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Treofan Terni, c’è Cassa Covid, ma la Lega denuncia “Jindal non rispetta accordi”

Redazione

Treofan Terni, c’è Cassa Covid, ma la Lega denuncia “Jindal non rispetta accordi”

Gio, 03/09/2020 - 09:51

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Treofan Terni, c’è Cassa Covid, ma la Lega denuncia “Jindal non rispetta accordi”

I leghisti annunciano interrogazione parlamentare urgente

Treofan Terni – Nella giornata di ieri è stato siglato dalla RSU il verbale di esame congiunto relativo alla richiesta aziendale della Cassa Integrazione Covid (non quella ordinaria, ndr), a partire dall’11 agosto per 9 settimane.

Anticipo di Cassa

È stato concordato l’anticipo dell’indennità di cassa da parte dell’azienda e la fruizione preventiva delle ferie su base volontaria; inoltre verrà riconosciuta la maturazione dei ratei contrattuali.

Vertice al Mise

Mentre i sindacati restano in attesa di un incontro al Mise la Lega lancia l’allarme sul rispetto degli impegni che Jindal ha preso al Mise nei confronti del sito ternano.

Interrogazione parlamentare

“Treofan Terni, la Jindal non sta rispettando gli accordi sottoscritti al MISE. Il governo deve smetterla di fare da spettatore e intervenire immediatamente. Come Lega presenteremo un’interrogazione urgente in Parlamento” – è quanto scrivono in una nota i deputati Virginio Caparvi, segretario Lega Umbria, Barbara Saltamartini, referente Lega provincia di Terni e il senatore Valeria Alessandrini, intervengono in difesa del sito industriale ternano.

“Cassa Covid”

“La proprietà – proseguono i leghisti – non ha fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria – spiegano i leghisti – procedendo alla Cigo Covid-19, anche se il calo di affari non è certo attribuibile agli effetti della pandemia, quanto alle scelte sbagliate di mercato della Jindal e alla volontà manifestata dalla proprietà di spostare gli ordini del sito ternano presso altri stabilimenti”.

“Jindal non rispetta gli accordi”

“Non solo, abbiamo motivo di sostenere che la Jindal abbia violato alcuni presupposti dell’accordo sottoscritto al MISE – continua la nota – rispetto alla spedizione di maggiori quantità di prodotti finiti rispetto a quella prevista, alla determinazione in quantità minore di volumi pianificati, alla mancata rimozione prioritaria delle “balle” e all’eliminazione della linea B30 di Terni dal piano di valutazione per la produzione di film di polietilene bi-orientato BOPE”.

“Verifica immediata al Mise”

“Di fronte al depauperamento dello stabilimento ternano, il Ministero dello Sviluppo Economico non può continuare a ricoprire il ruolo di spettatore passivo, considerato che è proprio a causa dell’inerzia del Governo se ora ci troviamo in questa situazione di criticità per i livelli produttivi e occupazionali di una realtà che fino a poco tempo fa era florida. Presenteremo interrogazione urgente – concludono i parlamentari della Lega – per richiedere sia una verifica immediata del rispetto degli accordi presi a Roma da parte della proprietà Jindal, sia la definizione di un piano industriale serio di rilancio dell’azienda ternana. Non permetteremo che l’ennesima produzione di eccellenza locale venga svuotata e sfruttata da una multinazionale straniera”.


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