La “Folle Corsa” dei Ceri di Gubbio, caratterizzata da una pioggia incessante (e pure dalla nebbia), si è conclusa alle ore 19.52 e, anche stavolta, ha visto Sant’Ubaldo chiudere dietro di sé il portone della Basilica.
Partite alle 18 con l’Alzatella in via Savelli, le macchine a spalla sono passate a tutta velocità per la Calata dei Neri fino a via Cairoli (prima sosta), ripartendo poi per il secondo tratto (circa 900 metri) lungo la Calata dei Ferranti, passando per San Francesco e San Martino, fino alla nuova sosta in cima a via dei Consoli.
Ceri 2026, Gubbio celebra Sant’Ubaldo | Alzata “perfetta” (VIDEO)
Dopo le girate della Sera in Piazza Grande i Ceri hanno poi percorso via XX settembre e gli strettissimi Buchetti, con l’ultima fermata alla porta di Sant’Ubaldo. Da qui, alle 19.42, è infine scattata la scalmanata e sfiancante ascesa al Monte Ingino – lunga 1.565 metri, con una pendenza del 20%, 8 tornanti e 9 rettilinei – durata circa 10 minuti.

Sant’Ubaldo, come detto, anche stavolta è riuscito ad entrare in Basilica, lasciando “aspettare” fuori San Giorgio e Sant’Antonio. Quest’ultimi sono entrati pochi minuti più tardi, solo dopo i festeggiamenti nel chiostro e lo “scavijamento” del cero del patrono. Stasera la festa continuerà in tutta la città.