Servizi sociali, giungla di tariffe | Ecco la “mappa”

Servizi sociali, giungla di tariffe | Ecco la “mappa”

Ogni zona sociale dell’Umbria adotta un proprio regolamento con limiti diversi per l’esenzione e la partecipazione alla spesa

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La salute purtroppo non è uguale per tutti. Ma se al fatto che nascere ad Afragola o a Castellammare di Stabia – o comunque, in Campania – significa avere una aspettativa di vita di 78,9 anni (per gli uomini) e di 83,3 (le donne) oppure a Trento, dove si spera di vivere un po’ di più: 81,6 anni in media per gli uomini e 86,3 per le donne (fonte, Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane dell’Università cattolica del sacro cuore di Roma) ci si può in qualche modo abituare, l’idea che nella piccola Umbria ci siano disuguaglianze e che queste siano non genetiche, ma burocratiche, cambia il quadro. E di molto.

Per rendersi conto che essere anziani a Costacciaro non è come vivere da pensionati a Foligno, che un’assistenza domiciliare a Narni costa un “tot” e a Gubbio qualcosa in meno, o qualcosa in più, basta prendersi qualche minuto di tempo e sfogliare i regolamenti adottati dalle diverse zone sociali (12) in cui è suddivisa la regione. Così si scoprirà che ognuna ha un proprio metodo operativo, diverse fasce di esenzione, costi di gestione e così via. Un universo parallelo che rischia, però, di diventare una giungla non soltanto per le differenze tra i vari documenti, ma perché queste contraddistinguono territori praticamente attaccati tra loro.

Prendiamo ad esempio il servizio di assistenza domiciliare (Sad) nell’ambito degli interventi a favore di anziani e adulti. L’articolo 58 del regolamento adottato dalla zona sociale 4 (Marsciano, capofila, Collazzone, Deruta, Fratta, Todina, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, San Venanzo e Todi) stabilisce le modalità di “compartecipazione ai costi del servizio”. Il comma 2 dell’articolo individua le fasce Isee in base alle quali si calcola il costo a carico dell’assistito. Fino a 6.000 euro di Isee è prevista l’esenzione totale; “da euro 6.001 a 10.000 – spiega il regolamento – compartecipazione del 30%; da euro 10.001 ad euro 14.000 compartecipazione del 40%; da euro 14.001 ad euro 18.000 compartecipazione 50%; da euro 18.001 ad euro 22.000 compartecipazione del 70%; da euro 22.001 in poi compartecipazione del 100%”.

A fine 2017, i comuni della zona sociale 11 (Narni, capofila, Alviano, Amelia, Attigliano, Avigliano Umbro, Calvi dell’Umbria, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Otricoli, Penna in Teverina) hanno approvato il nuovo regolamento sulle prestazioni sociali e socio-assistenziali in favori di anziani e adulti. “Il 50% del costo di tali servizi domiciliari – spiega il documento che accompagna le nuove tariffe – è posto a carico del servizio sanitario nazionale, mentre il restante 50% attiene alla quota sociale”. Che è “a carico del Comune se il valore Isee è inferiore a 6.000 euro, mentre per i valori tra 6.001 e 48.000 euro si dovrà calcolare una quota a carico dell’utente”. Quota che viene così dettagliata: 1,46 euro per ogni ora di assistenza per redditi da 6.001 a 9.000 euro; 1,88 euro/ora da 9.000 a 12.000; 2,50 euro/ora da 12.000 a 15.000; 3,13 euro/ora da 15.000 a 18.000. E così, via via a salire fino a 10 euro l’ora per redditi da 48.000 euro.

Il regolamento in vigore dal 22 agosto 2016 nella zona sociale 7 (Gubbio, capofila, Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Scheggia e Pascelupo, Sigillo) spiega che “il metodo adottato per il calcolo della compartcipazione è quello della progressione lineare che tiene conto nel pagamento da parte dell’utente di differenze infinitesimali dell’Isee garantendo una maggiore giustizia sociale. Per l’applicazione della formula lineare è necessario prevedere l’ISEE minimo cioè quello al di sotto del quale il servizio è gratuito perché il soggetto destinatario verte in stato di povertà e l’Isee massimo oltre il quale l’utente pagherà il 100% del costo/tariffa prevista”. L’Isee minimo è individuato in 6.000 euro, mentre il massimo è fissato a 14.000 euro, oltre il quale – dunque – si paga prezzo pieno. In questa area dell’Umbria è segnalato un “costo medio orario tariffario” per l’assistenza famigliare di anziani, adulti e disabili pari a 18,70 euro.

Il regolamento della zona sociale 8 (Foligno, capofila, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Nocera Umbra, Sellano, Spello, Trevi, Valtopina) dice che il richiedente l’assistenza domiciliare “è tenuto al versamento di una quota del costo del servizio mediante l’acquisto di blocchetti formati da 20 bonus del valore ciascuno di un’ora di Sad il cui costo orario é direttamente proporzionale all‘indicatore della situazione economica equivalente. Il costo di un blocchetto varia da un minimo di 0,30 euro/ora e fino ad un massimo di 3 euro/ora secondo le fasce lsee”. Fasce Isee che sono così individuate: fino a 3.512 euro è prevista l’esenzione totale; oltre questa soglia si è tenuti alla compartecipazione fino al limite di 13.841 euro per il quale è prevista l’applicazione massima della tariffa, ossia 60 euro per 20 ore di assistenza.

Calcolatrice in una mano e valigia nell’altra, i pensionati umbri oltre a ragionare se sarà conveniente trascorrere la vecchiaia in una qualche isola tropicale, dovranno insomma cominciare a riflettere anche se spostarsi o meno di qualche chilometro nel paesino confinante. Magari per la salute sarà lo stesso. Per il portafogli no.

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