Rissa in campo tra Piegaro e Sangemini, l'allenatore squalificato: "Chiedo scusa ma non ho colpito nessuno" - Tuttoggi.info

Rissa in campo tra Piegaro e Sangemini, l’allenatore squalificato: “Chiedo scusa ma non ho colpito nessuno”

Redazione

Rissa in campo tra Piegaro e Sangemini, l’allenatore squalificato: “Chiedo scusa ma non ho colpito nessuno”

Ven, 15/05/2026 - 17:59

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Follia domenica in campo durante la partita di calcio tra Piegaro 2023 e Sangemini Sport, dichiarata finita al 49esimo del secondo tempo dall’arbitro per impossibilità di proseguire. A ricostruire la vicenda è il provvedimento del giudice sportivo del 13 maggio, con cui la partita è stata dichiarata persa per 3 a 0 nei confronti dei padroni di casa e sono stati comminati pesanti provvedimenti disciplinari. L’allenatore piegarese Leonardo Calzoni, però, non ci sta e in una nota chiarisce alcuni aspetti e annuncia il suo ricorso contro la squalifica che gli è stata imposta fino al 31 dicembre.

Nel provvedimento del giudice sportivo si legge che “sia dal referto dell’Arbitro che dal rapporto del Commissario di Campo, emerge che la rissa è stata scatenata dal comportamento di tesserati del Piegaro 2023, che hanno posto in essere gravi atti di violenza”. “In particolare risultava che un giocatore del Sangemini, peraltro sanzionato per comportamento non regolamentare, – prosegue – è stato oggetto di una brutale aggressione da parte di vari tesserati del Piegaro 2023 tale per cui consta che lo stesso si è dovuto recare all’ospedale per le ferite riportate”.

Nei confronti del Piegaro, quindi, è stata decretata la perdita della gara e l’ammenda di mille euro “in quanto propri giocatori tecnici e dirigenti davano origine con la loro condotta ad un parapiglia generale con i componenti della squadra avversaria. Infine, al termine della gara, la terna arbitrale doveva essere scortata dalle Forze dell’Ordine fino all’imbocco della strada statale, in quanto un gruppo di circa trenta tifosi riconducibili alla società Piegaro attendeva la terna all’uscita del recinto di gioco e le rivolgeva gravi insulti e minacce”.

Un’ammenda di 300 euro è stata prevista anche per la Sangemini Sport “in quanto propri giocatori tecnici e dirigenti partecipavano ad un parapiglia generale”.

Tra i provvedimenti per giocatori e tecnici, quello più grave è stato preso nei confronti dell’allenatore piegarese, squalificato fino al 31 dicembre 2026, “in quanto colpiva un giocatore avversario con vari pugni alla testa ed al volto; a seguito dei colpi subiti, il giocatore della squadra avversaria veniva condotto in ospedale”.

Calzoni, però, non ci sta e ha affidato a una nota la sua difesa, annunciando che presenterà ricorso, forte anche dei video della rissa in campo.

“Preliminarmente – afferma Calzoni – mi voglio doverosamente e sinceramente scusare per quanto accaduto nel finale della partita di domenica, personalmente e a nome della squadra che alleno”. L’allenatore piegarese contesta duramente quanto riportato dal direttore di gara: “Non posso accettare una ricostruzione dei fatti così come refertata dall’arbitro, in palese e clamorosa distonia con le immagini video della partita, facilmente accessibili a chiunque”.

Secondo Calzoni, la visione delle immagini smentirebbe dunque la versione riportata nel comunicato ufficiale: “Le immagini dimostrano chiaramente che non ho colpito alcun giocatore avversario con pugni alla testa o al volto, né tantomeno che un calciatore sia stato trasportato in ospedale a causa della mia condotta”. Il tecnico definisce “superficiale e disattenta” la gestione dell’episodio e parla apertamente di un referto “totalmente errato”, sottolineando anche il danno d’immagine derivato dalla pubblicazione del comunicato federale. Calzoni ripercorre poi il proprio lungo percorso nel calcio dilettantistico: “Sono nel mondo del calcio da una vita, prima come giocatore e da oltre 32 anni come allenatore. Ho sempre svolto questo ruolo con passione, professionalità e correttezza”.

L’allenatore ammette di essersi lasciato coinvolgere dalla tensione del momento, ma nega categoricamente qualsiasi comportamento violento: “Domenica, al termine di una stagione sofferta e intensa, per qualche attimo mi sono fatto travolgere dalla situazione concitata, ma mai avrei potuto assumere i comportamenti grevi e violenti descritti nel referto”. Da qui la decisione di impugnare la squalifica: “La lunga e ingiusta squalifica sarà inevitabilmente oggetto di ricorso presso gli organi federali competenti”.

Infine, Calzoni lascia intendere di valutare ulteriori azioni a tutela della propria immagine: “Mi riservo, dopo essermi consultato con il mio legale, di agire nelle sedi giudiziarie competenti per tutelare la mia professionalità e la mia immagine”.

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