Sedi rionali sotto attacco da parte di gang giovanili, tra vandalismi e scritte spray | Il video

Ennesimo raid ai danni del rione La Mora agli Orti Orfini ed il rogo in via Antonietti era doloso | Già prima toccò al Morlupo e allo Spada

share

Ancora un raid teppistico ai danni del rione La Mora: dopo l’incendio ai locali all’ex quartier generale di via Colomba Antonietti avvenuto lo scorso 28 ottobre, ora sotto attacco sono finite le strutture agli Orti Orfini, attuale sede ‘provvisoria’ della contrada del Gelso.

Ma prima di parlare del raid notturno tra le giornate di domenica e lunedì, ci sono da segnalare le importanti novità sull’episodio di giovedì scorso.

Sembra infatti che l’incendio appiccato ai locali ormai abbandonati di via Colomba Antonietti sia di origine dolosa. Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti, ignoti si sarebbero volontariamente introdotti negli spazi della vecchia Locanda del Gelso. Come se non bastasse, ‘a conferma del fatto’ sono state persino vergate delle scritte con vernice spray.


Incendio nei locali della taverna della Mora


Raid vandalico e scritte spray: stessa modalità subite dalla taverna del rione Morlupo in via della Rosa a ridosso della sempre centralissima piazza Santa Angela.

L’episodio avvenne lo scorso 26 settembre: i rionali al rientro trovarono serrature forzate, panche e tavoli distrutti, vetri rotti e – per l’appunto – scritte spray.


Vandali danneggiano e deturpano la taverna del rione Morlupo | Le foto


Ma c’è anche un altro episodio che ora torna alla ribalta: il 22 settembre dello scorso anno, a subire un attacco da parte di vandali fu il rione Spada. Panche e tavoli gettati sul Canale delle Conce.

E nel 2016 – sempre a fine settembre, esattamente il 29, alcuni teppisti si introdussero sempre in via Colomba Antonietti: qualche danno ma nessun furto.

E se – come si dice – tre indizi fanno una prova, a questo punto i ‘singoli episodi’ vengono visti come una sorta di vera e propria strategia.

“Ormai sono troppi i casi di taverne prese di mira dai vandali – sbotta Alessio Albani, priore del rione La Mora – tanto che gli stessi inquirenti stanno ipotizzando che possa trattarsi di band giovanili che vogliano scimmiottare le gang latinoamericane”.

Tornando all’episidio di lunedì notte: è stata tagliata le rete di recinzione e quindi, una volta all’interno del parco pubblico, attualmente gestito dallo stesso rione La Mora, in convenzione con l’amministrazione comunale, i malintenzionati si sono scagliati contro tavoli e panche di legno gettandoli sotto sopra e spaccandoli letteralmente.

“Non si sono introdotti all’interno della struttura, perchè li abbiamo messo l’allarme – fa sapere il priore Albani –ma ormai il fenomeno è davvero preoccupante. Il Comune è disponibile a collaborare per mettere a punto un piano di sicurezza – sottolinea – ma dopo episodi simili al Morlupo ed allo Spada si può dire che non possiamo fare Quintana impegnati su due fronti”.

A raccontare l’ultimo assalto in quella che pare essere una vera propria sfida alle istituzioni e un attacco immotivato alla Quintana e in particolare al rione La Mora, è lo stesso priore uscente della contrada del Gelso. “Sono stati buttati all’aria – dice Albani – alcuni tra tavoli e panche ed altri sono stati distrutti. Proprio in questi giorni avevamo riparato alcuni buchi praticati sulla recinzione ma s’è trattato di un impegno sterile. Ogni volta che ne chiudiamo uno ne viene aperto uno nuovo. La nostra idea era quella di poter lasciare all’esterno tavole e panche per poter consentire agli utilizzatori del parco di giorno di approfittarne. Ci sono anche un gruppo di persone che si ritrovano nel pomeriggio e li usavano come punto di appoggio. Questa serie di eventi ci costringe irrevocabilmente – prosegue – a dover rimuovere tutte le nostre attrezzature. Perché non è un luogo dove si possono lasciare con sicurezza. Ho già contattato il Comune per affrontare insieme un percorso volto alla definitiva messa in sicurezza – conclude Albani – dell’intera area degli Orti Orfini. Stiamo valutando congiuntamente le misure da applicare e le modalità per la loro effettuazione”.

A margine dell’ennesimo episodio di violenza gratuita contro le cose non va dimenticato che questi atti spregiudicati causano anche costi che ricadono materialmente sulla collettività.

share

Commenti

Stampa