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Ricostruzione al palo e servizi sanitari carenti, appello al sindaco

Sara Fratepietro

Ricostruzione al palo e servizi sanitari carenti, appello al sindaco

Dom, 21/02/2021 - 11:07

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Ricostruzione al palo e servizi sanitari carenti, appello al sindaco

Servizi sanitari a Norcia al centro della denuncia di un gruppo di cittadini, lettera appello al sindaco: ecco i disservizi esistenti

Servizi sanitari carenti a Norcia, già alle prese con la ricostruzione post sisma al palo. E con la trasformazione dell’ospedale di Spoleto in Covid hospital, la situazione per la Valnerina è peggiorata ulteriormente.

La denuncia arriva da un gruppo di cittadini di Norcia, che ha scritto una lettera al sindaco Nicola Alemanno ma inviata per conoscenza anche alle massime autorità nazionali (Presidente della Repubblica e del Consiglio), ma anche commissario straordinario alla ricostruzione, Regione, Usl e protezione civile nazionale.

Preoccupazione per i servizi sanitari

I cittadini nella forma singola e associata del territorio di Norcia – viene spiegato – esprimono la loro profonda preoccupazione per la grave situazione in cui versa il nostro Servizio Sanitario e Ospedaliero.

Già da anni nel nostro territorio abbiamo avuto disagi dovuti a carenze sanitarie che si sono acuite in modo esponenziale dopo il terremoto e l’attuale pandemia. Con l’Ospedale di Norcia chiuso e inoltre con la conversione dell’Ospedale di Spoleto, chiunque necessiti di cure mediche deve fare più di un’ora di macchina per raggiungere un presidio ospedaliero. Ci sentiamo completamente abbandonati.

“Il sindaco avvii azione di protesta”

Siamo convinti che nel nostro territorio si stia negando quel diritto fondamentale costituzionale che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

    Per questa ragione invitiamo la S.V. a farsi parte dirigente per superare questa drammatica situazione e per portare avanti in maniera energica un’azione di protesta nei confronti delle autorità competenti, al fine di ridare alla nostra terra un Servizio Sanitario degno di un Paese civile. A partire dalla ricostruzione e riapertura dell’Ospedale di Norcia ormai chiuso dal giorno dell’evento sismico e delle altre sedi sanitarie territoriali.

Ospedale Norcia, sopralluogo per la ricostruzione

     Non comprendiamo perché dopo quasi cinque anni dal sisma non si conosca ancora la data d’inizio certa dei lavori di ristrutturazione. In questi giorni siamo venuti a conoscenza del cronoprogramma sugli interventi di ristrutturazione dell’Ospedale di Norcia dove viene riportata la data di fine lavori; maggio 2023.

Carenze strutturali e riduzione del personale

Pur nutrendo seri dubbi sulla data di conclusione dei lavori, tuttavia nelle “more” che ciò avvenga, come sopperire alle ormai annose difficoltà che incontra quotidianamente la popolazione in ordine all’assistenza sanitaria? Perché non è stato delocalizzato l’Ospedale in altra struttura, come è stato fatto per l’Ospedale di Cascia?

  Alle carenze strutturali, limitate agli spazi dell’ala nuova dell’Ospedale e nei prefabbricati dell’emergenza, si somma la riduzione del personale a causa di pensionamenti e trasferimenti. In proposito vorremmo ricordare che il D.M. del 24/ 2015 N.70 garantisce la presenza di un Presidio Ospedaliero in una zona disagiata.

118 senza medico di notte

    Il Servizio 118 è privo di medico a bordo durante le ore notturne e si avvale di autoambulanze scarsamente attrezzate e prive del sistema a trazione integrale in una zona di montagna.

   Dopo il terremoto sono stati eliminati diversi servizi ambulatoriali, un’ulteriore penalizzazione che costringe la nostra gente a recarsi sempre più spesso fuori zona, anche per prestazioni sanitarie semplici.

   A giorni partirà la vaccinazione per la popolazione, speriamo che saremo in grado di offrire uno spazio consono dove ospitare la gente da vaccinare, tra cui gli ultraottantenni, senza farli aspettare all’aperto e al freddo come da tempo accade per fare le analisi e le visite specialistiche.

Come lamentiamo l’inadeguatezza del servizio del supporto psicologico ad una popolazione stressata prima da centomila scosse di terremoto e ora dal Covid, costretta a far  ricorso all’uso di psicofarmaci, una popolazione che annovera purtroppo anche casi di suicidi.

Distretto sanitario non delocalizzato

 Anche gli altri Servizi Sanitari presentano gli stessi ritardi.

   La sede del Distretto Sanitario è lungi dall’essere ricostruita e non è stata ancora delocalizzata. Questo Servizio è stato depotenziato di figure professionali creando seri problemi alla sua funzionalità, il Direttore Sanitario e il Responsabile Amministrativo, andati in pensione, non sono stati sostituiti, così pure non sono  stati sostituiti un altro medico andato in pensione e i medici di famiglia trasferiti.

    La gestione sanitaria di dieci Comuni è rimasta sulle spalle di un solo medico che deve farsi in quattro per gestire l’emergenza Covid oltre all’espletamento delle attività  sanitarie di routine.

I disservizi degli ultimi mesi

    Questa preoccupante situazione che si associa alle altre oggettive criticità, portano a riflettere su episodi drammatici, tanto  da muovere le nostre coscienze; nel mese scorso la salute di una ragazza di tredici anni di Norcia, affetta precedentemente da Covid, è stata messa in serio pericolo; ha rischiato di morire per le problematiche sanitarie evidenziate che si acuiscono nei giorni festivi. L’impossibilità di usufruire degli interventi di Pronto Soccorso in loco per carenza di mezzi e organici, ha costretto i famigliari ad un precipitoso trasferimento presso l’Ospedale di Foligno prima e poi di Ancona, dove giunta quasi in fin di vita, è stata fortunatamente salvata.

Un altro episodio doloroso è stato quello del nostro concittadino colpito da infarto a Forca Canapine.

L’Apsp

  Ricordiamo inoltre che l’Azienda Pubblica Servizi alla Persona è ancora delocalizzata a Foligno, con i problemi logistici sia per i familiari che per il personale. La ricostruzione della sede storica non si sa quando inizierà e la delocalizzazione promessa in loco dalle autorità preposte speriamo sia imminente.

Nell’immediato bisogna assolutamente garantire il Pronto Intervento in qualsiasi ora del giorno e della notte. La salute non concede ritardi.

   Restiamo in attesa di risposte serie e concrete sui provvedimenti che lei e le autorità competenti hanno il dovere di dare per garantire anche ai cittadini del territorio di Norcia quel diritto alla salute sancito dall’art. 32 della Costituzione.

  Visto che la S.V. proprio in questi giorni si è spesa pubblicamente per ottenere la riapertura dell’Ospedale di Spoleto, – conclude la lettera indirizzata al sindaco – noi cittadini auspichiamo di avere lei e l’Amministrazione Comunale al nostro fianco nei prossimi mesi, quando metteremo in atto azioni di proposta e di protesta, per ridare a Norcia e al suo territorio un Servizio Sanitario e Ospedaliero degno di un Paese Civile”.

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