Scontro sanità FdI - Lega, per ora è tregua (armata) sui direttori

Scontro sanità FdI – Lega, per ora è tregua (armata) sui direttori

Massimo Sbardella

Scontro sanità FdI – Lega, per ora è tregua (armata) sui direttori

Sab, 09/01/2021 - 15:54

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Il "cambio di passo", la replica del partito di Salvini e la presidente Tesei col casco da pompiere

Dopo il “caso” della mozione bipartisan sui non autosufficienti, lo scontro tra Fratelli d’Italia e Lega, nella maggioranza che sostiene la Giunta Tesei, si sposta sulla più pesante partita della sanità.

Il “cambio di passo” chiesto da FdI

Ad accendere la miccia, all’alba del nuovo anno, sono stati i consiglieri DfI Eleonora Pace e Marco Squarta. Chiedendo, una volta superata l’emergenza Covid, un “cambio di passo“. In vista del nuovo Piano sanitario (quello a cui sta lavorando l’assessore Luca Coletto), che dovrà avere una “visione strategica” per superare le “gravi lacune” della gestione passata.

La replica al vetriolo della Lega

Il gruppo consiliare della Lega ha alzato le barricate contro quella che sembrava un attacco all’assessore Coletto. Che insieme a Tesei sta lavorando “alacremente da mesi” ad un Piano al quale, lamentano i rappresentanti del partito di Salvini, da Fratelli d’Italia non è che siano arrivate proposte e ricette “infallibili“. E tutto questo mentre si affronta una pandemia.

Per la Lega “sarebbe opportuno che tutte le forze di maggioranza collaborassero al fine unico di garantire quel cambio di passo, prima politico e poi operativo, facile da sbandierare nei comunicati stampa ma più complicato da attuare quando occorre mettere sul piatto proposte concrete, misurabili e fattibili in tempo di pandemia”. Insomma, meno parole e più lavoro.

Tesei col casco da pompiere

La governatrice Tesei ha provato a gettare acqua sul fuoco: “Mi sembra che Fratelli d’Italia si riferisca a un cambio di passo rispetto al passato“, ha tagliato corto sollecitata su questo tema a latere di una conferenza stampa.
E sì, il riferimento all’era centrosinistra è un passo della nota di Pace e Squarta. Dove però si dice anche, e nemmeno troppo velatamente, che senza una visione strategica non si esce da quella logica.

Il nodo direttori

Un’uscita quella degli esponenti di FdI, tra l’altro, fatta a poche ore dall’annuncio della conferma, con pochi aggiustamenti, dei manager della sanità.

E che i rappresentanti del partito di Giorgia Meloni non si riferissero soltanto alla passata gestione lo conferma Franco Zaffini, intervistato da Pasquale Punzi per Corso Vannucci. Il senatore sposta il mirino di FdI da Coletto (e dal direttore Claudio Dario, per i quali usa parole di elogio) ai commissari delle Aziende, confermati a fine anno con la carica di direttori generali. Promozioni che, nel caso di qualcuno dei manager, non è andata giù a Fratelli d’Italia.

Un’operazione, quella sui direttori generali, che è apparsa blindata. Tant’è che Maria Gigliola Rosignoli, per la quale si era parlato di un ritorno in Umbria, si è tirata fuori da una partita che evidentemente sapeva non si sarebbe giocata.

E allora, per adesso, si va avanti con questi manager. Per gestire l’emergenza Covid e programmare il futuro della sanità umbra. Ma con Fratelli d’Italia che potrebbe chiedere una verifica sul loro operato già a giugno.

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