Treofan, "accordi non rispettati" | Sindacati scrivono al Mise - Tuttoggi

Treofan, “accordi non rispettati” | Sindacati scrivono al Mise

Redazione

Treofan, “accordi non rispettati” | Sindacati scrivono al Mise

L'allarme dei sindacati di categoria sugli impegni di Jindal disattesi per la Treofan: "Le nostre richieste d'incontro non hanno ricevuto ad oggi alcun riscontro"
Lun, 17/02/2020 - 12:30

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Treofan, “accordi non rispettati” | Sindacati scrivono al Mise

Gli accordi sullo stabilimento Treofan di Terni non sono stati rispettati da Jindal ed i sindacati di categoria scrivono alle istituzioni per chiedere un nuovo tavolo.

Le Segreterie regionali e provinciali dell’Umbria di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno infatti inviato una corposa lettera a Mise, Regione Umbria e Comune di Terni sollecitando il loro intervento. Di seguito il testo.

“Spett.li Istituzioni, siamo con la presente a rappresentarVi gli ultimi sviluppi in ordine cronologico verificatisi nel sito in oggetto, fonte per noi di forte preoccupazione. In premessa siamo a comunicarVi che nulla è stato rispettato rispetto le slides presentate al MISE il 18 febbraio 2019, in merito alle unità lavorative, agli investimenti, ai volumi produttivi e ai mix di prodotti.

Come da programmi annunciati dall’Azienda nel percorso di integrazione tra le due società, abbiamo assistito alla scomparsa del marchio Treofan, già annunciato nei vari incontri istituzionali dalle OO.SS. Territoriali e dalle RSU del sito, in particolare dei prodotti tecnicamente detti “laccati”. Questa condizione sta al momento causando una serie di problemi al sito di Terni in quanto gli ordini non sono più gestiti direttamente da Treofan, ma da Jindal, come avevamo più volte preannunciato, dall’avvio di tale processo stiamo assistendo al trasferimento di alcune produzioni di laccato, che solo poco tempo fa venivano lavorate in Umbria.

A questa sottrazione, che ovviamente ha causato e causa un vuoto produttivo, non si è contestualmente assistito all’arrivo di qualche altro prodotto da lavorare in compensazione di quelli usciti, come invece ci era stato garantito. A questo punto vorremmo conoscere le reali intenzioni del Gruppo in merito al sito di Terni che a differenza di tutti gli altri siti di Jindal sta pagando il prezzo più alto, viste le fermate per mancanza di ordini; avere risposte in merito ai prodotti da implementare nel sito ternano e con quali tempistiche. Altra questione da approfondire è quella che riguarda il tema della sostenibilità ambientale.

La politica aziendale nel voler recuperare gli scarti di lavorazione per reintrodurli nelle lavorazioni ci trova d’accordo. Per poter attuare appieno questa volontà anche nel sito umbro sono necessari però alcuni piccoli investimenti che potrebbero essere supportati in quanto la provincia di Terni ricade nelle misure previste dalla cosiddetta “crisi di area complessa” misure che sono tra l’altro indirizzate agli investimenti rivolti proprio alla sostenibilità ambientale. In considerazione dei punti sopra espressi e di altri per ragioni di brevità qui non menzionati, abbiamo come Organizzazioni Sindacali, congiuntamente alla RSU di fabbrica, l’assoluta esigenza di poter confrontarci con il management aziendale, viste anche le nostre richieste d’incontro inviate che non hanno ricevuto ad oggi alcun riscontro. Chiediamo pertanto a tutti i soggetti in indirizzo di impegnarsi per creare questa condizione affinché l’appuntamento possa avvenire in sede ministeriale e nel minor tempo possibile.

Nell’incontro già programmato presso il MISE per il sito di Battipaglia il prossimo 20 febbraio, potrebbe, a nostro avviso, essere già individuata una prima data utile per poter programmare l’incontro per il sito di Terni”.


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