Terremoto, ricostruzione a rilento | Priorità per ospedale di Norcia, interventi su 100 scuole

Terremoto, ricostruzione a rilento | Priorità per ospedale di Norcia, interventi su 100 scuole

Circa 10mila edifici danneggiati in Umbria, all’Usr presentate solo 900 domande | Il punto della situazione a 2 anni dalla prima grande scossa

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Oltre 92mila scosse di terremoto in 2 anni, di cui 7 di magnitudo superiore a 5. Con un danneggiamento in Umbria di circa 10mila edifici, principalmente a Norcia, Cascia, Preci e Spoleto. Ma relativamente a questi sono soltanto 900 le pratiche (per vari tipi di interventi) presentate all’Ufficio speciale per la ricostruzione per l’apposito contributo. Non sono state presentate, insomma, nemmeno il 10% delle pratiche;  anzi, considerando soltanto le strutture abitative, di domande per la ricostruzione vera e propria (danni lievi e pesanti) ne sono state avanzate soltanto 760.

A fare il punto della situazione in Umbria, a due anni dal terremoto del Centro Italia del 24 agosto 2016 (o meglio dall’inizio della crisi sismica) è stata la Regione Umbria. Un’intera giornata attraversando la parte della Valnerina più colpita dal sisma (Norcia, Cascia e Preci) con la presentazione poi di un report di 60 dense pagine in cui si ripercorre “la ricostruzione in Umbria: il lavoro fatto insieme”.

Il ricordo di Barbara e Matteo e la visita in Valnerina

Ad aprire la mattinata è stato un incontro al centro regionale di protezione civile di Foligno, che è anche sede principale dell’Ufficio speciale per la ricostruzione (USR) dell’Umbria, con la consulta delle associazioni di volontariato e con il personale che ha operato in questi due anni sul territorio. Un incontro che è stato anche l’occasione per ricordare, da parte della presidente della Regione e vicecommissario alla ricostruzione Catiuscia Marini, i morti di quella notte ed in particolare i due giovani orvietani Barbara e Matteo morti ad Amatrice. Ad accompagnare la presidente Marini per buona parte della giornata è stato l’assessore Antonio Bartolini. Presente ad alcuni degli appuntamenti di venerdì anche il prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia. Quest’ultimo ha voluto ringraziare tutti per il lavoro svolto: “Ho trovato un territorio e una struttura di eccellenza – ha detto il prefetto – in cui la ricostruzione sta partendo grazie all’impegno e alla passione che mettete. C’è un lavoro per la prevenzione che ha dato i suoi frutti. Fondamentale è anche l’attenzione dedicata ai controlli e alla vigilanza dell’attività di ricostruzione, a garanzia della qualità e della legalità”.

Il “tour” post terremoto ha quindi toccato durante la giornata San Pellegrino di Norcia, Cascia e Preci, con un pranzo ad Ancarano di Norcia (a cui erano presenti, tra gli altri, il deputato della Lega Virginio Caparvi, l’assessore comunale all’urbanistica di Spoleto Francesco Flavoni ed il presidente del consiglio comunale spoletino Sandro Cretoni, oltre alla Giunta nursina ed i consiglieri comunali di opposizione Gianpaolo Stefanelli, Lavinia D’Ottavio e Francesco Filippi) seguito appunto dalla conferenza stampa per fare il punto su quanto fatto in due anni. Al termine alcuni bambini del piccolo centro hanno lanciato un appello alla Regione affinché nell’area Sae venga realizzato un parco giochi, con tanto di disegni delle attrattive che vorrebbero.

Danni a quasi 10mila edifici | Norcia, Cascia, Preci, Monteleone e Spoleto i 5 Comuni più colpiti

“Di fronte alle devastazioni causate dal terremoto – ha evidenziato la presidente Marini – sono state fatte scelte precise per evitare lo spopolamento del territorio montano e si è intervenuti fin da subito per far ripartire le imprese danneggiate e le attività legate all’agricoltura e alla zootecnia con azioni di sostegno e di rilancio delle attività produttive, turistiche, commerciali, artigianali e agricole. Azioni che hanno pagato: la popolazione residente ad oggi è più o meno la stessa”.

