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Tari verso l’aumento nel Perugino | Associazioni contestano scelta Auri

Redazione

Tari verso l’aumento nel Perugino | Associazioni contestano scelta Auri

Adic, Cittadinanzattiva e Legambiente contro la decisione di Auri dell'aumento delle bollette "Pronti anche ad azioni legali"
Gio, 23/11/2017 - 11:11

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Gli abitanti dell’ex Ati 2 rischiano di pagare nelle bollette della Tari i cosiddetti extracosti, vale a dire le maggiori spese sostenute dai gestori per lo smaltimento dei rifiuti fuori regione. A paventarlo è, come anticipato in questi giorni dal Corriere dell’Umbria, la delibera 34 del 15 novembre dell’Auri (l’autorità regionale che ha sostituito gli ambiti territoriali in materia di rifiuti e servizio idrico). I cittadini di una vasta area – che va dal Tuderte al lago Trasimeno, comprendendo ovviamente Perugia ma anche la zona di Assisi e sconfinando pure in provincia di Terni per quanto riguarda San Venanzo – si potrebbero quindi a breve trovare a pagare una tassa sui rifiuti più salate per colpe non loro.


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A contestare duramente le scelte dell’Auri sono alcune associazioni umbre: Adic, Cittadinanzattiva e Legambiente. “Oltre al danno la beffa” è il commento di Cittadinanzattiva, ADIC e Legambiente alla notizia della delibera approvata qualche giorno fa dalla neonata AURI, Autorità Umbra Rifiuti ed Idrico, con la quale viene recepita la richiesta pervenuta dalla Gest di adeguamento delle tariffe del servizio rifiuti a seguito degli extra costi dovuti al trasferimento in Romagna dei rifiuti indifferenziati raccolti nel territorio di Perugia e dell’ex ATI 2.

“Non solo i cittadini hanno subito un ingente danno a causa di una gestione impropria di depuratori, impianti di selezione e discariche, come chiaramente emerso dall’inchiesta denominata ‘Spazzatura Connection’ – continuano le Associazioni regionali Cittadinanzattiva, ADiC e Legambiente, che hanno recentemente costituito l’Osservatorio sulla qualità del servizio rifiuti (OSIAMO) – ora si scarica anche sui cittadini l’incapacità gestionale di Gest”.

Non possiamo che esprimere un forte dissenso per questa decisione – ribadiscono le associazioni – l’Auri invece di assecondare le pretese irragionevoli del gestore, farebbe bene a rimboccarsi le maniche per arrivare in tempi brevi all’approvazione del Piano d’Ambito così da superare le storture e ridefinire un sistema di gestione dei rifiuti basato sul riconoscimento che la direzione giusta è quella di ridurre i rifiuti indifferenziati, attraverso la raccolta differenziata spinta e l’aumento dei materiali da inviare al riciclo ed al riutilizzo, creando economia, virtuosa, legale e che riporti al centro l’interesse prioritario dei cittadini e dell’ambiente.

Sono passati quasi due anni da quando la Regione ha pubblicato la delibera 34  che imponeva ai Comuni il passaggio al porta a porta integrale per tutte le frazioni al fine di diminuire i rifiuti da conferire in discarica e traghettare il servizio verso la tariffa puntuale. Ma a quanto sappiamo in provincia di Perugia,  non è stato fatto ancora nulla e siamo ben lontani dagli obiettivi indicati.  Il compito di AURI dovrebbe essere esclusivamente questo: migliorare la qualità della raccolta differenziata e in prospettiva di ridurre quanto pagano i cittadini per il servizio rifiuti attraverso l’applicazione della tariffa puntuale come  indicato dalla stessa Giunta Regionale nella delibera già citata. Da parte nostra intraprenderemo ogni iniziativa utile ad impedire questo iniquo e ingiustificato aumento delle tariffe, dalla mobilitazione dei cittadini utenti alla possibile azione in sede legale”.

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