Studenti, emergenza affitti: le cause e le soluzioni proposte

Studenti, emergenza affitti: le cause e le soluzioni proposte

Massimo Sbardella

Studenti, emergenza affitti: le cause e le soluzioni proposte

Mar, 04/10/2022 - 13:13

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Aumento delle iscrizioni all'Università, gli alloggi non si trovano e i canoni di locazione sono aumentati: le proposte di Udu, Sunia e Cgil

Crescono gli iscritti all’Università degli Studi di Perugia (quasi 30mila nell’anno 2022-23), ma questo sta creando anche difficoltà per gli alloggi degli studenti, vista anche la contrazione dei posti letto disponibili nelle residenze Adisu (696, circa il 40% in meno rispetto al periodo pre pandemico).

Alla luce di questi numeri parlano di “emergenza abitativa” per gli studenti, a Perugia e in Umbria, Udu, Sunia e Cgil Umbria. Che denunciano la carenza di posti e il conseguente aumento dei canoni di locazione. Una situazione “tamponata appena dal sistema”, affermano le tre sigle. Che spiegano il circolo vizioso che si è creato: “L’importante aumento della domanda si scontra con la diminuzione sensibile dell’offerta e tutto ciò porta a un graduale e sostenuto aumento dei prezzi. Trovare casa ad oggi è diventato quasi impossibile e gli studenti si trovano a destreggiarsi tra aumenti di prezzo vertiginosi e contratti vessatori e tutto ciò rischia di minare seriamente l’accessibilità all’alta formazione e dunque il sistema del diritto allo studio del nostro territorio”.

Le cause

Udu, Sunia e Cgil analizzano i motivi che hanno portato a questa situazione: “L’offerta appare diminuita in primis a causa della già citata diminuzione dei posti letto nei collegi, il cui sistema peraltro, non solo non riesce a fungere da tampone anche per coloro che pur non rientrando nei canoni previsti dalla borsa di studio avrebbero comunque necessità di usufruire di un alloggio a prezzo calmierato, ma anzi si rivela del tutto insufficiente ad accogliere anche i beneficiari del Diritto allo studio causando un ulteriore spostamento verso il privato. In secondo luogo – aggiungono – è ancora forte la diffidenza da parte dei proprietari di immobili nel mettere in affitto la propria dimora a studenti, sia a causa degli strascichi della crisi pandemica, sia poiché, al momento, mettere la propria casa in affitto a turisti mediante piattaforme online appare molto più conveniente a livello economico e gravato da minori rischi, complice anche un sistema di legge sulle locazioni abitative che favorisce con sgravi fiscali importanti entrambe le forme di locazione. Infine, il nostro territorio e specialmente la città di Perugia ha sempre registrato un’asimmetria
nella distribuzione degli alloggi: il centro storico presenta la maggiore percentuale di occupazione complice la vicinanza dei principali servizi, delle strutture accademiche e della “vita universitaria”, mentre le aree più decentrate come Madonna Alta, Ferro di Cavallo e la zona dei ponti vengono molto spesso “scartate” dallo studente in quanto il costo del servizio di trasporto pubblico è sempre stato fino ad oggi uno dei più alti di Italia ed è assente qualsivoglia servizio di mobilità notturna, con la conseguenza diretta che, dopo le ore 20 spesso è materialmente impossibile per uno studente universitario, privo di un mezzo privato, spostarsi al di fuori della propria zona di domicilio/residenza”.

Su quest’ultimo tema si è intervenuto con l’abbonamento ai mezzi pubblici calmierato a 60 euro. Tuttavia, per le tre sigle va implementato il servizio notturno di mobilità.

Le proposte

Diverse le proposte annunciate da Udu, Sunia e Cgil, che chiedono a Università di Perugia e Regione di attivare un tavolo di confronto, che includa anche rappresentanti degli studenti, degli inquilini e delle agenzie immobiliari.

Si chiede inoltre di rivedere il canone di locazione concordato. E si annuncia l’apertura di uno Sportello di assistenza affitto, realizzato da Udu in collaborazione con Sunia, al circolo Arci “Il Porco Rosso” in via Alessi. nel frattempo, si chiede anhce di riattivare il servizio di Adisu “Cerc@lloggio Umbria”.

Nel medio periodo, invece, si invocano investimenti nell’edilizia universitaria, per realizzare nuovi spazi, in centro come nelle periferie, vicino alle sedi universitarie. Offrendo anche un adeguato sistema di mobilità.

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