Quanto ai dati, dall’inizio dell’emergenza sono stati fatti 45.825 sopralluoghi, tra verifiche FAST, AeDES e GL-AeDES in 78 Comuni, di cui 15 appartengono alla “Area 1”, l’area del “cratere”, e presentano la più elevata percentuale di inagibilità in quanto ricadenti nelle zone più vicine all’area epicentrale. Le verifiche sono state eseguite impiegando oltre 1.900 squadre abilitate. Risultano complessivamente danneggiati quasi 10.000 edifici dei quali, da una proiezione statistica, il 45% presenta danni lievi e il 55% danni gravi. Le percentuali di inagibilità diretta nei cinque comuni più colpiti dal sisma a seguito dei sopralluoghi AeDES effettuati sono l’80% a Norcia, il 65% a Preci, il 67% a Cascia, il 48% a Monteleone di Spoleto, il 58% a Spoleto. A Norcia, già il 22 dicembre 2016, a seguito di numerosi interventi urgenti di messa in sicurezza, è stato parzialmente riaperto il centro storico. Nel mese di agosto 2018, il centro storico di Norcia è tornato fruibile alla viabilità e circolazione pedonale al 95%.

Oltre 7mila persone assistite tra Sae, Mapre, casette del ’97 e Cas

Sono 7412 ad oggi le persone assistite (3122 nuclei familiari), di cui 5206 (2231 nuclei familiari) in autonoma sistemazione. In 1762 persone (735 nuclei) sono alloggiati nelle Sae, le soluzioni abitative d’emergenza, e in 174 (58 nuclei) nei Mapre, i moduli abitativi provvisori rurali d’emergenza. Altre 134 persone (47 nuclei) sono alloggiate nelle “casette” di legno ante sisma 2016, 47 (17 nuclei) in alloggi Ater, 85 (33 nuclei) in container, 4 (un nucleo familiare) in strutture ricettive. Per quanto riguarda le Sae, ne sono state ad oggi consegnate 582 a Norcia, 133 a Cascia e 37 a Preci. Sono in fase di progettazione avanzata 8 Sae a Castelluccio di Norcia. In fase di progettazione altre 20 Sae richieste per Norcia capoluogo (con queste ultime realizzazioni è pari a 610 il numero delle Sae a Norcia e frazioni).

Per venire incontro ai bisogni della popolazione colpita dal sisma sono state progettate tre tipologie di Sae accessibili da persone con disabilità. Su 192 richieste di Sae da parte di persone con disabilità sono state assegnate 102 Sae personalizzate (pari al 13% del totale) a Norcia, Cascia e Preci.

Delocalizzazioni temporanee

Sono pervenute agli uffici regionali 393 domande di delocalizzazione di cui 352 nei soli comuni di Cascia, Norcia e Preci. La Regione Umbria ha stabilito che le delocalizzazioni eseguite direttamente dagli uffici regionali fossero limitate ai questi tre soli comuni, maggiormente colpiti dagli eventi sismici. A fronte delle domande pervenute, sono state individuate 113 attività economiche (produttive, commerciali, di servizio) per le quali si è reso necessario procedere alla delocalizzazione di concerto con i Comuni, le associazioni di categoria ma anche con i singoli operatori.

Per quanto riguarda i ristoranti, a Norcia sono state individuate quattro aree; le attività già delocalizzate sono 8, con una superficie utile di circa 1370 metri quadri.  Sono state ultimate e consegnate agli imprenditori commerciali le strutture temporanee per delocalizzare 33 negozi turistici nelle due aree allestite a Norcia e Cascia. Tutte ultimati e consegnati gli uffici in una struttura unitaria per 25 attività professionali. Sono in fase di ultimazione i lavori della galleria commerciale a Norcia, dove saranno delocalizzate 23 attività produttive artigianali e commerciali. A Preci è stato concluso e consegnato l’intervento di delocalizzazione di un ristorante e uno studio medico. È in corso di realizzazione una struttura di circa 170 metri quadrati per ospitare un’attività artigianale e di 200 metri quadri per l’archivio comunale. A Cascia è in corso di realizzazione una struttura per la delocalizzazione di un’attività artigianale.

