiali degli esercizi alberghieri nel sito della Regione Umbria), abbia bisogno di trasformarsi in una “piccola Ibiza” durante la notte per risollevarsi?.

Abbiamo veramente sbagliato tutto!?!

O forse come dice qualche insinuazione maligna, molto ovvia però, è che i giovani del Chico votano a Spoleto ed i clienti dell'albergo votano altrove? E' questo il futuro che ci dobbiamo aspettare?

Ironie e insinuazioni a parte caro Sindaco, credo che una riflessione seria sull'andamento generale del turismo a Spoleto vada fatta. Sono inaccettabili proclami di soddisfazione generale per un Festival che è sicuramente ripartito e di cui tutti siamo consapevoli e felici ma di cui sappiamo benissimo che, purtroppo, non riuscirà mai a fare i bilanci di un anno intero.

Quei proclami auto celebrativi non servono a niente ormai. Non ci crede più nessuno. Non siamo più in campagna elettorale, è tempo di passare alle azioni concrete e con grande urgenza.

Mi rendo conto che le domande sono molte e le problematiche complesse.

In ogni caso tenga conto che non possiamo permetterci di ignorarle né di mollare, vanno trovate soluzioni serie che non offendano nessuno: abbiamo investimenti e posti di lavoro da difendere (a proposito noi abbiamo anche il portiere di notte!!!) abbiamo mutui e tante tasse da pagare e ancora, nonostante tutto, una grande passione per il nostro lavoro, vogliamo farlo al meglio e pretendiamo che ci siano garantite le giuste condizioni per poterlo fare.

(* titolare Hotel dei Duchi)

Aggiornato alle 14.21 del 27 agosto 2009


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