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Sogesi, Pd “Aprire un tavolo in Regione”

Redazione

Sogesi, Pd “Aprire un tavolo in Regione”

Porzi e Paparelli intervengono sullo stato di agitazione dei lavoratori
Dom, 28/06/2020 - 11:38

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Sogesi, Pd “Aprire un tavolo in Regione”

La Sogesi ha deciso che 57 lavoratori del sito umbro di Cannara sono a rischio licenziamento. L’allarme era stato lanciato lo scorso novembre e nonostante le rassicurazioni e l’attivazione della cassa integrazione, a dare la mazzata finale ci ha pensato il Coronavirus.

La nota del Pd

Sulla questione sono intervenuti i consiglieri regionali del Partito
democratico, Donatella Porzi e Fabio Paparelli: “Come già fatto all’inizio del 2020, torniamo ad esprimere forte preoccupazione relativamente al futuro dell’azienda Sogesi, alla luce delle ultime notizie emerse sulle prospettive e sbocchi futuri”.

Porzi e Paparelli

“L’azienda – dicono Porzi e Paparelli – possiede 7 stabilimenti in Italia, con 850 persone impiegate, 1200 clienti serviti, 70mila operatori vestiti, 20mila posti letto gestiti, 795mila buste di strumentario chirurgico consegnate ogni anno, 144.410 unità sterili processate. Lo
stato di agitazione aperto nel sito di Cannara preoccupa per le quasi 70 famiglie coinvolte, ma la situazione non è diversa a Stroncone, dove di lavoratori coinvolti ce ne sono 130”.

Rischio smobilitazione

“L’impressione – proseguono – è che sia in atto una progressiva smobilitazione dell’azienda dall’Umbria, puntando su altri luoghi, come Abruzzo ed Emilia Romagna, dove trasferire il lavoro, per poi distribuire la biancheria su piattaforme locali. Il tutto producendo un
drastico calo della manodopera da riassorbire e della retribuzione. In questo caso la pandemia non ha di certo aiutato, perché il settore alberghiero e della ristorazione, cliente abituale, è andato a picco”.

Aprire un tavolo in Regione

“E’ in questo quadro – concludono Porzi e Paparelli – che torniamo a sollecitare l’apertura di un tavolo di crisi in Regione, affinché la presidente Tesei si prenda carico ufficialmente di quella che appare una nuova piaga del panorama della nostra regione, già alle prese
con la ripartenza dopo la pandemia. Sarà un modo per ribadire e sottolineare che chi subentra negli appalti pubblici si debba far carico di tutto il personale impiegato”.


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