Santa Maria della Carità, Secondi "Potrebbero affiorare altri affreschi templari" - Tuttoggi

Santa Maria della Carità, Secondi “Potrebbero affiorare altri affreschi templari”

Redazione

Santa Maria della Carità, Secondi “Potrebbero affiorare altri affreschi templari”

L'assessore ai Lavori pubblici dà l'annuncio prima del via ai lavori id messa in sicurezza della copertura
Mer, 27/07/2016 - 16:42

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Santa Maria della Carità, Secondi “Potrebbero affiorare altri affreschi templari”

Potrebbero affiorare altri affreschi trecenteschi dal sito templare di Santa Maria della Carità a Città di Castello: i lavori di consolidamento e restauro della copertura dell’ex Chiesa sono preliminari alle indagini sulle porzioni murarie attigue al punto dove oggi si può vedere il Cenacolo, datato alla fine del XI secolo.

A dare la notizia è l’assessore ai Lavori Pubblici Luca Secondi, dopo l’aggiudicazione di un pacchetto di interventi per circa 165mila euro, destinati a mettere in sicurezza il tetto e il piano superiore dell’edificio, la cui sagoma è ora visibile da via Borgo Farinario.

I lavori giungono a seguito dell’acquisizione di Santa Maria della Carità da parte del Comune nell’ambito del Contratto di Quartiere attraverso una transazione con la Fat, che ne era proprietaria – spiega Secondi – Il Comune ha iniziato a programmare opere di messa in sicurezza, prerequisito per procedere ai saggi sulla muratura per definire l’esatta collocazione dei dipinti nascosti sotto gli elementi architettonici aggiunti posteriormente. Conoscere questo dato è estremamente importante perché consentirà di formulare ipotesi più circostanziate sull’entità del sito e sulla sua rilevanza storica in un quadrante strategico, accanto a Pinacoteca, ex ospedale, San Domenico e, tra poco, Piazza dell’Archeologia, un’altra attestazione importantissima per i resti che conserva”.

La ex chiesa di Santa Maria della Carità è un edificio del XI secolo, adiacente agli uffici della ex Fat e utilizzata, fino agli anni Ottanta, come essiccatoio del tabacco. A pianta rettangolare, si sviluppa in altezza per 12 metri e la copertura è sorretta da capriate lignee. I domenicani nel XIV secolo la trasformarono in refettorio e ne accorciarono lo slancio di circa la metà con volte a crociera. I lavori prevedono lo smontaggio di questi corpi giustapposti, la loro sostituzione e il posizionamento di pianelle. Oltre alla copertura verrà restaurata la facciata verso via Borgo Farinario, con l’eliminazione delle superfetazioni e la riapertura delle finestrelle del piano più alto, da cui anticamente prendeva luce la chiesa. Le facciate libere verso via delle Santucce e verso Via Oberdan saranno intonacate con una base di calce.

Oggi della Chiesa originaria è percepibile solamente il piano terra, in quanto le volte a crociera si trovano a circa trequarti dell’altezza originaria: gli affreschi dell’epoca templare risultano tagliati e questo fa presupporre che la superficie decorata fosse più estesa. Oltre a questo enorme interesse artistico e scientifico – conclude Secondi – i lavori consentiranno l’apertura al pubblico degli spazi e le visite di cittadini e turisti ad un luogo destinato a riscrivere la storia cittadina, che i tifernati non possono non conoscere”.

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