Le foto della giornata

Castelluccio, il Deltaplano aprirà parzialmente a settembre

A Castelluccio di Norcia è in corso di ultimazione il centro commerciale Deltaplano, di circa 3mila metri quadri, finanziato dalla Regione Umbria con partecipazione economica della Nestlè – Perugina che ha raccolto fondi destinati alla rinascita di Castelluccio, dove saranno delocalizzati otto ristoranti, il bar e una struttura di servizio attivi al momento del sisma. “A settembre saranno aperti due corpi su tre del ‘Deltaplano’” ha annunciato la governatrice Marini, con l’auspicio che per fine ottobre sia completata anche la restante parte.

Nella piazza principale del paese è stata realizzata una struttura per ospitare 5 attività (bar, souvenir, vendita e distribuzione di prodotti tipici). I caseifici delocalizzati sono 3 e sono completamente funzionati dal luglio 2018. Di prossima realizzazione due laboratori per il confezionamento dei legumi, la sede della Pro Loco e per due attività agricole.

Demolizioni e macerie

 Il Piano di gestione per la rimozione delle macerie ipotizza in circa 100mila tonnellate la quantità di macerie, terre e rocce da rimuovere. Nel deposito temporaneo di Misciano di Norcia, alla data del 31 luglio 2018, sono state conferite circa 72mila tonnellate di macerie e quasi 132mila tonnellate di materiali da scavo. La società Valle Umbra Servizi, individuata come gestore del Piano, ha sottoposto a cernita/recupero oltre 45.200 tonnellate di macerie (63% di quelle ritirate) ottenendo circa 44.400 tonnellate di materiali riciclati da destinare a riutilizzo, di cui circa 13.450 tonnellate (31% di quelle recuperate) sono state già reimpiegate. Nel 2018 continua l’opera di messa in sicurezza e demolizione degli edifici e dei beni culturali maggiormente danneggiati, operazioni propedeutiche alla ricostruzione vera e propria.

Ricostruzione privata

Per quanto riguarda i danni lievi, all’Ufficio speciale per la ricostruzione sono pervenute (alla data del 16 agosto scorso) 703 domande (fra cui 270, il numero più alto, da Norcia; 137 da Cascia, 61 da Spoleto) per l’accesso ai contributi per la ricostruzione di edifici abitativi o produttivi con danni lievi e dichiarati inagibili a seguito del terremoto. Di queste, il 34% è stato autorizzato, il 41% in istruttoria, il 22% in attesa di integrazioni o sono state sospese dai Comuni, il 3% annullate.

Per i danni pesanti, invece, sono state presentate (alla data del 16 agosto scorso) all’Usr 57 domande per il ripristino con miglioramento sismico o ricostruzione degli edifici ad uso prevalentemente abitativo gravemente danneggiati o distrutti dagli eventi sismici, circa un terzo delle quali (21) di Norcia. Il 3% è stato autorizzato, il 42% è in istruttoria, il 51% in attesa di integrazioni o sospese. Altre 24 domande invece riguardano i danni pesanti alle attività produttive; di queste 3 sono state autorizzate.

Al 16 agosto sono state presentate all’USR Umbria 172 richieste di autorizzazione di interventi per il miglioramento sismico,   il 32% delle quali già autorizzato. Infine altre 261 pratiche riguardano la definizione dei livelli operativi, la richiesta di valutazione preventiva del contributo per definire il livello operativo ottenuto sulla base della combinazione degli ‘stati di danno’ e dei ‘gradi di vulnerabilità’.

Le chiese e la basilica di San Benedetto

Con il primo programma sono stati finanziati 20 interventi immediati per altrettante chiese in vari centri dell’Umbria per un importo di oltre 4 milioni di euro. Il secondo programma per la riapertura al culto delle chiese riguarda 18 interventi, per un totale complessivo di circa 5 milioni di euro. “La priorità degli interventi – ha specificato la vice commissario alla ricostruzione – è stata decisa dalla Conferenza episcopale italiana e dalla Conferenza episcopale umbra”.

Capitolo a parte merita la basilica di San Benedetto: per la sua ricostruzione si prevede un progetto dal respiro internazionale data la valenza spirituale, storica, artistica e culturale. Il 13 febbraio 2018 è stato firmato a Roma dal Commissario per la Ricostruzione, dal Segretario generale del MiBACT, dalla Regione Umbria, dall’Arcivescovo di Spoleto-Norcia e dal Sindaco di Norcia, l’accordo per avviare l’intervento di recupero, restauro e ripristino. È stata istituita una commissione presieduta dal professore Antonio Paolucci, personalità di altissimo profilo scientifico e culturale, proprio a tutela dell’eccezionalità del bene oggetto di recupero.

