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Sub morti a Grosseto, Perugia sotto choc / Dolore per Cioli, Giaimo e Trevani

Redazione

Sub morti a Grosseto, Perugia sotto choc / Dolore per Cioli, Giaimo e Trevani

Dinamica della tragedia ancora da chiarire / Sequestrata l'attrezzatura / Il cordoglio della presidente Marini
Dom, 10/08/2014 - 22:46

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Sub morti a Grosseto, Perugia sotto choc / Dolore per Cioli, Giaimo e Trevani

Sara Minciaroni e Alessia Chiriatti

Una tragedia le cui cause sono ancora tutte da chiarire. Fabio Giaimo (57 anni), Enrico Cioli di (36 anni) e Gianluca Trevani (37 anni) hanno perso la vita insieme, mentre nei fondali marini del grossetano inseguivano una loro grande passione, quella per il mare e le immersioni.

La tragedia è avvenuta intorno a mezzogiorno, al largo delle Isole Formiche. I sommozzatori erano partiti con un diving da Talamone, frazione di Porto Santo Stefano, in provincia di Grosseto. Erano in un gruppo di 11 persone, con istruttori e guide subacquee: alcuni di loro, infatti, dovevano sostenere gli esami per il brevetto. Il punto di immersione, compreso tra tre isolotti dell’arcipelago toscano, non è annoverato tra quelli più difficili per i sommozzatori: di solito vi è una buona visibilità, mentre ciò che preoccupa di più i sub che si immergono in quella zona sono le correnti. I quattro, già in possesso di un brevetto avanzato che gli consentiva di scendere anche a profondità maggiori (fino a 40 e 60 mt), a quel punto avrebbero proseguito autonomamente nell’immersione.

L’allarme è stato lanciato alla Guardia Costiera da alcune imbarcazioni che hanno visto risalire i sub improvvisamente. Sul posto si sono portate immediatamente due motovedette e una classe 700 da Castiglione della Pescaia, oltre a un gommone GC A01, mentre da Sarzana è decollato un elicottero AB412 della Guardia Costiera per eventuali ricerche in mare.

Al vaglio degli inquirenti tutte le ipotesi: sembra che al momento della tragedia i sub si trovassero intorno ai 36 metri, profondità importante, quando uno dei tre, forse Fabio Giaimo, avrebbe accusato un malore, cominciando a battersi i pugni sul petto. In coppia con lui vi era l’istruttore del Thalassa di Olmo, M. B., l’unico sopravvissuto, che avrebbe accompagnato il medico in superficie. La dinamica è però ancora poco chiara: il dubbio rimane su quanto sia accaduto agli altri due sub. Forse, anche in questo caso, una risalita troppo veloce, definita in gergo “pallonata”, senza il rispetto delle dovute soste di sicurezza. Una delle trappole peggiori per i sommozzatori: l’aria contenuta nelle bombole e respirata dai sub diviene così “tossica” per le bolle che si creano nel sangue e che non riescono ad essere smaltite, causando una MDD (malattia da decompressione). E’ vero anche che molto dipende dalle condizioni fisiche del subacqueo. O ancora, si potrebbe trattare di un problema alle bombole, magari caricate in maniera non idonea, o miscelate con percentuali di ossigeno e di azoto diverse. Infine un ruolo potrebbe averlo avuto il panico, che potrebbe aver spinto i sub ad aiutarsi l’un l’altro, non rispettando le dovute precauzioni. Ora le indagini sono affidate alla Procura di Grosseto, che ha provveduto a sequestrare le attrezzature dei tre sfortunati sub. L’unico sopravvissuto è già stato sentito dagli inquirenti.

Attrezzatura sequestrata. E’ stata intanto sequestrata dalla Guardia Costiera l’attrezzatura indossata durante l’immersione dai quattro sub, oggi alle isole Formiche di Grosseto. Il sequestro è stato effettuato su disposizione della procura di Grosseto che ha aperto il fascicolo sulla tragedia e disposto l’autopsia sui corpi delle tre vittime. Tra le ipotesi anche quella del malfunzionamento delle bombole, che aprirebbe scenari molto diversi dall’errore dei tre subacquei.

Le vittime. Fabio Giaimo era un medico molto conosciuto nell’ambiente sanitario perugino. La sorella è una dirigente della Regione Umbria mentre la moglie, anche lei medico, lavora nel reparto di rianimazione del Santa Maria della Misericordia di Perugia. Giaimo prestava invece servizio all’ospedale di Castiglione del Lago dove era responsabile del servizio di anestesiologia e rianimazione. Ieri nel primo pomeriggio gli amici e colleghi del Santa Maria della Misericordia di Perugia sono stati i primi ad apprendere del dramma che si era consumato a Grosseto. Nell’ospedale perugino le notizie che arrivavano dalla capitaneria di porto e dall’elisoccorso hanno raggiunto la postazione del 118 dell’ospedale. Anche nel nosocomio del Trasimeno la notizia è arrivata facendo piombare tutti i colleghi nello sconforto. Giaimo era conosciutissimo e stimato per le sue qualità professionali ed umane. Oltre a svolgere l’attività di medico era impegnato nel campo delle attività umanitarie ed era membro dell’associazione “Amici del Malawi”. Giaimo era giunto in moto a Talamone da dove è poi partita l’escursione, uno dei suoi amici lo ricorda come “il doc”. Sub esperto con un centinaio di immersioni alle spalle aveva appena conseguito il brevetto da istruttore ed era collaboratore del club subacqueo Thalassa di Perugia. Chi lo conosceva ne parla come di una persona attenta, che si muoveva sempre “in sicurezza”. Subito dopo l’immersione, Giaimo sarebbe dovuto rientrare a casa a Perugia. L’attendeva infatti il turno di notte all’ospedale di Castiglione del Lago. Lavorava con il padre tappezziere a Bastia Umbra invece Enrico Cioli. Anche lui ritratto sul suo profilo Fb in muta da sub, da solo e con gli amici. Di Bastia Umbra era anche Trevani, tecnico informatico e istruttore di nuoto, anche lui appassionato del mare e responsabile di una ditta. Con l’hobby delle immersioni è il sub dimesso dopo poche ore di ricovero all’ospedale di Orbetello e istruttore del club Thalassa.

Cordoglio. Profondo cordoglio è stato espresso dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini per la morte dei tre sub alle Formiche, davanti alla costa di Grosseto. La presidente si è detta “particolarmente scossa da una tragedia che colpisce l’Umbria e Perugia”. “Vorrei in questo momento manifestare anzitutto – ha detto la presidente – la mia vicinanza e quella della Giunta regionale alle famiglie dei tre sub. In particolare sono vicina alla famiglia di Fabio Giaimo, medico molto apprezzato del nostro servizio sanitario, fratello di una dirigente della nostra amministrazione regionale e marito di un’anestesista dell’ospedale di Perugia”.

(Nella foto, da sinistra Enrico Cioli, Fabio Giaimo, Gianluca Trevani)


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