San Gemini, sentenza CdC diventa un "caso": il sindaco non ci sta e prova a bacchettare Tuttoggi.info - Tuttoggi

San Gemini, sentenza CdC diventa un “caso”: il sindaco non ci sta e prova a bacchettare Tuttoggi.info

Redazione

San Gemini, sentenza CdC diventa un “caso”: il sindaco non ci sta e prova a bacchettare Tuttoggi.info

Ven, 19/10/2012 - 13:00

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Luca Biribanti

Continua a destare scalpore la denuncia del gruppo “Insieme cambiamo San Gemini” circa la mancata presentazione al Consiglio comunale del dispositivo della Corte dei Conti dell'Umbria che bollava la previsione di bilancio 2011 del comune di San Gemini come “inattendibile” rispetto a 3 capitoli di entrate. Del dispositivo, come si ricorderà, si erano dimenticati tutti – sindaco, presidente consiglio, revisori dei conti – fino a qualche giorno fa quando è arrivato come un fulmine a ciel sereno sui banchi dell'adunanza. Tuttoggi.info aveva quindi contattato il sindaco Leonardo Grimani, in quota centrosinistra, per un commento sulla grave vicenda. Il primo cittadino si era detto imbarazzato e aveva chiesto scusa per lo spiacevole episodio (leggi qui la notizia). Ma ieri è arrivata in redazione una comunicazione di Grimani che prova a smentire quanto avevamo riportato. La riportiamo fedelmente, svarioni inclusi: “Con molta cordialita' ma con altrettanta decisione prego di rettificare la dichiarazione attribuita al sottoscritto nell'articolo comparso sul sito. non ho mai parlato di inbarazzo e non ho mai chiesto scusa a nessuno non avendo commesso reati o abusi. La mia posizione è quella della maggioranza che mi sostiene. Non mi si possono attribuire parole mai pronunciate. È imbarazzato chi commette volontariamente un atto ngativo, e non e' il mio caso”.
Prendiamo atto della nota, confermando però ogni singola frase riportata nell'articolo precedente. Non ci sarebbe nulla di male a porgere le scuse al proprio parlamento e, conseguentemente, ai cittadini di San Gemini visto che un documento delicato qual è un dispositivo della magistratura contabile, inviato in triplice copia, è rimasto in altrettanti cassetti, quelli appunto del sindaco, del presidente del consiglio comunale e del presidente del collegio sindacale. Ce ne sarebbe per pensar male, come direbbe il famoso senatore, senza neanche far peccato. Grimani ha preferito invece scegliere la strada della 'smentita', di far passare per fesso chi ha invece capito bene (e riportato fedelmente) le sue parole rilasciate durante l'intevista telefonica. Cosa è successo alle tre lettere inviate dalla Corte, “ricomparse” soltanto a bilancio approvato? La vicenda non è affatto finita. Oggi pomeriggio il consiglio tornerà a riunirsi è c'è da giurarci che sarà ancora bagarre. Perchè l'opposizione sembra intenzionata ad andare fino in fondo, nel rispetto dell'autorevole documento della magistratura contabile perugina, lo stesso che invece il presidente del consiglio comunale, nel corso della concitata ultima adunanza, aveva definito “un pezzo di carta”.

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