Interventi su 100 scuole in Umbria, a Norcia polo scolastico da 13 milioni di euro

Sono stati verificati 369 edifici scolastici, di cui 277 (il 62%) agibili; 101 (27%) sono risultati temporaneamente inagibili e per 62 di questi sono stati autorizzati dalla Regione interventi urgenti (per 1,5 milioni di euro) per la riapertura immediata degli edifici lievemente danneggiati; sono 23 (6%) gli edifici parzialmente inagibili e 18 (5%) quelli totalmente inagibili. Particolare attenzione è dedicata alla sicurezza e alla qualità degli edifici scolastici che verranno ricostruiti o costruiti ex novo secondo il principio dell’adeguamento sismico. In tutto, ha spiegato Catiuscia Marini, in Umbria sono interessate 100 scuole.

Su Norcia è stata fatta una scelta strategica, quella di realizzare un nuovo polo scolastico, un’unica area per tutte le scuole di ogni ordine e grado, che vedrà i criteri più moderni anche dal punto di vista didattico.

Il futuro dell’ospedale di Norcia

Tra i temi al centro della conferenza stampa anche l’ospedale di Norcia, davanti al quale venerdì mattina si è tenuto un sit in di protesta promosso dalla Cgil. Una manifestazione a cui hanno preso parte 200 persone volta a sollecitare l’avvio della ricostruzione del nosocomio, che “deve essere concretizzato e calendarizzato in tempi brevi e non storici”, ma anche il ritorno immediato della casa di riposo “Lombrici – Renzi” a Norcia.

Gli interventi sugli ospedali – ha replicato Marini – sono finanziati e prioritari, su quello di Norcia abbiamo ritardato perché era prevista una donazione, ma nel frattempo lo abbiamo inserito nel piano delle opere pubbliche per 4,5 milioni. L’Asl è stata già incaricata di fare tutte le progettazioni; abbiamo interesse a ripristinare il prima possibile la funzionalità dell’ospedale”. E sulla donazione economica (che dovrebbe arrivare dal Kuwait) ha rassicurato tutti il primo cittadino nursino.

Opere pubbliche, case popolari e dissesti

Per le opere pubbliche sono previsti 105 interventi per un importo complessivo di oltre 122 milioni di euro che riguardano municipi, strutture sociosanitarie, caserme, cimiteri, strutture pubbliche a destinazione produttiva, viabilità, beni culturali, dissesti idrogeologici. Il programma per quanto concerne il patrimonio edilizio residenziale pubblico prevede la ristrutturazione di complessivi 152 alloggi per il fabbisogno abitativo. Adottato un primo stralcio che prevede la ristrutturazione di 56 alloggi per un costo di circa 8,6 milioni di euro.

Completato il piano dei dissesti. Il censimento di tutti i dissesti sismo-indotti è concluso: gli interventi complessivi sono 146, per un importo complessivo di circa 92 milioni di euro.

Gli sms solidali per realizzare i centri di comunità

All’Umbria sono stati attribuiti circa 4.825.000 euro delle donazioni pervenute tramite il numero solidale 45500 attivato dopo il sisma del 24 agosto 2016. Sono destinati per circa 559mila euro a dotare i territori della Valnerina di una rete informatica di scuole primarie, con aule interamente digitali e cablate. Circa 4 milioni sono destinati a una rete di Centri di Comunità con vere e proprie finalità di protezione civile, da realizzarsi nei comuni di Norcia, Vallo di Nera, Cascia, Preci, Monteleone di Spoleto. I restanti 200mila euro verranno utilizzati per il restauro dei beni culturali mobili al fine di restituirli ai rispettivi siti originari.

Ed a proposito delle strutture socio-aggregative sul territorio, dalla presidente della Regione e dal sindaco di Norcia Alemanno è stato fatto un accenno alle vicende di Casa Ancarano e del centro Boeri, sequestrate dalla magistratura nei mesi scorsi

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