Salvare nei centri storici le attività commerciali e quei servizi che sono un fondamentale presidio di socialità, spesso essenziali soprattutto per le persone più fragili.
Entrata nel vivo in Umbria la raccolta firme per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da Confesercenti, per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. L’obiettivo è raggiungere entro ottobre le 50mila firme, 1.500 in Umbria. Cosa che sarà fatta anche attraverso l’invito rivolto al Consiglio regionale, ai Consigli provinciali e comunali a votare un ordine del giorno di sostegno alla raccolta delle firme.
Per una legge di iniziativa popolare che non vuole riformare la legge quadro sul commercio, ma prevedere incentivi fiscali e contributi per le nuove aperture di attività commerciali e di servizio, mantenimento di quelle esistenti, recupero di locali sfitti.
Elementi – hanno sottolineato Giuliano Granocchia, presidente regionale Confesercenti Umbria e i due presidenti provinciali Valter Puliti (Perugia) e Carlo Ghista – in grado di evitare lo spopolamento nei borghi e garantire qualità della vita e sicurezza.
La proposta di legge di iniziativa popolare, dal titolo “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, promossa a livello nazionale, intende salvaguardare attività, come i negozi di vicinato, che rappresentano un elemento fondamentale delle comunità dei centri urbani e dei piccoli comuni, proponendo uno strumento quale la ZES di prossimità.
Le firme potranno essere raccolte sia attraverso i banchetti organizzati sul territorio, sia mediante gli strumenti digitali di identificazione elettronica, utilizzando SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS), facilitando così la partecipazione dei cittadini.