La città di San Francesco, e la città dove arriva – e dal cui afflato è nata – la Marcia della Pace. La città dello Spirito di Assisi, in cui nel 1986 Giovanni Paolo II riunì i rappresentanti delle religioni mondiali, per pregare insieme per la fine di tutte le guerre. E anche, per rimanere ai “suoi” tempi, la città in cui vennero salvati dalla persecuzione nazista circa 300 ebrei, un’opera per cui l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferì alla Città di Assisi la medaglia d’oro al merito civile, nel 2004. Ma è anche una delle città tra i suoi concittadini benemeriti vanta ancora Benito Mussolini: forse ancora per poco, se l’amministrazione comunale darà ascolto alla richiesta del circolo culturale “primomaggio”.
“Tale nobile onorificenza fu conferita a Mussolini con delibera della giunta comunale n.389 del 27 settembre 1923 e del consiglio comunale n.48 del 15 ottobre 1923, circa un anno dopo della presa del potere da parte del fascismo. In quel periodo, tra il 1923-25, centinaia di comuni italiani, in maniera ‘spintanea’, diedero a Mussolini la cittadinanza onoraria. Alla caduta del fascismo e la nascita della Repubblica Italiana molti comuni, in tutta Italia, revocarono l’atto precedente. Tra questi già nel 1945 ci furono Milano, Roma, Genova, Bologna, Forlì, Napoli, Matera è la stessa Predappio. Nel 1946 ci fu, ad esempio Ferrara, nel 1947 Torino. Anche in Umbria fu revocata in alcune città come a Perugia e Foligno nel 1945 e a Terni nel 1946”. Assisi non lo ha ancora fatto – e tanti altri Comuni lo hanno fatto poco tempo fa – ma per il circolo “Ad Assisi revocarla non è solo una scelta morale e politica ma una necessità. Se siamo conosciuti a livello internazionale come città della Pace, ci vantiamo di questo e ci viviamo pure su questo requisito e immagine, tutto ciò è incompatibile con un riconoscimento al creatore del fascismo, regime vocato alle guerre. Siamo nella Seraphica Civitas di Francesco che ‘disarmante e disarmato’ andò dal Sultano d’Egitto Malik al Kamil. È lapalissiana la contraddizione tra l’essere città della Pace e l’ideologia della guerra insita nel fascismo, che aveva come motti ‘Credere, obbedire e combattere’ o ‘Libro e moschetto fascista perfetto’”.
“Se si prende atto di tutto ciò – dice il circolo culturale “primomaggio” – la conseguenza non può che essere la revoca della cittadinanza a Mussolini, se si vuole essere coerenti con l’immagine mondiale della città e con la nostra Repubblica che ha come base una Costituzione Antifascista. Non si può mettere insieme chi educa e lavora per la Pace con chi voleva e ha fatto le guerre, dirsi antifascisti e contemporaneamente legittimare Mussolini negli armadi e nelle delibere. Il futuro lo si deve costruire con i valori della Pace, della solidarietà, della cooperazione, della giustizia sociale. Del passato abbiamo strumenti per giudicarlo ed è stato guerra, mancanza di libertà, assenza di pluralismo, violenza, sopraffazione, costrizioni, difesa dei ricchi. I cittadini assisani su questo hanno le idee chiare ed aspettano in tempi brevi una scelta precisa e netta basata sulla storia. Le scelte guerrafondaie del fascismo e del suo capo supremo, Mussolini, hanno prodotto in questa città 153 morti in guerra, 45 civili morti in loco, 423 Internati Militari Italiani che hanno fatto 2 anni di prigionia in Germania tra sofferenze inaudite, 347 prigionieri degli alleati per molti anni, decine e decine di invalidi e infortunati. Colui che è stato il primo responsabile di tutto ciò, Benito Mussolini, ad Assisi non può esserne anche cittadino onorario”.