Terni, 14enne picchiato dal branco finisce in ospedale - Tuttoggi

Terni, 14enne picchiato dal branco finisce in ospedale

Luca Biribanti

Terni, 14enne picchiato dal branco finisce in ospedale

I Carabinieri di Terni stanno ora indagando per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti
Ven, 24/01/2020 - 17:47

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Terni, 14enne picchiato dal branco finisce in ospedale

Un ragazzino di 14 anni che frequenta il primo anno dell’istituto tecnico Pertini di Terni sarebbe stato aggredito e picchiato da un gruppo di coetanei. Questa è la denuncia formalizzata al comando generale dell’Arma dei Carabinieri di via Radice dai genitori della vittima. Secondo quanto è stato possibile apprendere sembra che lo screzio tra i due alunni protagonisti della vicenda sia iniziato a scuola, durante l’ora di educazione fisica. Il ragazzino vittima dell’aggressione sarebbe stato bullizzato per via del suo aspetto fisico e avrebbe reagito con uno schiaffo. Il pronto intervento dell’insegnante ha evitato che i giovani venissero alle mani, ma non ha impedito le minacce di una ‘vendetta’.

Finita la scuola, sempre secondo quano denunciato, il ‘bullo’ avrebbe atteso la vittima al terminal dei bus con un gruppo di amici per insultare e aggredire di nuovo la vittima. Nell’ambito dell’aggressione il 14enne è rimasto ferito al volto ed è stato trasferito al Pronto Soccorso dove gli è stata prescritta una prognosi di 15 giorni.

I Carabinieri di Terni stanno ora indagando per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e per capire se l’episodio sia un evento isolato o il frutto di un comportamento reiterato nel tempo.

Sulla vicenda è intervenuta Valeria Alesandrini, ex assessore alla Scuola e referente del progetto ‘scuole sicure I4Schhol’: “Occorre valutare bene l’accaduto e cosa sia davvero successo. Fenomeni come il bullismo, qualora di questo si trattasse, non vanno sottovalutati. Se un ragazzo torna a casa sanguinante a casa per un episodio che comunque si è svolto fuori dalla scuola e deve essere portato in ospedale, è evidente che un poblema esiste. Dobbiamo valutarne attentamente le cause, cercare il confronto con le famiglie, con i ragazzi e l’istituto, poi agire di conseguenza. Chi ha sbagliato dovrà essere punito – conclude l’Alessandrini – ma senza dimenticare aspetti come sensibilizzazione e dialogo che servono a formare giovani consapevoli e rispettosi di se stessi e degli altri”.

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