Terni, droga e delinquenza gestita da stranieri| Tre arresti - Tuttoggi

Terni, droga e delinquenza gestita da stranieri| Tre arresti

Mirco Diarena

Terni, droga e delinquenza gestita da stranieri| Tre arresti

Bloccati un egiziano, un ternano e un albanese | Intanto la famiglia Raggi chiede 2 milioni di euro di risarcimento
Gio, 04/02/2016 - 13:41

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Terni, droga e delinquenza gestita da stranieri| Tre arresti

Tre arresti e una denuncia. È il bilancio dei controlli incrociati tra la Squadra Volante e la Mobile volti alla prevenzione dei reati contro il patrimonio e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti a ridosso delle festività di San Valentino. La Polizia ha avviato una serie di servizi specifici in quattro posti di controllo, dislocati sia in città che nella prima periferia. In tutto sono state fermate 63 auto ed identificate 128 persone. Oggetto dei controlli, sono stati sia i luoghi frequentati abitualmente dai tossicodipendenti, che le zone segnalate dai cittadini come possibili obiettivi di furti in appartamento per la presenza di individui sospetti. Particolare attenzione è stata data alla stazione ferroviaria, durante l’arrivo dei treni da Roma e da Perugia.

Il primo arresto è stato effettuato in Piazza dei Bambini e delle Bambine. Un ragazzo, che alla vista della Polizia ha tentato di fuggire, aveva con sé 14 dosi di hashish. La droga gli è stata sequestrata assieme ai due telefonini di ultima generazione con il quale presumibilmente il ragazzo gestiva i suoi traffici. I due smartphone hanno infatti continuato a squillare per tutto il tempo della procedura di identificazione permettendo alle forze dell’ordine di ottenere indicazioni sulla clientela abituale dello spacciatore.

Lo spacciatore è un egiziano appena diciottenne, in Italia come richiedente asilo ed ospite di un’associazione umanitaria situata alla prima periferia della città. Il giovane è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio. Agli agenti sembra aver riferito che i proventi dello spaccio venivano rispediti alla propria famiglia per ripagare i 10 mila euro del viaggio con il quale era venuto in Italia. 

Sempre nel pomeriggio di ieri la Squadra Mobile, seguendo un ternano noto come tossicodipendente, ha effettuato gli altri due arresti.

Gli agenti dell’Antidroga, insieme a Cora e a Birba, due splendidi esemplari di pastore tedesco dell’Unità Cinofile della Polizia di Stato provenienti da Roma, hanno notato il 29enne ternano, incensurato, mentre si allontanava dalla città ed hanno deciso di seguirlo. Gli agenti lo hanno pedinato fino a un casolare isolato a Cesi, riconosciuto dagli agenti come il probabile rifugio di un pluripregiudicato albanese e della sua compagna naturalizzata italiana. A quel punto gli uomini della Mobile hanno deciso di intervenire e fare irruzione. Come previsto gli agenti hanno trovato i tre individui seduti intorno a un tavolo dove c’era un involucro di marijuana, della sostanza da taglio e del materiale per il confezionamento delle dosi.

Durante la perquisizione, sono stati trovati 1.300 euro e, con l’aiuto dei cani, fuori la finestra della cucina, una pressa (per confezionare i cilindri di sostanza stupefacente opportunamente tagliata), contenente 50 grammi di cocaina. Perquisita anche la casa del ternano nel centro cittadino, dove sono state trovate altre dosi confezionate di cocaina, sostanza da taglio, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. I due uomini sono stati arrestati e la donna denunciata per detenzione ai fini di spaccio.

L’albanese arrestato, è un individuo ben noto, non solo alla polizia, ma anche alle cronache cittadine. Trentatreenne, disoccupato, insieme alla compagna, era stato arrestato, il 30 agosto 2013, per il tentato omicidio di un cittadino sudamericano, un gesto che aveva scosso la cittadinanza per l’efferatezza del gesto, consumato in pieno centro cittadino, nel luoghi deputati della movida. A seguito della condanna era stato espulso, ma era stato rintracciato nuovamente dalla Polizia di Stato e di nuovo arrestato. Ne era seguita una nuova espulsione, ma proprio alcuni giorni fa, nel blitz della Squadra Mobile in un circolo cittadino, era stato di nuovo trovato, e nuovamente arrestato, non solo perché in possesso di alcuni grammi di droga, ma anche di documenti falsi con i quali era rientrato illegalmente in Italia.

Dopo la scarcerazione, gli agenti avevano continuato a tenerlo d’occhio, sia lui che la sua giovane compagna, fino ad individuare il casolare vicino Cesi, dove ieri li ha condotti il tossicodipendente ternano. La ragazza, molto disinvoltamente, ha detto agli agenti che l’hanno denunciata:”Meno male che mi sono appena fatta i capelli, così se mi dovete fare le foto, vengo bene!”.

Tutta l’attività di ieri è stata coordinata dal Pubblico Ministereo di turno, il Sostituto Procuratore della Repubblica Marco Stramaglia, che ha disposto la reclusione dei tre arrestati nelle celle di sicurezza della questura in attesa della direttissima di questa mattina.

Le operazioni della Polizia evidenziano ancora una volta un problema sociale tutto italiano. Negli ultimi 9 mesi solo a Terni si sono registrati almeno 20 casi di cittadini richiedenti asilo coinvolti in attività criminali (4 casi solo negli ultimi 4 giorni). A questi vanno aggiunti gli ingenti numeri che caratterizzano i reati commessi da cittadini stranieri con diverse notifiche di espulsioni alle spalle.

Proprio ieri sera i familiari di Davide Raggi dalle telecamere de “La Gabbia”, trasmissione di  La7, hanno chiesto allo Stato italiano un risarcimento di 2 milioni di euro per la morte del giovane informatore farmaceutico, sgozzato in piazza dell’Olmo da Amine Aassoul Aziz, un marocchino di 29 anni con numerosi precedenti alle spalle. Il fratello dell’assassinato ha detto ai microfoni di  La7 che ovviamente la morte di Davide non può avere un prezzo e che il denaro sarà dato quasi interamente in beneficenza.

Mentre le forze dell’ordine si prodigano per cercare di tutelare i cittadini, la legge, o meglio le falle nel sistema normativo, consentono a chi delinque di continuare indisturbato a portare avanti le proprie attività illecite.

La richiesta di risarcimento della famiglia Raggi potrebbe rappresentare, pur nella sua drammaticità, un passo avanti per intraprendere una strada che garantisca ai cittadini una maggiore sicurezza e a chi delinque la certezza della pena.

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