Cinque domande a testa e 3' a disposizione per rispondere ad ogni quesito. Questa la formula scelta per poter capire quali politiche i candidati sindaci adotteranno in materia di energia, mobilità, lavori verdi, consumo del territorio, zone industriali e nucleare.
L'incontro, moderato da Alessandra Paciotto di Legambiente ed organizzato da Città Nuova, Italia Nostra e Legambiente, ha affrontato anche questioni come la disaffezione dei cittadini nei confronti della politica, la mancanza di spazi partecipativi, l'incapacità di nominare un difensore civico, lo svilimento dell'Agenda 21 e la progressiva scomparsa delle Consulte comunali. Temi che spaziano dal sociale all'ambiente volgendo lo sguardo anche all'economia e alle istituzioni.
I candidati hanno avuto in totale 15 minuti per argomentare nel migliore dei modi quella che sarà la loro futura azione politica in caso di vittoria. In realtà e salvo alcuni argomenti di fattura piuttosto delicata, gli aspiranti sindaci non hanno brillato per capacità propositiva. Si sono trovati d'accordo su molti argomenti, seppur con delle sfumature. Assente il candidato del Pd Daniele Benedetti che già in mattinata aveva fatto sapere di non poter partecipare all'incontro, pur rendendosi disponibile ad un confronto con le associazioni ambientaliste. E veniamo dunque al confronto.
Da sinistra a destra è risultato compattissimo il fronte della condanna al Piano Regolatore Generale definito “devastante” da Aurelio Fabiani (Casa Rossa), “un'oscenità da prendere e da buttare” per Leodino Galli (Udc), “tutti d'accordo nel sostenere che sia da rifare” ha ironizzato Moreno Gervasi (Spoleto Futuro). Angelo Loretoni (Pdl) promette “una nuova approvazione del Piano con varianti in riduzione” mentre Giampiero Calabresi (Sinistra per Spoleto) ha ricordato che “noi uscimmo dalla maggioranza per questa vicenda”. Carmelo Parente (Spoleto a 5 Stelle) è stato forse il più propositivo assicurando “licenze edilizie solo in caso di abolizione e ricostruzione”. Tante formule dunque per dire che il discusso Prg è decisamente sovradimensionato con i suoi nove milioni e mezzo di metri cubi.
Storia simile per la mobilità alternativa, che alcuni candidati – Loretoni e Gervasi in primis – avrebbero risolto con minibus elettrici “invece che – dice Loretoni – con cattedrali nel deserto”. La risposta secca e diretta al candidato Pdl arriva da Fabiani: “non si può essere contro solo ad alcune cattedrali nel deserto, come mostro delle mura, ipposcavo e scale mobili e poi non fiatare per il Ponte di Messina, sennò parliamo il politichese”.
Tutti d'accordo anche sull'importanza delle energie verdi. Acclamati da tutti sono i pannelli fotovoltaici. Carmelo Parente lancia l'idea “di provvedere con led per l'illuminazione pubblica, la cui spesa verrebbe ammortizzata in 12 mesi”.
Poi arriva un argomento che spacca in due i candidati. E' la Paciotto a proporla: le possibili centrali nucleari. Galli è d'accordo perché “se i costi dell'energia sono così alti è anche un po' colpa di quel referendum vecchio di venti anni” che decretò il non gradimento degli italiani sul nucleare. Gervasi glissa l'argomento ed insiste sulla “produzione in loco di pannelli fotovoltaici”. Grifoni (Prima Spoleto) si domanda “se sono davvero pericolose” e poi spiega che per le rinnovabili il problema risiede negli istituti di credito che non vogliono investire. Loretoni dice che “il nucleare è molto importante ma è una questione che non spetta a noi decidere, io sono un tifoso delle energie alternative”. Parente ricorda invece “l'uranio finirà tra 65 anni e chi ancora costruisce centrali nucleari è solo perchè sono funzionali alla produzioni di armi”. Anche Fabiani e Calabresi sono per il “no” assoluto.
Dopo oltre due ore di incontro e moltissimi temi toccati si è usciti da Palazzo Collicola con l'impressione di avere tanti candidati d'accordo su tante questioni. Colpa del poco tempo a disposizione per ciascuna domanda? Colpa delle domande poco “secche” ed inadatte ai tre minuti? Difficile dirlo.
(C.F.)