Terni, Sappe "In carcere detta legge un detenuto a rischio radicalizzazione islamica" - Tuttoggi

Terni, Sappe “In carcere detta legge un detenuto a rischio radicalizzazione islamica”

Redazione

Terni, Sappe “In carcere detta legge un detenuto a rischio radicalizzazione islamica”

Ancora alta tensione nel carcere di Vocabolo Sabbione
Mer, 06/11/2019 - 17:50

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Terni, Sappe “In carcere detta legge un detenuto a rischio radicalizzazione islamica”

Rimane altissima la tensione nella Casa Circondariale di Terni; secondo quanto riferisce il Sappe, nella giornata di ieri, si sarebbero verificati altri episodi di violenza, mentre le delegazioni sindacali erano da l Prefetto per cercare una soluzione alla questione sicurezza legata al sovraffollamento del carcere di Vocabolo Sabbione. “Ancora una volta il Personale di Polizia Penitenziaria è stato trattenuto in servizio continuativo per l’intera giornatascrive il SappeQuesta volta si tratta di tre detenuti nordafricani che si sono resi protagonisti, sempre per futili motivi, di episodi di autolesionismo. Due di loro, mentre venivano accompagnati presso la locale infermeria, per le cure mediche, hanno dapprima posto resistenza passiva poi hanno tentato di aggredire il personale in servizio.
Uno dei due ha simulato il suicidio e successivamente visitato dal Medico di guardia veniva assegnato dallo stesso medico in una stanza priva di suppellettili, per evitare che si facesse di nuovo del male.
Ma proprio mentre veniva liberata la stanza detentiva da oggetti che poteva usare per autolesionismo, il detenuto dava di nuovo in escandescenza, minacciando pesantemente i colleghi.
Ristabilita la calma in quel luogo, il personale veniva dirottato verso le due sezioni detentive più “calde” per l’immissione alla socialità dei detenuti, quando uno di loro – a rischio radicalizzazione islamica – armato di lametta, minacciava il personale presente; sono giorni e giorni che questo detenuto impunemente detta le condizioni di vivibilità all’interno della sezione detentiva.
Riportata la sezione in sicurezza, dopo circa dodici ore di servizio il Personale poteva finalmente tornare dalle proprie famiglie”.

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