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Terni, omicidio Bellini | Il killer ha ucciso con 9 colpi alla testa, nuove aggravanti per presunto assassino

Luca Biribanti

Terni, omicidio Bellini | Il killer ha ucciso con 9 colpi alla testa, nuove aggravanti per presunto assassino

Conferiti incarichi per nuovi esami su Dna della vittima e cellulare dell'imputato | Si torna in aula a gennaio 2017
Mar, 25/10/2016 - 09:27

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Terni, omicidio Bellini | Il killer ha ucciso con 9 colpi alla testa, nuove aggravanti per presunto assassino

Si aggiungono nuove aggravanti nei confronti di Andriy Halan, il cittadino ucraino di 44 anni, ritenuto come presunto responsabile dell’omicidio di Sandro Bellini, operaio ternano brutalmente ucciso nei boschi di Marmore lo scorso maggio.

Nella mattinata di ieri, infatti, nel corso dell’udienza del procedimento con rito abbreviato, la Procura ha aggiunto le aggravanti di premeditazione, crudeltà e futili motivi ai capi d’accusa di omicidio, incendio e occultamento, già contestati dal pm Tullio Cicoria.

Nel corso del dibattimento è stata ascoltata anche la dottoressa Sara Gioia incaricata dell’esame autoptico sul corpo della vittima, riaffiorato lo scorso 29 maggio dalle acque del Velino. La Gioia ha ribadito quanto già scritto nella sua relazione, con la conferma che ad uccidere Bellini sono stati 9 colpi inferti con un’arma tagliente alla testa.

Al termine dell’udienza il giudice Massimo Zanetti ha proceduto al conferimento dell’incarico ai Ris di Roma e alla dottoressa Carla Vecchiotti dell’università di Roma di nuovi esami sul dna trovato sul cadavere di Bellini e sui dati dello smartphone del presunto killer.

Proprio il cellulare di Halan è un elemento chiave per la difesa dell’imputato, rappresentata dagli avvocati Francesco Mattiangeli e Bruno Capaldini, secondo i quali Halan sarebbe stato soltanto il mandante di quello che doveva essere ‘un avviso’ a Bellini e non l’esecutore materiale dell’omicidio, tutte informazioni che, secondo i legali dell’imputato, sarebbero testimoniate da alcuni dati presenti nel cellulare del cittadino ucraino.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, infatti, ci sarebbe uno sfondo passionale dietro al movente che ha armato la mano dell’assassino; una donna contesa tra Andriy Halan e la vittima. Nell’ambito delle indagini condotte dai Carabinieri di Terni è emerso che Halan e la compagna vivessero sotto lo stesso tetto in una casa di via Castello, ma in una situazione di “separazione in casa” e che Bellini si sarebbe inserito nella crisi sentimentale dei due. A quel punto sarebbe scattata la scintilla della gelosia e Halan avrebbe messo a punto così il suo piano di vendetta nei confronti del ‘rivale’.

Il 23 gennaio 2017 si tornerà di nuovo in aula dove verranno prodotti i risultati delle perizie scientifiche su sulle tracce di dna trovato sul corpo di Bellini e sui file contenuti nello smartphone di Halan.

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